Il capitale necessario all’infrastruttura AI non basta mai. Dopo l’annuncio di Alphabet riguardante l’emissione di 85 miliardi di dollari in azioni – con un corposo investimento di Berkshire Hathaway – secondo il Financial Times potrebbe toccare anche a Meta, che potrebbe approfittare del successo dell’operazione della società che controlla Google per raccogliere ulteriore capitale.
La notizia non ha fatto granché bene al titolo, coinvolto nell’importante crash di borsa di venerdì, con gli investitori che ne hanno approfittato per scontare un’eventuale emissione aggiuntiva di titoli. Il Financial Times cita tre diverse fonti informate dei fatti.
Corsa al capitale AI
Tutto accelera nel mondo dell’intelligenza artificiale. Gli hyperscaler sono a caccia di capitali in qualunque modo sia possibile raccoglierli. Nel corso della settimana che si sta concludendo, Google ha annunciato un’emissione da 85 miliardi, che sarà sostenuta anche dagli investimenti di Berkshire Hathaway, l’azienda fondata da Warren Buffett e che sembrerebbe non avere problemi di collocamento dei titoli.
Vista l’esperienza estremamente positiva, anche Meta starebbe valutando un’operazione simile nei canoni, anche se per il momento tutto resta top secret. Non sono state comunicate somme da raccogliere né per il momento è stato conferito mandato ai gruppi bancari.
Il titolo ha comunque reagito, all’interno di una pessima giornata per tutte le borse USA e in particolare per il settore tech, con un secco -7%, al quale ha contribuito certamente anche questa notizia. Nel caso di emissione di una quantità importante di titoli infatti, gli investitori e azionisti attuali finirebbero per essere, per una quantità però ancora incerta, diluiti.
Il messaggio è comunque chiaro: per gli ottimisti il ciclo AI è lungi dal concludersi, con tutte le principali aziende del settore che sono ancora a caccia di capitali per aumentare gli investimenti. Per i più cinici invece si tratta dei primi segni di difficoltà finanziaria dei grandi gruppi, che non si finanziano più tramite bond, ma emettendo azioni.
Con ogni probabilità, ne sapremo di più nei prossimi giorni, nel caso in cui Meta dovesse effettivamente dare seguito a questo proposito.
E le altre?
Intanto si chiudono accordi importanti anche di prestito dei datacenter tra le big. Ieri è stata diffusa la notizia di un accordo tra Alphabet e xAI dal valore di 920 milioni di dollari mensili.
Un ottimo biglietto da visita per la IPO più attesa di sempre, così interessante per le banche e per gli indici da aver spinto al superamento di regole secolari.
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