Una nuova criptovaluta del comparto AI è entrata da poco con prepotenza nella classifica top100 di CoinMarketCap. Parliamo di Venice Token, un progetto che offre servizi basati sull’intelligenza artificiale, focalizzati sulla componente della privacy e sull’utilizzo di modelli open-source. Con la sua crypto VVV sta facendo un gran parlare tra tutti gli appassionati del settore.
Il modello di business della piattaforma è molto interessante poiché ruota attorno a VVV come asset centrale dell’ecosistema, utilizzato per accedere ai vari servizi AI e ottenere vantaggi all’interno del network. C’è parecchio entusiasmo per questa moneta sul mercato, con i trader che hanno spinto al rialzo i prezzi del +90% nell’arco dell’ultima settimana.
Venice Token: cos’è e come funziona il progetto AI?
Venice Token è un protocollo web3 che si basa sui principali modelli open-source AI per offrire strumenti di generazione di testi, codice e immagini in modo diretto agli utenti. La sua peculiarità principale riguarda l’aspetto della privacy: a differenza dei grandi LLM in cui i dati degli utenti vengono conservati su database centralizzati ed utilizzati a scopo di profilazione, in questo caso la piattaforma cerca di ridurre al minimo la raccolta e la memorizzazione delle informazioni.
Tutte le richieste vengono elaborate in modalità stateless, cioè senza costruire uno storico permanente dell’utente e basandosi invece sulla singola sessione anonima. L’obiettivo di Venice è quello di rendere l’esperienza d’uso tipica dell’AI più diretta e privata, senza però perdere la qualità degli output.
Tra le varie funzionalità, la piattaforma integra strumenti simili a quelli delle principali soluzioni AI come OpenAI o Anthropic, con chatbot, generazione di testi, codice e creazione di immagini da un’unica interfaccia web.

il modello dual token di Venice: VVV e DIEM
Accanto al protocollo Venice troviamo VVV, la moneta nativa dell’ecosistema che serve per utilizzare i vari servizi e per partecipare alle dinamiche interne del network. Si tratta di un token ERC-20 deployato su rete Base, il cui compito è essenzialmente questo di fornire “capacità computazionale” all’infrastruttura AI di Venice.
In sostanza, gli utenti possono bloccare in staking VVV per ottenere un 15% di yield, oltre che per mintare DIEM, ovvero un secondo token dell’ecosistema che funge da credito per l’utilizzo dei servizi AI della piattaforma. Ogni DIEM garantisce 1$ di potere perpetuo di spesa giornaliera, che si rinnova di giorno in giorno, creando di fatto un credito continuo legato al capitale messo in staking.

VVV vola con la narrativa AI: in aumento la domanda di staking su Venice
Oltre all’hype del momento legato al contesto AI – che nell’ultimo periodo ha riguardato tutto il comparto dell’intelligenza artificiale generativa – il token VVV sta guadagnando parecchia trazione grazie soprattutto all’elevata domanda per lo staking su Venice.
Al momento circa il 70% di tutta la supply circolante di VVV è bloccata in stake, a cui si aggiunge un 20% dell’offerta non disponibile per gli scambi, mentre solo il 10% è effettivamente libera sui mercati. Questo fattore sta creando “scarsità” sul mercato di Venice, comprimendo il lato dell’offerta e incentivando la crescita dei prezzi.
Mentre scriviamo, il token VVV negozia a $18,17, in crescita del +20% nelle ultime 24 ore e del +90% nell’ultima settimana. Nel frattempo DIEM piazza un +11,78% nella sessione odierna, reduce da un +40% sul settimanale.

In aggiunta allo staking, c’è anche un altro elemento che sta favorendo il rally di VVV, ovvero il meccanismo di buyback e burn gestito da Venice. Il progetto infatti utilizza parte delle sue revenue per acquistare la moneta e bruciare parte della supply, incentivando la crescente riduzione dell’offerta.
Finora sono stati tolti dalla circolazione circa 33,7 milioni di VVV, pari a circa il 42% della supply totale, che corrisponde a un controvalore di oltre 600 milioni di dollari.
Dati del mercato futures per VVV
Nelle ultime 24 ore i volumi futures su VVV sono saliti a 200 milioni di dollari, mentre gli scambi spot si fermano a 39 milioni, secondo i dati CoinGlass. L’open interest è di 120 milioni, in crescita del +24% rispetto a ieri, con una struttura che evidenzia una forte espansione di nuove posizioni nelle ultime ore.
Lo squilibrio dei volumi mostra la presenza di una forte componente speculativa a sostegno del rally, senza che però ci sia un eccesso tipico delle monete più piccole e manipolate. Per intenderci, il rapporto tra volumi e open interest non è così estremo come quello che avevamo segnalato qualche settimana fa su RAVE, che dopo una salita incredibile è crollato del -99% in un giorno.
Oltretutto, a differenza di altri pattern poco sostenibili, in questo caso il funding rate positivo segnala che c’è una prevalenza di compratori a favore della leva. Allo stesso modo, il CVD segnala una maggiore aggressività del lato bid sull’order book, con una spinta che segue l’incremento dei prezzi.

Tutto ciò non vuol dire che VVV sia priva di rischi. Anzi, i prezzi hanno già corso parecchio nelle ultime settimane e sarebbe quantomeno opportuno che si verifichi una correzione, così da dare la possibilità al trend di rifiatare e consolidare al rialzo.
Venice AI; VVV è una nuova gemma o la solita altcoin destinata a morire?
Senza ombra di dubbio, Venice rimane un progetto fortemente legato alla bolla del settore AI, e non è affatto scontato che VVV possa avere un futuro stabile nel lungo periodo. Per il momento, la forte domanda legata ai servizi della piattaforma sta alimentando pressione d’acquisto sul token, con lo staking in crescita e il mercato che continua ad aggiornare al rialzo le quotazioni.
Ad ogni modo, va riconosciuto quanto sia competitivo il contesto in cui si muove Venice, che pur posizionandosi nel comparto web3, finisce per offrire servizi molto simili a quelli dei grandi colossi come OpenAI e Anthropic.
Inoltre, il fatto che l’accesso alla piattaforma sia vincolato a un impegno economico sotto forma di token può rappresentare un’arma a doppio taglio. Da un lato incentiva lo staking e sostiene la domanda, dall’altro potrebbe portare a pressioni di vendita nel caso di forti ribassi, con gli utenti che si troverebbero a sostenere indirettamente costi elevati per l’utilizzo dei servizi AI.
Da non sottovalutare poi anche l’impatto dei prossimi unlock, che potrebbero aumentare in modo significativo la pressione di vendita e influenzare negativamente la price action del token nelle fasi più delicate. Continueremo a monitorare VVV, vista la forte FOMO legata al settore AI, ma sempre con un occhio attento.
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