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Exchange sottoposto a sanzioni si difende: mai offerto supporto a crypto russe

HTX si difende a spada tratta e nega qualunque addebito. Le sanzioni però rimangono.
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Si tinge di giallo l’inserimento di HTX nella lista di entità sanzionate dal Regno Unito perché di supporto alle attività finanziarie russe. L’exchange afferma infatti di aver rifiutato il listing di A7a5, l’ormai nota criptovaluta stable legata al rublo russo e al centro delle sanzioni comminate dal Regno Unito a diversi soggetti del settore. Intanto però l’exchange dice di essersi attivato per comunicazioni dirette con le autorità di Londra.

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Intanto diversi exchange corrono ai ripari: Bitget ha già comunicato di aver ulteriormente migliorato i suoi processi di compliance e altri invece stanno iniziando a inviare comunicazioni ai propri clienti riguardo la possibilità di trasferimenti dall’entità sanzionata. Ad essere colpito è stato un exchange importante, per quanto molto poco diffuso in Europa.

Mai listato A7A5

Dietro l’inserimento di HTX nella lista di soggetti sanzionati dal Regno Unito non ci sarebbe A7A5, stablecoin legata al rublo russo che ha ottenuto una certa popolarità e diffusione proprio grazie all’offerta di canali di pagamento in grado – almeno fino a qualche tempo fa – di mettere al riparo dalle sanzioni.

La stablecoin non sarebbe mai stata inserita infatti tra quelle disponibili su HTX, secondo quanto confermano sia l’exchange sia invece i dirigenti di A7A5.

Tuttavia le autorità UK hanno parlato di ragionevole base per il sospetto di sostegno di HTX a A7A5, senza che siano state specificate in alcun modo le modalità operative dell’exchange che avrebbero portato il Regno Unito a inserirlo nella lista di soggetti sottoposti a sanzioni.

Situazione in evoluzione

HTX è al lavoro per cercare di contenere gli effetti primari e secondari dell’inserimento nella lista di entità sanzionate, anche se non ancora dagli Stati Uniti. Effetti che porteranno – se la decisione non dovesse essere annullata – all’effettivo isolamento dell’exchange riconducibile a Justin Sun e al suo impero crypto.

Non è chiaro ancora – almeno dagli elementi che sono in nostro possesso – quanta leggerezza ci sia stata nell’inserimento di HTX in una lista di entità sanzionate che ha degli effetti enormi su qualunque soggetto ne sia colpito.

Una situazione incresciosa, della quale sapremo certamente di più nelle prossime ore. Per ora toccherà aspettare – mentre gli altri exchange affermano di aver ulteriormente migliorato i processi legati a questo tipo di operazioni, proprio al fine di evitare eventuali problemi alla clientela.

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