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Petrolio analisi

Petrolio: timori per i 200$, nuovi giacimenti e la follia dei mercati incapaci di reagire

I mercati sono incapaci di prezzare il vero rischio del petrolio? C'è chi giura di sì...
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Il prezzo del petrolio sul mercato dei futures (ma non solo) è stato per tanti un pessimo termometro della crisi tra Iran e USA. Mentre non ci sono mai stati passi in avanti concreti per la riapertura dello Stretto di Hormuz, il prezzo si è tenuto comunque su livelli relativamente tranquilli, per quanto più alti rispetto a quelli del periodo antecedente la guerra. Profeti di sventura e società petrolifere hanno già lanciato l’avviso. Il prezzo potrebbe raddoppiare, se le cose non si sistemeranno a breve. Ma hanno ragione loro?

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Le notizie sono così tante che è come non averne nessuna: dai talk tra Washington e Teheran dove ognuno racconta una cosa diversa alla scoperta di nuovi giacimenti che però impiegheranno anni per essere eventualmente operativi. Il caos è totale. È il caso di mettersi long sul petrolio e aspettare il cadavere degli ottimisti che – inevitabilmente secondo alcuni – passerà?

Le tre situazioni del petrolio

Sui prezzi futures del greggio si è parlato già ampiamente: non sono ritenuti alti rispetto alla gravità effettiva della situazione, o meglio – secondo quanto raccontano della situazione i trader sul mercato fisico. Di prodotto ce n’è meno del solito, si sta attingendo dalle riserve e i due limiti temporali – quello di fine giugno e quello poi di settembre, ritenuti soglia della catastrofe – si stanno avvicinando senza grosse novità.

  • Sul fisico

Sul fisico i prezzi sono più alti ma comunque piuttosto volatili e risentono più della consegna effettiva delle preoccupazioni – enormi – per la mancanza di prodotto in futuro. Siamo stati per lungo tempo vicini ai massimi trentennali del prezzo al barile per il BRENT FOB e probabilmente rimarremo su quelle soglie almeno finché non ci sarà una soluzione credibile alla questione Hormuz.

I prezzi dei futures sul Brent rimangono molto al di sotto dei massimi locali. In consegna premium di circa 20$
  • Nuovi giacimenti?

La scorsa settimana l’Iraq ha comunicato di aver scoperto un nuovo giacimento nella provincia di Najaf. Buona notizia sul medio e lungo periodo, tuttavia le operazioni tra scoperta e messa in produzione sono decisamente più lente della velocità che i mercati sognerebbero per tornare alla normalità. Quindi, per quanto come notizia abbia girato in modo importante, non attiene a quanto sta avvenendo sul breve periodo.

Prezzi sopra i 200$?

Nelle scorse settimane abbiamo sentito previsioni piuttosto allarmistiche che parlavano anche di greggio sopra i 200$ il barile. Previsioni che però – almeno per ora – non solo sono lontane, ma hanno anche delle fonti che hanno ovviamente interesse a far salire il prezzo già da subito.

Ci hanno provato alcuni dei ministri dei Paesi del Golfo e ci hanno provato anche diverse società verticali del settore energia in Europa e negli USA. Per quanto siano preoccupazioni che vanno certamente prese sul serio, si dovrà dall’altro lato pensare che i mercati abbiano una qualche capacità di pricing.

Intanto, come ha spiegato qui Alex Lavarello questa mattina, il mercato continua a essere indirizzato dal petrolio, che rimane e rimarrà per i prossimi giorni e settimane l’asset clou per il trading e per capire dove potranno andare i mercati.

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