Home / “Abbiamo sequestrato 1 miliardo in crypto all’Iran”. Annuncio shock di Scott Bessent, Tesoro USA

bessent 1 miliardo

“Abbiamo sequestrato 1 miliardo in crypto all’Iran”. Annuncio shock di Scott Bessent, Tesoro USA

"Le abbiamo prese dai loro wallet, così". Ma c'è di più dietro le mosse degli USA.
bessent 1 miliardo

Secondo il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent, gli USA avrebbero già sequestrato quasi 1 miliardo di dollari in criptovalute all’Iran. L’annuncio ha destato scalpore: le crypto non dovevano essere insequestrabili? Ed è vero ciò che ha affermato Bessent, ovvero che gli USA se le sono semplicemente prese dai wallet che l’Iran gestiva? È vero, anche se è più complicato di come l’ha raccontata il Segretario del Tesoro.

Qui con Bitget hai 100$ di bonus per il tuo trading. Segui il link, iscriviti, versa almeno 100$ e avrai in totale 200$ per le tue operazioni.

La totalità dei sequestri, pur mancando un resoconto organico delle operazioni, è legato infatti a Tether USDT, criptovaluta che replica il valore del dollaro e che il gestore – Tether appunto – ha il potere di bloccare su richiesta delle autorità.

Evadere le sanzioni con le crypto? Quasi impossibile, se usi le stablecoin

C’è un grosso equivoco nelle discussioni che stanno tenendo banco tra gli appassionati crypto. È vero che gli USA sono riusciti a sequestrare circa 1 miliardo di dollari in criptovalute. Ma è vero che tali sequestri sono avvenuti per un’enorme leggerezza delle autorità iraniane.

Queste – almeno per certi traffici – si sono ostinate a detenere USDT, la più capitalizzata delle stablecoin, sia su Tron che su Ethereum. In entrambi i casi, Tether – che gestisce lo smart contract di USDT – può inserire certi indirizzi in blacklist, impedendo loro,i da quel momento in avanti, di effettuare transazioni e dunque di spostare tale denaro.

Il denaro che non si può spostare è di fatto congelato e non può più essere recuperato, se non con un altro intervento di Tether.

Non si tratta di un potere che è soltanto nelle mani di Tether: tutte le emittenti e tutti i gestori di stablecoin hanno poteri simili, che sono stati inseriti anche per evitare problemi con le autorità.

Con Bitcoin non sarebbe potuto succedere

Con Bitcoin, giova ricordarlo, non sarebbe potuto succedere, così come non sarebbe potuto succedere con tante altre criptovalute.

Una leggerezza degli iraniani? Sì, ma fino a un certo punto. Utilizzare le stablecoin porta infatti a innumerevoli vantaggi: relativa stabilità di valore, maggiore accettazione in certi circoli, maggiore liquidità.

Tenerle in portafoglio però comporta dei compromessi in termini di sicurezza, che quando le cose si mettono male (come si sono messe male dal 28 febbraio 2026) possono causare problemi di questo tipo.

Non è chiaro se le somme da sbloccare a favore dell’Iran – delle quali si è parlato più volte durante le trattative – riguardino anche l’enorme quantità di “crypto” sequestrate tramite questi metodi.

E per approfondire la frase pronunciata da Bessent: no, gli USA non si sono presi le crypto “iraniane” senza colpo ferire. Hanno dovuto obbligare Tether a congelarle per conto loro.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments