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Tassi euro: Isabel Schnabel ha deciso. Servono rialzi subito. Sarà scontro in BCE

Il falco dei falchi non vuole ascoltare obiezioni: la situazione è già compromessa, bisogna intervenire.
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Si apre oggi un mese di giugno che potrebbe essere decisivo per la politica monetaria dell’area euro. Tra inviti alla calma e preoccupazioni per i costi legati all’energia, torna a parlare Isabel Schnabel, falco convinto che la situazione sia già compromessa. Le sue ultime parole proferite in pubblico lasciano poco spazio alla speranza di rimanere con i tassi di interesse di riferimento attuali.

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Schnabel non ha mai fatto mistero di ritenere la politica monetaria attuale dell’area euro inadeguata, soprattutto se dovessimo tenere conto delle attuali condizioni del mercato del greggio e del gas, che lasciano poco spazio per continuare a sperare in un pronto ritorno alla normalità. Ed è proprio sulla base di questo ragionamento che ha lasciato intendere di ritenere necessario, per il meeting del 10 e 11 giugno prossimi, operare con un rialzo dei tassi di riferimento, come riporta Bloomberg.

Situazione già compromessa

Isabel Schnabel è netta nella sua lettura della situazione. Non sarebbe più possibile per la Banca Centrale Europea attendere e aspettarsi un ritorno alla normalità sul fronte dei prezzi. In altre parole, gli effetti della guerra in Iran non possono più considerarsi come passeggeri e il rischio che diventino strutturali è, almeno per Schnabel, una certezza.

Non possiamo più far finta di nulla su questo shock. Il rischio di disancorare le aspettative sull’inflazione sta crescendo.

Il riferimento è a quanto avevano affermato diversi dei suoi colleghi in BCE, che pur ritenendo la situazione della massima gravità, avevano parlato di aspettative di medio e lungo periodo sull’inflazione ancora sotto controllo, con la possibilità pertanto di giocare d’attesa anche per il meeting di giugno.

Schnabel però non ha ancora idea del numero di rialzi ai tassi che saranno necessari:

È troppo presto per dire che un certo numero di rialzi saranno necessari. Dobbiamo davvero guardare a cosa succederà.

Niente di deciso dunque, almeno per Schnabel, se non per il prossimo meeting di giugno, dove dovrebbe incontrare poche ma arcigne resistenze, in particolare dai membri del board di Italia e Francia.

Gli USA in direzione opposta?

Gli ultimi dati macro che sono arrivati dagli USA hanno descritto una situazione complicata, soprattutto sotto il profilo dell’inflazione. Questa settimana i dati sul mercato del lavoro, che arriveranno a fine settimana, contribuiranno a descrivere una possibile traiettoria per Federal Reserve, che ha maggiore spazio per aspettare almeno per un paio di meeting.

Come ha ricordato però l’analisi di Alex Lavarello qui, anche le notizie che arriveranno dall’Iran saranno decisive. L’attesa dura da tempo, con la guerra che entra oggi nel suo quarto mese.

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