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Filecoin +30% – dove può arrivare il token dello storage condiviso

Filecoin non è una novità sulle pagine di Criptovaluta.it. Ne abbiamo già parlato a più riprese, accompagnandone l’incredibile crescita degli ultimi mesi. Crescita che ha portato FIL (questo il nome del relativo token) ad essere la quindicesima criptovaluta per capitalizzazione sul mercato.

Soltanto nelle ultime 24 ore il token è cresciuto di oltre il 30%, con un gain settimana su settimana di oltre il 50%, superando per capitalizzazione anche mostri sacri come Dogecoin. Ma cosa c’è dietro la grande crescita di questo token e perché è tornato alla ribalta ora, nonostante sia in circolazione da diversi anni?

Chi non vuole perdersi il trend positivo può trovarlo su broker CFD come Capital.com (qui per iscriversi al conto dimostrativo ratuito), che lo ha inseritoa listino da tempo e che permette di operare con gli strumenti finanziari della leva finanziaria e della vendita allo scoperto.

Lo storage distribuito e Open Source di Filecoin

Filecoin ha un progetto molto ambizioso, che finalmente sta ottenendo il riconoscimento che merita anche dagli investitori. È infatti un filesystem distribuito tramite blockchain, che permette a chi ne ha bisogno di ottenere conservazione remota dei propri file e documenti e a chi può mettere a disposizione spazio di ottenere un pagamento per il servizio.

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Una struttura fortemente decentralizzata, una concezione estremamente diversa da quella che siamo abituati a vedere con i servizi di cloud storage classici come Dropbox, ma anche come AWS di Amazon e Azure di Microsoft. Il tutto con la possibilità di accedere allo storage come se fosse un vero filesystem e dunque di utilizzarlo per applicativi distribuiti e non.

In termini di tempistiche non possiamo parlare di una criptovaluta emergente, ma i servizi che mette a disposizione sono sicuramente di ultima generazione e interessanti anche per il settore corporate e business.

E ci sono già servizi, come Slate Host, che ci permettono di avere fino a 4 GB di storage su Filecoin gratuitamente, per iniziare ad utilizzare il protocollo anche con un’interfaccia di semplice utilizzo e che ricorda quelle a cui siamo maggiormente abituati, come Google Drive o Dropbox.

Le novità che hanno portato ad un ulteriore boom

La novità importante che riportiamo è la collaborazione, annunciata poche ore fa, tra Filecoin e Livepeer (progetto sul quale investe anche il fondo Greyscale). I due progetti potranno condividere i miner, utilizzati da Filecoin per il supporto ai file e da Livepeer per supportare lo streaming video.

Facendo girare un solo nodo sarà possibile per i partecipanti ottenere retribuzione da due diversi progetti, entrambi sulla cresta dell’onda e soprattutto con gli stessi requisiti per il mining.

Un progetto di co-mining che è una novità quasi assoluta nel settore e che dimostra un’altra delle feature importanti del progetto Filecoin: il volersi integrare all’interno di un ecosistema delle criptovalute più ampio e diventare, almeno per lo storage, uno dei punti di riferimento del comparto.

Continueremo a seguire molto da vicino Filecoin, sia per l’incredibile interesse che sta suscitando negli investitori, anche istituzionali, sia invece per quello che ha da offrire in termini tecnologici.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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