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Near privacy AI crypto lucchetto

Gli smart money puntano tutto su privacy e AI: NEAR è la crypto del momento – fin dove può arrivare?

Near vola sui mercati e recupera le quotazioni di novembre 2025. Privacy e AI sono i motori dell'ultimo rally.
Near privacy AI crypto lucchetto

Nell’ultimo mese di contrattazioni il token NEAR ha guadagnato un ottimo +56%, trainato dall’entusiasmo degli investitori per le narrative AI e privacy. Near nasce in realtà come una blockchain L1 alternativa a Bitcoin, capace di portare transazioni più economiche e scalabili. Oggi però il progetto sta evolvendo nella stessa direzione dei trend dominanti del momento, ed ha già raggiunto risultati invidiabili nel settore crypto.

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Tra le maggiori novità introdotte da Near che stanno portando più visibilità al suo token nativo troviamo l’architettura Intents,ossia un sistema automatizzato in grado di eseguire trasferimenti di asset tra diverse blockchain senza richiedere l’intervento umano. Da questo prodotto – in realtà sviluppato già da diversi anni ma tornato in voga solo adesso – si collegano ora casi d’uso legati alla riservatezza on-chain e alle infrastrutture dedicate ad AI agent autonomi.

Near Intents e il boom della privacy: crescono i volumi dei trade “confidenziali”

Near è la candidata n°1 che potrebbe replicare lo stesso folle trend rialzista della privacy coin che ha accompagnato monete come Monero e Zcash negli ultimi mesi. Il progetto non è nato con un focus verticale sul fronte privacy, ma ultimamente il team è stato bravo a muoversi con flessibilità in direzione delle narrative che stanno piacendo ai mercati.

A fine 2025, proprio mentre si palesava l’interesse degli investitori verso asset legati alla privacy on-chain, Near ha spinto sull’acceleratore per potenziare il proprio DEX Near Intents. Un prodotto che tecnicamente già esisteva prima di allora, ma che ha iniziato a macinare volumi degni di nota non appena sono stati introdotti i cosiddetti solver, ossia una rete di operatori in grado di eseguire swap cross-chain autonomamente cercando il routing migliore.

Pensate che in circa 6 mesi il sistema Near Intents ha processato oltre 18,6 miliardi di dollari di scambi, connettendo più di 30 catene diverse tra di loro, tra cui Bitcoin, Ethereum, Zcash e molte altre reti minori.

Near Intents connette oltre 30 blockchain per gli scambi cross-chain

Il vero switch che però sta portando attenzione sul mercato e sul token NEAR deriva dalla recente introduzione della modalità “confidentials” all’interno di Near Intents. Fino a poco fa la piattaforma operava semplicemente come un routing cross-chain efficiente, mentre ora è diventata a tutti gli effetti un layer di scambio incentrato sulla privacy.

Di tutti i volumi di trading registrati su Near Intents, oggi il 42% appartiene a scambi di natura “confidentials”, cioè appunto in grado di offrire un livello di riservatezza superiore rispetto ai normali trasferimenti on-chain. Questa percentuale, fino a sole sei settimane fa, era pari a zero.

Boom dell’attività “confidentials” su Near Intents

Tutti pazzi per la privacy su Near

Il motivo per cui il token NEAR sta pompando è proprio perché il progetto sta portando per la prima volta la privacy in DeFi. Fino ad oggi tutte le blockchain decentralizzate su cui possiamo operare sono pubbliche, in quanto gli address e le varie transazioni sono visibili liberamente da chiunque tramite block explorer.

Le uniche soluzioni con maggiore focus lato opsec sono Monero e Zcash, che però risultano difficili da muovere tra più reti, se non passando per bridge ed exchange centralizzati che però riducono sensibilmente l’effetto riservatezza.

Near Intents, tramite la sua modalità confidenziale, è una delle poche infrastrutture capaci di facilitare lo scambio cross-chain verso/da XMR o ZEC, attraverso una rete di solver autonoma e un UX più astratta rispetto agli swap tradizionali.

