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Polymarket: il voto della discordia crea polemiche. Il 98,6% dice che Strategy non ha venduto Bitcoin

Si chiude contro il buon senso una votazione storica sul prediction market.
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Si chiude la disputa sull’ormai celebre questione Saylor che vende Bitcoin su Polymarket. I detentori di $UMA hanno infatti votato per finalizzare il no. Secondo la piattaforma, Strategy non ha venduto Bitcoin prima del 31 maggio, nonostante la vendita sia avvenuta proprio nella settimana che precedeva quella data. Il voto è stato del 98,6% per il no.

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Una decisione che però non chiuderà le innumerevoli polemiche che sono nate dopo la prima e seconda decisione della piattaforma Polymarket. Avrà strascichi sulla credibilità del prediction market per eccellenza? Oppure sarà una questione che presto tutti dimenticheranno?

Scandalo da Polymarket

La questione ha tenuto banco per giorni: Polymarket ha chiuso il mercato su Saylor e la vendita di Bitcoin assegnando la vendita temporalmente al mese di giugno, nonostante sia avvenuta durante l’ultima settimana di maggio. Questo perché la comunicazione ufficiale di Strategy a SEC è arrivata soltanto il lunedì successivo.

Tutto questo tra contratti che hanno visto postille aggiungersi successivamente alla chiusura e un dibattito che ha visto il mercato contestato dagli utenti ben due volte. Contestazioni che hanno trasferito la questione a quella che è la Cassazione del gruppo, ovvero i detentori di $UMA, legato all’oracolo ultimo degli eventi sui quali si può puntare su Polymarket.

I votanti hanno detto di no, ovvero che la vendita, in termini di rilevanza per gli utenti, è avvenuta in giugno. Tutti coloro i quali avevano puntato (secondo molti correttamente) su una vendita che sarebbe avvenuta entro la fine di maggio, ne escono sconfitti.

Una questione di equità

Oltre alla questione soldi – che poi è quello che interessa di più a tutti – c’è anche una questione di equità. Gli eventi dubbi come questo devono avere un meccanismo di risoluzione, quel meccanismo di risoluzione c’è e anche questa volta sembrerebbe aver votato contro la risoluzione di buon senso.

Il funzionamento di Polymarket (che in Italia non può essere utilizzato) è chiaro però – e questo finirà per servire di lezione a chi vi partecipa. C’è un problema di equità e c’è un problema di scelte conflittuali che non può essere in alcun modo azzerato.

Chissà se dopo questa pessima pubblicità il gruppo deciderà di cambiare qualcosa del funzionamento di questi specifici mercati. Perché un conto è tenere in considerazione quando certi eventi si verificano, un conto quando vengono annunciati ex-post.

Un albero caduto in una foresta disabitata è caduto comunque, anche se nessuno se n’è ancora accorto, no?

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