SpaceX avrebbe già ricevuto richieste superiori al numero di azioni che saranno messe a disposizione durante la IPO. Il gruppo punta inizialmente a un collocamento tramite IPO di 75 miliardi di dollari, che sarà più del doppio della IPO più grande di sempre, quella di Saudi Aramco, che si fermò a poco meno di 30 miliardi di dollari.
Per il prezzo si dovrà però aspettare la prossima settimana e precisamente l’11 giugno, il giorno precedente all’effettiva quotazione. Dal 12 giugno toccherà dunque ai mercati prezzare una IPO che sta riscuotendo, almeno secondo le voci di corridoio, già enormi consensi. Per l’occasione ci sono state inoltre modifiche importanti al modus operandi tanto dei principali indici (S&P escluso) e anche da parte di diversi broker come Fidelity, che hanno abbassato la soglia minima di investimento a 2.000$ per le IPO (dai 50.000$ precedenti).
Domanda superiore all’offerta
L’offerta, rispetto al numero di azioni effettivamente emesse, sarà ridotta. 75 miliardi di dollari contro una capitalizzazione che potrebbe raggiungere oltre i 1.800 miliardi. Un numero di azioni dunque ridotto, che però starebbe già andando a ruba in pre-ordine.
Il collocamento è stato affidato alle più grandi banche USA – e a broker che a quanto pare stanno facendo di tutto per raccogliere ordini, forti di commissioni che durante le IPO si fanno sempre molto interessanti.
Sarà interessante vedere quali saranno le conseguenze di una quantità di ordini di questo livello: non è raro che la domanda sia elevata prima del collocamento di una nuova società quotata – ma forse raramente si era assistito a un hype di questo livello.
Tanto da – e ve ne parlerà più avanti Alessandro Lavarello – costringere i grandi di Wall Street a cambiare tante regole.
C’è grande attesa anche per le altre società legate all’AI
C’è comunque grande attesa anche per le altre grandi società legate al settore AI che si quoteranno nel corso dell’anno, ovvero Anthropic e OpenAI. Un momento convulso che è probabilmente in parte responsabile del brutto momento del mondo crypto e che una volta andato in porto potrebbe offrire un po’ di sollievo a mercati degli asset digitali che sono in enorme difficoltà.
Oggi il dato sulla disoccupazione non ha certamente aiutato, con la sessione USA che è stata, almeno fino al momento in cui pubblichiamo questo approfondimento, punitiva tanto del comparto azionario quanto di quello crypto.
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