Visto il successo speculativo di ZEC delle ultime settimane – paragonato addirittura da WSJ al nuovo Bitcoin – e vista la crescente necessità degli utenti di muovere l’asset tra più ambienti senza rinunciare alla componente di privacy, viene da sé, quindi, un aumento dei volumi all’interno del protocollo NEAR

Aumento del volume di trasferimento del token ZEC tramite Near Intents

Per i più curiosi lato tecnico, i trade confidenziali su Near Intents avvengono in uno spazio on-chain isolato, definito “shard”, in cui alcuni validatori indipendenti sono incaricati di gestire l’esecuzione delle transazioni in modo separato rispetto al resto della rete.

Near come layer di coordinamento del mondo degli agenti AI

La seconda narrativa che il progetto Near sta cavalcando è quella dell’AI, sempre in relazione alla sua architettura Intents. Addirittura, c’è chi sostiene che Near stia passando da semplice blockchain Layer-1 con funzioni lato privacy integrate, ad una vera rete di coordinamento per l’economia degli AI agent.

Near come layer di coordinamento per il mercato degli AI agent

Il concetto è che su Near Intents un agente autonomo potrebbe eseguire tutta una serie di operazioni senza richiedere l’intervento e la supervisione umana, essendo tutto il processo gestito da un comando “intent”, ossia una richiesta in cui si esplicita il risultato finale e la rete cerca la soluzione migliore per l’esecuzione.

Gli AI agents su Near avrebbero la strada spianata per eseguire operazioni cross-chain e gestire interi workflow, senza dover però utilizzare diversi wallet ma solo un unico account Intents. Il protocollo funge da motore che permette agli agent di usare tutte le chain dalla stessa soluzione di partenza, offrendo appunto un livello di coordinamento.

Questa è la tesi che sta portando attenzione e capitali su Near, e evidentemente sta funzionando per due motivi principali: gli AI agent si stanno muovendo nella direzione dei pagamenti autonomi, ma devono per forza di cose operare attraverso infrastrutture crypto-native poiché non hanno ancora identità legale e non possono aprire conti bancari.

Fin dove può spingersi il rally della crypto NEAR?

Il token NEAR al momento sta dando sfogo ad un brutale impulso rialzista e risulta in up del +27% nelle ultime 24 ore. Con l’ultimo rally i prezzi hanno superato la soglia psicologica dei $2, recuperando un livello che non veniva toccato da novembre 2025.

Volumi ed open interest sui mercati derivati sono in forte espansione, con dati che mostrano una certa foga speculativa tra gli operatori. In particolare, l’OI è di 622 milioni su tutte le borse, ma i volumi delle ultime 24 ore segnano circa 2 miliardi di dollari di scambi, segno appunto di un frequente riutilizzo dei capitali da parte dei trader.

Non è facile capire fino a quanto potrà spingersi al rialzo NEAR, e sicuramente dove un movimento del genere sarebbe più salutare osservare una pausa del trend. Tuttavia, visto l’entusiasmo dei mercati per l’argomento – incidenti di percorso permettendo – si può ipotizzare che la moneta continuerà la corsa fino ad almeno i $2,6 dove confluisce il POC del Volume Profile, ossia una zona dove è avvenuta la maggior parte degli scambi da novembre 2025 ad oggi.

Nel frattempo, il team di Near si sta preparando per cavalcare anche una terza narrativa, forse quella più attenzionata dai bitcoiners.

Near si prepara alla narrativa del quantum computing

Il rally di NEAR è interamente guidato dal momentum speculativo legato alle narrative attualmente dominanti del mercato crypto. Sappiamo quanto l’hype possa impattare sui prezzi, ma sappiamo anche quanto certe situazioni possano ribaltarsi da un momento all’altro allo scomparire dell’entusiasmo. 

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