Salta al contenuto principale
News

Exchange "espulso" da WLFI. Non potrà fare più transazioni in USD1. È ancora guerra

Escalation nella guerra tra WLFi e Justin Sun. Ora bloccato anche USD1 su HTX.

10:01 • Pubblicato 07/06/2026

83 lettureLetture reali dalla pubblicazione: una per lettore al giorno, bot esclusi. Aggiornato ogni 5 minuti.
Gianluca Grossi Avatar

Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

Fact Checked
Perché fidarti di Criptovaluta.it®

Per poter salvare questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

Per poter mettere mi piace a questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

È un momento particolare per i rapporti “politici” di HTX con il mondo occidentale. Prima è arrivata la notizia dell’inserimento di una delle società del gruppo nella lista di entità sanzionate dal Regno Unito. Oggi arriva la notizia invece del delisting di USD1, la stablecoin sul dollaro legata alla famiglia Trump, perché gli indirizzi dell’exchange sarebbero stati congelati. C’eravamo tanto amati, verrebbe da dire: Justin Sun è stato tra i principali sostenitori di Trump e ora invece è… ai ferri corti.

Offerta

HTX ha nel frattempo chiesto a WLFI (che gestisce USD1), di rimuovere immediatamente il freeze, anche al fine di tutelare gli utenti che possiedono questa stablecoin sulla piattaforma.

Ancora attriti tra Sun e WLFI

Gli attriti tra Justin Sun (e la sua crypto-orbita) e WLFI non sono una cosa nuova. Sarà il tribunale a decidere chi ha ragione in merito a certi token WLFI0,0536 $▼ -5,19%, con accuse da ambo le parti che non possono essere verificate, per ora, in modo indipendente e che hanno decretato la fine di una partnership che sembrava davvero… incredibile.

HTX crede che il congelamento unilaterale da parte del team di WLFI di questi indirizzi – condotto senza una comunicazione adeguata, basi legali, disclosure trasparente o aderenza ai principi del giusto processo – viola direttamente i diritti e gli interessi degli utenti HTX e dei loro asset.

Questo è il messaggio che HTX ha affidato ad un comunicato stampa e che conferma quanto accaduto: WLFI ha inserito nella blacklist del proprio smart contract su USD1 gli indirizzi riconducibili a HTX, impedendo così all’exchange di effettuare transazioni.

L’annoso problema delle stablecoin

Il problema alla base è la possibilità, per chi gestisce stablecoin, di poter appunto ricorrere alle blacklist di cui sopra per impedire a certi indirizzi, che possono essere in controllo anche di quantità importanti di token.

Una volta che un indirizzo è inserito nella cosiddetta blacklist, non può più interagire con lo smart contract e dunque si trova con i capitali di fatto congelati.

In genere le stablecoin più affidabili ricorrono a queste misure soltanto quando c’è una richiesta delle autorità (il caso tipico è quello dell’inserimento in liste di entità sanzionate). Non sembra essere stato però questo il caso, almeno secondo quanto afferma HTX.

Staremo a vedere: lo stato dei rapporti tra HTX/Justin Sun e il mondo delle crypto di WLFI è tra i più interessanti anche per capire quale evoluzione stiano avendo i progetti (un tempo?) legati alla famiglia Trump.

author image

Caporedattore e Content Strategy

5 certificazioni verificateVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

Commenta

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
telegram Unisciti a Telegram VIP x social Criptovaluta è anche su X