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Livepeer +45% – cosa c’è dietro il boom di LPT

Un altro boom per Livepeer, network in blockchain che, similmente a Theta, offre una piattaforma di livestreaming decentralizzata, non censurabile e che sfrutta una rete distribuita di nodi liberi. Un successo che in molti si aspettavano, ma forse non su questi livelli. Soltanto nelle ultime 24 ore il token ha infatti guadagnato il 45%, per una corsa che ha portato per la prima volta la sua capitalizzazione sopra 1 miliardo di dollari.

Livepeer boom - 45%
Livepeer in boom – +45% in meno di 24 ore

Potrebbe non essere finita qui per il token LPT che anima il network: soltanto qualche settimana fa il progetto è stato inserito nella lista di potenziali investimenti di Greyscale, il fondo delle blockchain che ha già portato in borsa popolari prodotti basati su Bitcoin. Ma cosa sta spingendo in alto il prezzo di Livepeer? E quali sono le prospettive di periodo più ampio?

Nel frattempo il token non è ancora quotato presso i principali broker – segno di un progetto giovane e che dovrà ancora dimostrare di essere solido a sufficienza, sotto il profilo finanziario.

Cosa c’è dietro l’enorme aumento di prezzo?

Con ogni probabilità dietro questo aumento di prezzo per LPT c’è la quotazione su OKEx, piattaforma che si occupa di trading di Futures su Bitcoin ed altre criptovalute. Così come avviene quando un token viene finalmente inserito a listino su un popolare exchange, anche in questo caso è partita la corsa agli acquisti, che ha spinto il prezzo di oltre il 40% più in alto.

Una cosa piuttosto curiosa per un progetto che in realtà è nato nel 2017 e che soltanto di recente ha cominciato a ricevere apprezzamento dagli investitori. Tra i primissimi a puntarci proprio Greyscale, che ha inserito questo token nella lista delle criptovalute emergenti sulle quali potrebbe investire nel futuro, anche con prodotti combinati.

Per quanto riguarda la tecnologia che anima Livepeer, non ci sono state rivoluzioni, almeno nelle ultime settimane: il progetto punta ad offrire un network dove noi possiamo mettere a disposizione le nostre schede video e la nostra banda internet per garantire streaming dati – e chi invece è content creator può sfruttarle per la pubblicazione dei propri video.

Una sorta di YouTube, ma basato su blockchain, più resiliente ad attacchi, senza single point of failure e senza la possibilità di censure da parte delle autorità centrali. Un progetto che, seppure con importanti differente, ricorda Theta, della quale abbiamo già ampiamente parlato sul nostro sito.

C’è futuro per questo tipo di criptovalute?

Le criptovalute utility stanno vivendo un momento particolarmente buono. È come se il mondo si fosse accorto, con un leggero ritardo, che le blockchain che offrono servizi diversi dallo scambio monetario posso avere senso. E che possono risolvere problemi reali, in modo efficiente e a costi anche più bassi. Anche al di fuori del circuito della DeFi.

Livepeer è soltanto uno degli esempi: stanno avendo grande successo anche le blockchain che offrono tracciamento, o ancora quelle che permettono di avere storage condiviso, come Filecoin. Alcuni di questi progetti avranno sicuramente un futuro, che dipenderà in larga parte dal loro volume di utilizzo.

Occhio però a salire sul bandwagon in ritardo: quando ci sono guadagni così forti, le correzioni possono essere all’ordine del giorno. Ed essere altrettanto violente. Quando si punta su criptovalute in boom, la prudenza non è mai troppa.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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