Al momento tutte le pool di Aave che detengono ETH o versioni derivate come collaterale sono al 100% di “utilization rate” o non hanno liquidità disponibile. Ciò significa che gli utenti che hanno depositato quegli asset sul protocollo, ora sono bloccati e non possono prelevare le proprie monete, almeno finché la situazione di crisi non si risolverà. La comunità DeFi si sta però muovendo per risolvere il problema – seppur solo parzialmente.
Fluid ed Ether.fi hanno lanciato due soluzioni distinte per permettere agli utenti di convertire i propri aWETH, ossia i token che rappresentano la ricevuta di deposito su Aave, in asset pseudo-liquidi. Utilizziamo il termine “pseudo” e non solamente “liquidi” perché in realtà anche qui ci sono delle limitazioni, ma è comunque un intervento interessante che mostra come una posizione di credito congelata possa essere riutilizzata su mercati secondari, seguendo tra l’altro delle logiche che derivano dalla TradFi.
La situazione su Aave in questo momento
A seguito dell’hack di Kelp DAO – evento in cui circa 116.000 token rsETH sono stati sottratti al protocollo e depositati su Aave per ottenere liquidità reale in ETH e WETH – si sono verificati diversi disagi per gli utenti. Immediatamente dopo l’attacco, tanti fornitori di liquidità si sono precipitati a ritirare le proprie monete dal money market, innescando un contagio in tutta la DeFi e un bucoda 13 miliardi, oltre a portare il tasso di utilizzo di diverse pool al 100%.
Che vuol dire questo? Che tutti coloro che avevano depositato ETH e WETH, o anche stablecoin come USDC e USDT, si sono trovati improvvisamente impossibilitati a prelevare. In pratica, tutte quelle monete sono utilizzate come liquidità per i prestiti e non rimane nulla da poter prelevare, almeno finché gli stessi debitori non ripagheranno la posizione – ergo, quando si sarà capito come “tappare” il bad debt derivato da posizioni illiquide di rsETH.
Gli utenti che si trovano bloccati in questa scomoda situazione ora hanno sostanzialmente due scelte:
1) Decidere di vendere le proprie posizioni di credito aWETH (o aUSDT, aUSDC), cioè il token che rappresenta la quota di deposito su Aave, sui mercati secondari. Al momento su Uniswap e 1inch c’è della liquidità per processare scambi ma per size grandi potrebbe esserci parecchio impatto negativo sul prezzo.
2) Aspettare che la crisi si risolva da sola – sperando senza ripercussioni ed haircut sulle posizioni – e godersi nel frattempo un ottimo boost del proprio APY (se avete borrow pagate anche di più). Su WETH il supply APR è del 4,25%, mentre su USDT è al 12,5%. Mentre scriviamo vediamo anche circa 33 milioni di USDC come liquidità prelevabile, ma potrebbero terminare in poco tempo.

Fluid offre una soluzione di riscatto ed elabora 400 milioni di redemption
La comunità DeFi, nonostante le mille peripezie, si è dimostrata compatta e in grado di poter offrire soluzioni molto interessanti in caso di crisi. Ad esempio il protocollo Fluid ha lanciato da poco una pool di riscatto dove gli utenti possono scambiare il proprio collaterale aWETH in altri token liquidi, come weETH o wstETH, due versioni di liquid staking che offrono esposizione alla price action di Ethereum.
In realtà, le due versioni sono scambiabili anch’esse come collaterale su Aave, dunque come token che rappresentano la porzione di credito. Questo però ha permesso a diversi utenti di prelevare 166.772 ETH, equivalenti a circa 400 milioni di dollari, prelevando gli asset in forma alternativa.
Ora la liquidità disponibile per quelle monete è tornata a zero, ma c’è stato comunque un forte aiuto all’ecosistema. In più, il protocollo di rimborso è stato aperto anche su Arbitrum e Base, con piani di espansione su tutti i layer-2 per offrire varie soluzioni agli utenti.
In che modo Fluid può permettere questo riscatto? Fluid detiene una posizione inversa a quella degli utenti che hanno fornito ETH o WETH in supply. In pratica il protocollo ha preso in prestito quegli asset da Aave mettendo a garanzia i propri weETH e wstETH.
La società di analisi on-chain Castle Labs ha paragonato l’operazione a prodotti come i credit default swap, che nella finanza tradizionale permettono di trasferire il rischio di credito da una controparte all’altra senza dover liquidare la posizione sottostante. In un certo senso è la stessa procedura che Fluid ha abilitato tramite il suo protocollo di riscatto, dando l’opportunità di mitigare l’impatto economico dell’hack di Kelp DAO.
Ether.fi accetta token aWETH per il suo vault Liquid
Anche il protocollo Ether.fi ha lanciato un’iniziativa che va nella stessa direzione di Fluid, ma con un approccio sostanzialmente diverso. La piattaforma presenta un vault chiamato “Liquid”, che offre esposizione a diverse fonti di yield basate su ETH e versioni derivate, con porzioni investite in vari protocolli DeFi e con particolari strategie.
Il vault attualmente non ha esposizione su Aave, il che significa che è al riparo dal blocco che ha colpito i mercati WETH e wstETH. Ether.fi ha ben pensato di iniziare ad accettare i token aWETH delle posizioni bloccate come collaterale per poter investire nel vault, dando così la possibilità a molti utenti di trasferire il rischio al protocollo e uscire dalle proprie posizioni.
Ora come ora si può dunque utilizzare aWETH per ottenere un’allocazione in “liquidETH”, e successivamente prelevare quella fetta in weETH o eETH. L’operazione non presenta fee di prelievo ma c’è una limitazione che comporta un tempo di attesa di 14 giorni per la processazione dell’operazione, dunque non proprio l’opzione migliore per chi ha bisogno di capitali immediati.

Probabilmente questa soluzione appare meno interessante rispetto a quella offerta da Fluid, anche perché non consente ai cosiddetti “loopers”, ovvero a chi gestiva posizioni di debito a leva, di uscire gradualmente dalla propria posizione. Rimane comunque un gesto lodevole verso la community, che evidenzia allo stesso tempo anche una certa fiducia nel team di Ether.fi che accetta di assumersi il rischio di detenere aWETH (e ottenere i relativi rendimenti)
Cosa fare in questo momento se sei bloccato su Aave?
Tutto dipende dalla propria tolleranza al rischio e da quanto credete che Aave sia in grado di risolvere questo blocco momentaneo senza attingere alla liquidità dei propri fornitori di liquidità. Se non avete bisogno di liquidità immediata e non avete fretta, potrebbe avere senso anche aspettare e godersi il forte incremento dell’APY – che ricordiamo essere data l’alta domanda per i prestiti su Aave.
Se invece avete timore che qualcosa possa andare storto e che Aave dovrà ricorrere a un haircut sulle posizioni degli utenti per gestire il bad debt, allora vi converrebbe iniziare a uscire, scegliendo tra le varie soluzioni di cui vi abbiamo parlato.
La più semplice rimane comunque quella di scambiare direttamente i propri aWETH in ETH su DEX come Uniswap (pool che presenta un APR del 47,99% per gli LP più temerari), e uscire senza grossi problemi.

Oppure in alternativa optare per il vault di riscatto di Fluid, su cui attualmente c’è della liquidità da cui poter attingere sulle catene layer-2, o per il vault di Ether.fi. Ci sarebbe anche l’opzione di prendere in prestito stablecoin con i propri aWETH, ma dovete attendere che una pool in USDT o USDC si ricarichi di liquidità, ed essere disposti a pagare interessi corposi.
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