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I Sacramento Kings pagheranno i giocatori in Bitcoin

Il proprietario dei Sacramento Kings, uno dei più popolari team di basket dell’NBA, permetterà a giocatori e dipendenti di essere pagati anche in Bitcoin.

Non è la prima volta che avviene qualcosa del genere anche nel mondo dello sport di primissima fascia – anche se è la prima volta che un team di basket così popolare apre apertamente alla principale criptovaluta quotata oggi sui mercati. Un altro segno del progresso, in termini di penetrazione sul mercato, per BTC e più in generale per il mondo delle criptovalute.

Salari giocatori Kings pagati in Bitcoin
Sacramento Kings: i giocatori potranno essere pagati in Bitcoin

Una crescita in termini di riconoscimento anche da parte dell’economia reale, che può avere ripercussioni sul prezzo di BTC importanti. Con eToro (qui per aprire una demo gratis) possiamo fare trading e anche investimenti di lungo periodo su Bitcoin, direttamente dal nostro computer o anche via smartphone.

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Non è la prima volte che i Sacramento Kings sposano le criptovalute

In realtà non è la prima volta che i Sacramento Kings sposano Bitcoin. Nel 2014, subito dopo l’acquisto da parte dell’attuale proprietario Vivek Ranadivé, i Kings hanno iniziato ad accettare pagamenti in Bitcoin per biglietti e anche per il merchandising legato al team.

Qualcosa che abbiamo visto poi ripetuto dai Dallas Mavericks dell’eccentrico Mark Cuban, che oltre a Bitcoin ha deciso di accettare anche Dogecoin. Per un NBA che nel complesso è lega sportiva professionistica più esposta nel comparto delle criptovalute, e non solo per i pagamenti.

Basterebbe infatti parlare di NBA Top Shots, che commercializza merchandising ufficiale della lega tramite non fungible tokens, quegli NFT che sono ancora sulla cresta dell’onda e una delle novità più calde del comparto della blockchain.

Anche i Washington Wizards sulla scia?

Non sono soltanto i Kings ad essere ormai immersi nel mondo della blockchain. Anche Ted Leonsis, il proprietario dei Washington Wizards ha confermato, in una recente intervista a Forbes, che il suo team è interessato ad integrare le criptovalute all’interno dei sistemi di pagamento accettati dal franchise.

Anche in questo caso la soluzione iniziale dovrebbe prevedere la possibilità di pagare tanto i biglietti, quanto i gadget della squadra utilizzando BTC – e con ogni probabilità anche altri tipi di criptovalute. Questo in un quadro complessivo dove il palazzetto che ospita le partite dei Miami Heats è stato intitolato all’exchange di criptovalute FTX – attivo negli USA – per una sponsorizzazione di oltre 135 milioni di dollari.

E la serie A? Rimane al palo?

Per quanto riguarda Bitcoin, forse sì. Ma tramite il progetto Socios, tramite blockchain e token Chiliz sono diversi i club di Serie A che sono ormai immersi nel mondo delle criptovalute.

AS RomaJuventusMilan e Novara sono attualmente parte della piattaforma, con fan token che danno diritto a gadget speciali e anche a votazioni – per ora poco rilevanti sul funzionamento dei club. Senza dimenticare che le card virtuali di Cristiano Ronaldo sono state battute per oltre 300.000$. Il mondo delle criptovalute sta conquistando, passo dopo passo, il mondo degli sport professionali. Un mondo sempre molto attento a nuove modalità di monetizzazione e alla possibilità di stringere legami più stretti con i propri tifosi e clienti.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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