Mastodon Tether, operazione salvataggio su Drift: $147 milioni per ripartire dopo l’hack - ma solo a una condizione

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Tether salvataggio Drift Protocol DeFi Solana

Tether, operazione salvataggio su Drift: $147 milioni per ripartire dopo l’hack – ma solo a una condizione

Dopo aver subito un devastante hack a inizio aprile, il protocollo Drift riceve aiuto da Tether. C'è però un prezzo da pagare.
Tether salvataggio Drift Protocol DeFi Solana

Tether, il più grande emittente di stablecoin del mondo crypto, si è seduto al tavolo delle trattative con Drift Protocol e ha offerto un piano di recovery in seguito al recente hack che ha visto evaporare circa 285 milioni di dollari dalla piattaforma. Ieri è arrivata la conferma di un accordo con cui si proverà a rilanciare il DEX su Solana, offrendo allo stesso tempo un meccanismo di rimborso agli utenti che hanno perso denaro durante l’exploit.

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Il deal prevede un finanziamento di $147 milioni circa da parte di Tether, di cui $127 milioni sborsati di tasca propria e altri $20 milioni messi sul piatto da altri partner. Per Drift e per gli utenti dell’ecosistema Solana è senza dubbio un’ottima notizia che permette di interrompere la fase di crisi. Ma dietro la mano generosa di Paolo Ardoino e del suo team, c’è ovviamente anche un chiaro interesse di business, ossia quello di espandere la presenza on-chain di USDT.

Tether e il piano di salvataggio su Drift Protocol

Il piano è strutturato su diversi interventi mirati attraverso i quali si punta sia a rilanciare l’attività di Drift, che a permettere, nel tempo, il recupero delle perdite degli utenti. Il tutto è stato prontamente comunicato al pubblico da Tether, che ha descritto l’intervento come una mossa a metà tra filantropia e strategia.

Tether sostiene l’industria crypto ed espande il proprio business

Una parte del capitale fornito da Tether e dai vari partner verrà utilizzato come una linea di credito legata ai ricavi futuri del protocollo, da cui la piattaforma potrà attingere per una ripartenza immediata delle attività, con l’impegno di restituire le risorse nel tempo attraverso le commissioni generate dal trading.

Un’altra quota del finanziamento sarà invece destinata a sostenere la liquidità del protocollo, in particolare un prestito ai market maker, così da riportare profondità agli order book e rendere nuovamente competitivo il mercato. Infine, l’ultima fetta è destinata alle sovvenzioni dell’ecosistema, con fondi che saranno verosimilmente spesi per programmi di incentivi e varie attività comunitarie.

In parallelo, l’accordo tra Tether e Drift stabilisce che una parte delle entrate future – oltre ad essere utilizzata per ripagare il debito – dovrà essere convogliata verso un fondo di recupero dedicato agli utenti colpiti dall’hack. L’obiettivo è sanare tutti i $285 milioni rubati al protocollo, con tempi che però potrebbero essere decisamente lunghi.

Pensate che il mese precedente dell’exploit, Drift ha registrato $830.000 di revenue. Ipotizzando una redditività simile dopo la ripartenza – e anche escludendo dal calcolo il debito da ripagare a Tether – ci vorrebbero circa 29 anni affinché tutti gli utenti colpiti vengano rimborsati. Per accorciare le tempistiche, dovremmo solo sperare in un forte aumento dei ricavi post rilancio.

Drift protocollo DeFi revenue e valore bloccato
Drift Protocol TVL e revenueFonte dati: https://defillama.com/protocol

Tether punta a rafforzare il mercato di USDT su Solana

Il pacchetto di salvataggio proposto da Tether, come anticipato, non si limita solo a sostenere la rinascita di Drift ma anche e soprattutto ad ampliare la presenza della stablecoin USDTall’interno dell’ecosistema Solana.

L’accordo prevede infatti una clausola ben precisa che impone a Drift di rilanciarsi utilizzando USDT come principale asset di regolamento e settlement delle operazioni. Ciò significa che la piattaforma dovrà abbandonare USDC – stablecoin precedentemente impiegata per il trading – e sostituirla con la moneta competitor.

Qualcuno potrebbe etichettare il gesto di Tether come eccessivamente cinico e volto esclusivamente ad aumentare la propria quota di mercato. Altri, tra cui alcuni sostenitori di Drift, ne saranno invece entusiasti dopo aver dato la colpa a Circle per non essersi presa la briga morale e legale di freezare i fondi dell’hack. Qualcuno pare abbia addirittura deciso di fare causa all’emittente tramite una class action.

Tutte questioni che, come spesso capita in certi contesti borderline, danno vita a piagnistei inutili e portano a pessime idee, come quella di riscrivere la storia di Solana. Proposta che per ovvie ragioni non è stata abbracciata dagli addetti ai lavori in casa Solana, e che i più intelligenti hanno subito etichettato come un pericoloso precedente per tutta la DeFi, dal quale la blockchain si sarebbe indirizzata verso questioni ideologiche e politiche.

La guerra della stablecoin: Tether vuole prendersi Solana con USDT

Al momento la capitalizzazione complessiva di Tether USDT ammonta a 185,8 miliardi di dollari, di cui però appena 3 miliardi distribuiti sulla blockchain Solana, cioè l’1,64% del totale. Circle invece con la sua USDC vanta un ruolo ben più centrale sul network, con 8,1 miliardi di dollari in circolazione e molta più attività nei protocolli DeFi.

Da notare soprattutto come USDC rappresenti il 51,65% di tutte le stablecoin distribuite su Solana, con un notevole incremento della quota di mercato negli ultimi due anni.

Anche più di recente, da inizio 2026 abbiamo assistito a diverse nuove stampe di USDC sulla chain, a testimonianza di come certi ambienti attirano fortemente l’interesse degli emittenti stablecoin, i quali evidentemente vedono un mercato florido per il futuro.

Solana stablecoin dominance Tether USDT e Circle USDC
Mercato delle stablecoin su SolanaFonte dati: https://defillama.com

Ora anche Tether punterà ad allargare il proprio bacino operativo, che per il momento è concentrato quasi esclusivamente su Ethereum e Tron. Il salvataggio su Drift permetterà di portare verosimilmente qualche centinaio di milione di USDT su Solana e di cercare nuove connessioni con l’ecosistema DeFi.

Giusto per dare un’idea, il protocollo Drift ha raggiunto un massimo di 1,3 miliardi di TVL durante il periodo di massima espansione a settembre 2025, mentre un mese prima dell’hack presentava 550 milioni in denaro liquido.

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