Siamo tornati nel 2018, quando il mondo politico globale cercò (e riuscì, in quel caso) a bloccare certi importanti piani nel mondo stablecoin. Quei piani, come quelli che sollevano le proteste di oggi, erano di Facebook/Meta. Ai tempi il gruppo guidato da Mark Zuckerberg voleva lanciare una sua stablecoin. Oggi vorrebbe appoggiarsi a quelle di altri – e la cosa non sta bene proprio agli stessi politici che avevano bloccato tutto. A intervenire è ancora una volta la pasionaria Elizabeth Warren, senatrice USA, che ha chiesto conto di nuovo a Facebook delle sue attività.
A pochi giorni dal voto per il Clarity Act, la senatrice ritiene che le istituzioni USA debbano saperne di più dei piani di Facebook e Instagram per l’integrazione di pagamenti in stablecoin. Pagamenti che sono partiti – in forma di test – alle Filippine e in Colombia. Dati i trascorsi di Facebook nel mondo delle stablecoin, la richiesta è stata percepita come minacciosa.
L’ennesima lettera di Elizabeth Warren
La speranza è che lo staff di Elizabeth Warren sia ben pagato. Il numero di lettere prodotte dall’ufficio politico della senatrice è enorme. Quasi tutte hanno come destinatari operatori del mondo crypto, o ancora società classiche che però si stanno interessando di criptovalute.
Questa volta tocca a Facebook/Meta: è la società che possiede anche Instagram e che il 30 aprile scorso ha annunciato il lancio dei pagamenti ai creator in stablecoin. Un programma che non è ancora attivo in Europa o negli USA, ma del quale la senatrice vuole sapere di più.
L’assenza di trasparenza riguardo i dettagli dei piani di Meta relativi alle stablecoin, dato anche il fallimento dei progetti dell’azienda per il lancio di una stablecoin privata, una stablecoin chiamata Libra, è molto preoccupante.
È questo ciò che si legge nella breve lettera inviata da Elizabeth Warren, senza che nessuno si sia preoccupato di co-firmarla. Seguono poi diverse domande:
- Dettagli sulla natura dell’esperimento di cui sopra
- Data di lancio, sarà davvero nella seconda metà del 2026?
- Quali stablecoin saranno utilizzate, se saranno una soltanto o di più, come sono state selezionate, le relazioni commerciali, l’eventuale presenza di controllo diretto sulla stablecoin da parte di Meta, e se sarà una modalità di pagamento preferibile rispetto alle altre;
- Se sarà integrata in MetaPay;
- Se e quali controlli contro trasferimenti illeciti sono presenti;
- Se il gruppo ha piani per emettere una propria stablecoin.
Il caso di Libra
La senatrice Warren fa riferimento al progetto Libra, un progetto con il quale Facebook (ai tempi) cercò di lanciare una propria stablecoin. Il progetto naufragò dopo aver incontrato una forte opposizione politica sia negli Stati Uniti sia in Europa.
Di più: in Europa fu l’innesco per il lancio dell’euro digitale, progetto che almeno nelle sue fasi embrionali aveva a sostegno ideologico il pericolo che aziende delle dimensioni di Facebook/Meta potessero entrare nel mondo dei pagamenti e dell’emissione di denaro privato.
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