Siamo su:

Yahoo FinanceMilano FinanzaAffari italianiAdnkronosilSole24 oreIl Tempo.itAskanews

Home / Bitcoin al bando? Nulla di vero, è solo strumentalizzazione!

Bitcoin al bando? Nulla di vero, è solo strumentalizzazione!

Bitcoin continua ad attirare gli strali di esperti e meno esperti, di investitori classici come di investitori di frontiera. L’ultimo dei commenti al vetriolo è di Ray Dalio, che i più avvezzi al mondo della finanza classica ricorderanno come fondatore di Bridgewater Associates, il più grande fondo hedge del mondo.

Ray Dalio Ban Bitcon
Dalio crede in un possibile ban di Bitcoin. Assurdo pensarlo anche soltanto in prospettiva

Le piroette di Mr. Dalio sono ormai la normalità per chi segue Bitcoin. Dopo essere stato per anni un grandissimo detrattore e negazionista delle possibilità di investimento legate alla principale criptovaluta del mondo, è tornato su posizioni più morbide, riconoscendone il potenziale valore come asset contro l’inflazione. L’ultima delle sue dichiarazioni è di quelle che hanno lasciato di stucco molti non esperti, dato che si parla di una possibile messa al bando di BTC, da parte del governo statunitense. Una messa al bando che potrebbe, inoltre, avere un effetto a cascata anche in altre aree del mondo.

Tutto questo mentre Bitcoin torna a volare, superando quota 55.000$ e con prospettive di trend di breve periodo molto positive. Prospettive sulle quali potremo investire con eToro (qui puoi iscriverti al conto demo gratuito) – broker che lo offre sia in modalità diretta, sia tramite CFD. E potremo anche investire in alternativa con Capital.com (qui per ottenere il conto dimostrativo gratis) – con intelligenza artificiale che analizza i nostri movimenti e il nostro portafoglio, segnalando anche eventuali errori.

Cosa ha detto Ray Dalio?

Ray Dalio è partito con un paragone ardito tra la situazione degli anni ’30 successivamente alla grande crisi e quanto potremmo trovarci ad affrontare di qui a breve, anche in seguito alla grande espansione monetaria guidata da FED, BCE e dalle altre grandi banche centrali mondiali.

Negli anni ’30 il contante e le obbligazioni erano un pessimo investimento in relazione ad altri che erano disponibili. Ci fu un grande movimento (di capitale) verso gli asset alternativi, con la conseguenza che il governo finì per bandirli. Questo è il motivo per il quale ci sono buone probabilità che venga bandito anche Bitcoin.

Un paragone tra la situazione degli anni ’30 e oggi che ci sembra piuttosto ardito, nonostante condividiamo la preoccupazione che alle porte ci sia una crisi come poche ne abbiamo viste nella storia dell’uomo. Tuttavia sulle possibilità che Bitcoin possa essere effettivamente bandito dagli USA, così come da qualche altro grande governo, continuiamo a nutrire i nostri dubbi. E spiegheremo il perché non riteniamo questa ipotesi percorribile.

Con una piccola frecciatina nei confronti di quello che è un mostro sacro, Ray Dalio, ma ormai da troppo tempo in cerca di visibilità sfruttando l’asset migliore del 2021, ovvero Bitcoin. Non lo biasimiamo: la stampa classica sta facendo lo stesso – cercando un po’ del sole e della visibilità che la grande popolarità di Bitcoin è in grado di garantire oggi. Tuttavia, queste dichiarazioni shock come sempre lasciano il tempo che trovano.

Too big to ban

Parafrasiamo la celebre locuzione americana del too big to fail, ovvero troppo grande per fallire. Gli investimenti su Bitcoin ormai non riguardano soltanto pochi e spericolati criptomaniaci, ma la crema della crema della finanza, che in parte Ray Dalio dovrebbe rappresentare.

Fondi hedgeETF, gestori di patrimoni terzi: il parterre di soggetti che oggi ha investito – e duro – in Bitcoin è da far impallidire anche un regolatore forte e indipendente come quello americano. Chi si prenderebbe la responsabilità di attaccare un asset che oggi vale oltre 1.000 miliardi e che è in cassa di moltissimi intermediari e soggetti della finanza che conta? Chi si prenderebbe la responsabilità di deprezzare il valore dei fondi pensione che vi hanno già investito?

  • Il problema del panico che verrebbe innescato

I governi hanno imparato a gestire anche il panico, o meglio, ad evitare mosse che potrebbero scatenare un fuggi fuggi sui mercati. Non siamo più, fortunatamente, nel 1930 e sappiamo che mosse così draconiane difficilmente possono essere prese dalle autorità. Se non per limiti al loro potere, per le conseguenze che avrebbero sui mercati. Chi si fiderebbe di un’economia che, per continuare a girare, deve sbarazzarsi di Bitcoin e di qualunque asset concorrente alle obbligazioni statali e al contante?

Sì, Ray Dalio si sbaglia – e fa del sensazionalismo da quattro soldi

Abbiamo ovviamente rispetto di Ray Dalio per quello che ha rappresentato all’interno del mondo della finanza per decenni. Tuttavia dobbiamo ribadire che le dichiarazioni su Bitcoin di Dalio hanno sempre seguito la traccia del sensazionalismo – e non della fine analisi economica.

Non dovremmo prendere per buono quanto afferma su Bitcoin, né quando si tratta di qualcosa di positivo, né quando invece sono affermazioni tranchant, come quelle che abbiamo riportato oggi. Le informazioni e i commenti utili sul futuro di BTC sono da ricercarsi altrove, e non tra chi lo utilizza come vetrina della sua vanità.

Nel frattempo i mercati sembrano infischiarsene e Bitcoin è tornato a correre. Nonostante una resistenza importante da superare sul breve periodo, le previsioni su Bitcoin sul nostro sito continuano ad essere più che valide. E l’incredibile traguardo a 100.000$ si fa sempre più concreto.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *