Le banche USA stanno chiedendo un rallentamento nell’implementazione del Genius Act, la legge USA già approvata che regolamenta il mercato delle stablecoin. Una legge che ora ha bisogno di regolamenti attuativi ai quali le banche si stanno opponendo con tutte le loro forze.. politiche. FDIC, la Federal Deposit Insurance vorrebbe iniziare a muoversi e ha attivato già il periodo di commenti. Le banche ritengono però che serva prima un intervento di OCC. Ostruzionismo politico che segnala come il settore bancario e quello crypto siano, di nuovo, ai ferri corti.
Banche e società crypto si stanno già scontrando sul tema dei rendimenti delle stablecoin anche tramite i servizi degli exchange, scontro che ha causato lo slittamento del Clarity Act, l’altra legge che dovrebbe governare il mondo crypto negli Stati Uniti.
Vogliono altri 60 giorni di commenti
La richiesta è di avere altri 60 giorni di commenti pubblici, stratagemma per allontanare il momento in cui il Genius Act entrerà eventualmente in vigore. L’appiglio è quello della mancanza dei regolamenti e delle definizioni che avrebbe dovuto fornire OCC (altra agenzia governativa USA che si occupa di questioni bancarie e monetarie) e dai quali dipenderebbero anche definizioni del FDIC.
È questa la richiesta delle associazioni bancarie, che ormai da qualche settimana, dopo aver mostrato una relativa apertura all’avanzamento delle regolamentazioni cripto, si sono messe di traverso su ogni tema che le riguardi.
Il sospetto è che la guerra che si sta combattendo sull’altro fronte, quello del Clarity Act, utilizzando ogni strumento disponibile.
- Tentativo di evitare la perdita di depositi
L’angoscia delle banche USA è poi la stessa delle banche di tutto il mondo. Le stablecoin potrebbero offrire rendimenti (o offrirli tramite exchange in collaborazione), rendendo le crypto più attrattive dei classici conti correnti e conti deposito.
I primi, negli USA, pagano una media dello 0,39% secondo quanto riportato da The Motley Fool. I conti deposito, invece, offrono in media l’1,60%, con percentuali più alte che si riescono a ottenere soltanto con vincoli di lunga durata e con il versamento di grosse somme.

Si tratta di percentuali che – con il rendimento dei bond USA che è intorno al 3,7% su quelli a più breve scadenza – le stablecoin potrebbero battere facilmente, tra le altre cose senza bisogno di vincoli di alcun tipo.
La stessa preoccupazione, in Europa, per l’euro digitale
La preoccupazione della perdita dei depositi è la principale fonte di angoscia per le banche di tutto il mondo. A esercitare pressioni infatti non ci sono soltanto le stablecoin e le crypto, ma anche soluzioni come l’euro digitale, che pur non offrendo rendimenti potrebbe sostituire (con l’ecosistema completo) i depositi bancari per i clienti.
È per questo motivo che in Europa sono stati introdotti, già in fase di discussione delle leggi che governeranno l’euro digitale, degli importanti limiti sia ai massimi di detenzione sia al suo utilizzo. Una battaglia che le banche, per ovvi motivi, non sono disposte a perdere: i depositi della clientela sono liquidità a buon mercato e la linfa vitale del grosso delle attività degli istituti.
Intanto il Clarity Act slitta a maggio
E le possibilità di vederlo approvato prima della fine del 2026 sono ora davvero minime. I tempi tecnici quasi non ci sono più e i dem avranno tutto l’interesse a rinviarlo di nuovo, in attesa delle midterm che dovrebbero riconsegnare loro un’ampia maggioranza al Congresso.
Questo nonostante ci siano state importanti pressioni da parte della Casa Bianca, del Tesoro e più in generale dei repubblicani affinché si arrivasse ad una soluzione.
Le banche hanno avuto la meglio. Sul fatto che il rinvio sia però loro utile per governare il mondo dello spostamento del denaro ancora a lungo, c’è chi nutre più di qualche dubbio.
Nel mondo degli asset infatti il genio è ormai fuori dalla lampada: SEC continua a utilizzare al massimo livello i suoi poteri regolamentari per aprire al settore. Diversi privati, tra i quali le principali borse degli USA, sono già a buon punto con la tokenizzazione. L’ultimo comparto che le banche possono provare a tenere in ostaggio è quello dei depositi. Chissà se in assenza di leggi la cosa gli converrà davvero.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

