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Circoletto Azioni

Anthropic dimostra che le borse non servono più. Il grande capitale raggira i retail. Ma puoi difenderti così

Non c'è trippa per i piccoli investitori. Le borse hanno perso la loro funzione. Ma ci sono dei rivoluzionari che vogliono...
Circoletto Azioni

Per chi se non se ne fosse ancora accorto, lo scriviamo nero su bianco: i mercati azionari non servono più a nulla. Per chi preferisce invece delle opinioni più delicate, potremmo dire che le borse hanno perso la loro funzione principale, che è quella di raccogliere capitali (per le aziende) e di partecipare alla crescita con il proprio capitale (per gli investitori). Il grosso delle cose importanti oggi si svolge altrove, in quell’ormai enorme mercato che si chiama private equity. In borsa si arriva soltanto dopo, tardi, quando quel fiume si è prosciugato e serve o vendere, o raccogliere quanto rimasto nelle mani dei retail.

Con eToro puoi andare anche short – soprattutto su quelle aziende che arrivano sopravvalutate in borsa. E hai anche CopyTrading e PAC, così come tanti altri strumenti per gestire in modo intelligente i tuoi capitali.

I casi più emblematici – perché ricchi e attesi – sono quelli di Anthropic, SpaceX e OpenAI, ma ce ne sono a centinaia, anzi a migliaia, con gli investimenti che passano dal circoletto prima di arrivare tra noi comuni mortali. L’unica buona notizia per i retail è che in realtà ora c’è spazio per partecipare anche ai giochi del circoletto, anche grazie al mondo crypto.

Cos’è cambiato negli ultimi 20 anni?

I nostri padri e i nostri nonni (se investitori oltre il libretto postale) ci hanno raccontato di un mondo che non esiste più. Quando un’azienda diventava di dimensioni considerevoli – si rivolgeva alla borsa locale per raccogliere altri capitali e crescere possibilmente di più.

Il patto era chiaro: tu metti i capitali, noi ci mettiamo l’azienda e si cresce insieme. Un processo che è stato al centro del capitalismo e della sua natura, se vogliamo, distributiva. Il denaro si può far lavorare anche se non si è grandi imprenditori, una sorta di patto che ha tenuto insieme tutte le grandi economie del pianeta.

Oggi quel patto si è rotto. Complici – soprattutto – leggi e leggine, regole e regolamenti, controlli che più che rendere trasparenti certi processi ingrassano i consulenti, le imprese preferiscono sempre di più il mercato private, ovvero il mercato al quale partecipano VC, banche d’affari, family office e altri investitori strutturati.

Come funziona, praticamente

Lo abbiamo già spiegato nel nostro ultimo video: le aziende di prospettiva preferiscono rivolgersi a un mercato fatto di pochi player, che hanno però sia capitali in abbondanza sia la volontà di rimanere investiti a lungo, cosa che alle aziende fa particolarmente gola.

Come funziona questo… circoletto

Intanto chi gestisce questo processo incassa commissioni da urlo, e può gestire chi è dentro e chi è fuori. Le offerte più golose, le partecipazioni alle aziende più di grido, hanno in genere una lunga lista di questuanti. E investire si trasforma in un privilegio fatto di contatti con quelli giusti.

I numeri

Anche con un solo grafico diventa evidente quanto sia cambiato il mondo degli affari e delle borse negli ultimi 30 anni. Il numero di società quotate negli USA è paradossalmente sceso dal picco – e al netto di qualche brevissima inversione di trend, continua a scendere.

Numero società quotate
Il numero di società quotate. Fonte: Illiquid Insights

La regolamentazione negli USA, in particolare la Dodd-Frank, ha una sua enorme parte di responsabilità. Tuttavia è poco intelligente preoccuparsi del perché. La cosa più intelligente da fare ora è capire come comportarsi da qui in avanti.

Al momento delle IPO

Bisogna prestare molta più attenzione. Non sempre la forbice di prezzo individuata dalle banche d’affari che gestiscono la quotazione è adeguata. Il prezzo può salire molto rapidamente o anche distruggersi nel giro di poche sessioni. E non è insolito – vedi Circle – che quotazioni stellari poco dopo l’avvio delle operazioni diventino innesco per i fondi di cui sopra che vogliono scaricare e portare a casa dei profitti.

Le IPO dunque vanno ora trattate come operazioni estremamente rischiose, che arrivano sempre più tardi e spesso dopo che il valore per gli investitori più importanti è stato già creato.

Il mondo crypto vuole rompere questo gioco

E non sarà semplice. Le società non quotate impongono limitazioni enormi alla cessione di azioni da parte di chi le detiene (dipendenti, investitori della prima ora) e spesso e volentieri invalidano anche le promesse di consegna futura. Non è raro che un fondo che abbia disponibilità di azioni venda forward che dicono – a grandi linee – che venderanno le azioni a Tizio o Caio dopo la quotazione in borsa. Potrebbero essere contratti irregolari per l’azienda delle azioni di cui sopra, ma è difficile fermarli.

Il mondo crypto sta reagendo in due modi: offrendo perps che provano a tracciare il prezzo delle azioni ancora non quotate (lo fa Ventuals, ad esempio, su Hyperliquid) oppure operano come PreStocks con delle SPV.

Le SPV sono società di capitali che vengono create allo scopo di ottenere azioni (nel presente o nel futuro) e le cui azioni (quelle della SPV) vengono vendute come se fossero rappresentanza delle azioni PRE-IPO. È un percorso più difficile, perché i trasferimenti di azioni PRE-IPO – come abbiamo visto sopra – sono molto più difficili. E i rischi tecnicamente aumentano.

Per il resto ci sono anche exchange come BingX che hanno iniziato a offrire questo tipo di titoli. Un tentativo di scardinare il circoletto che chi ama i mercati e li ritiene fondamentali per il funzionamento della società dovrebbe soltanto applaudire.

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