Secondo un recente aggiornamento di 10x Research – il contesto macro all’interno del quale si sta muovendo e continuerà a muoversi Bitcoin sarebbe cambiato. Se all’inizio della guerra – aggiungiamo noi – BTC si era mosso come un discreto asset rifugio, ora, secondo gli analisti di 10x Research, Bitcoin sarebbe tornato a essere un termometro della liquidità. Motivo questo che ha portato almeno in parte al crollo al quale abbiamo assistito nel corso dell’ultima settimana.
Cos’è successo? Fed sembrerebbe avere un atteggiamento maggiormente restrittivo rispetto a poco fa, complice anche un mercato del lavoro forte e un’inflazione che non sembrerebbe avere alcuna intenzione di rallentare, almeno fino a quando non sarà risolta la situazione a Hormuz e più in generale in Iran.
17 giugno prima riunione del FOMC guidata da Kevin Warsh
Uno dei primi possibili momenti di svolta potrà essere la prima riunione del FOMC che sarà guidata da Kevin Warsh, successore di Jerome Powell a capo di Federal Reserve. Un Kevin Warsh che ha programmi di politica monetaria molto ambiziosi, ma che dovranno senza dubbio alcuno scontrarsi con la realtà.

Da un lato tagliare mentre l’inflazione è così alta è ovviamente non percorribile come ipotesi. Dall’altro la sua volontà di ridurre il balance sheet di Fed anche sul breve incontrerà resistenze politiche che potrebbero essere insormontabili.
Il 17 giugno però, quando si chiuderà il primo FOMC sotto la sua guida, potrebbero effettivamente cambiare tante cose: ci si renderà infatti conto di quanto potere potrà esercitare Warsh e di quale sarà la sua lettura di una situazione che non è preoccupante, ma che è comunque lontana dal contesto che potrebbe riportare i tassi negli USA più in basso.
Con Bitcoin che almeno secondo 10x Research è tornato a essere un termometro piuttosto preciso delle aspettative sulla liquidità, ci sarà da seguire l’evento molto da vicino. Cosa che faremo, come sempre, anche sul nostro Canale Telegram VIP, così da rimanere aggiornati in tempo reale su ciò che potrà cambiare davvero l’andamento dei mercati.
La situazione nel complesso
Il ritorno dell’inflazione verso il target del 2% è stata interrotta dall’inizio delle ostilità in Iran. Inizio delle ostilità che è avvenuto il 28 febbraio e che non vede però alcun tipo di soluzione, almeno di breve.
Le notizie che arrivano da Teheran e da Washington sono per il momento poco rassicuranti e non lasciano spazio a Fed per considerazioni su eventuali tagli ai tassi.
Nell’ultima apparizione pubblica a capo del FOMC, Jerome Powell aveva affermato che i prezzi stavano crescendo per il rincaro delle materie prime energetiche e che, almeno fino ad allora, erano da considerarsi come temporanei.
Ora però il FOMC è spaccato – con da una parte i membri del board che sarebbero maggiormente aperti a eventuali tagli futuri e i membri delle divisioni locali di Fed con potere di voto che invece vedono un futuro maggiormente hawkish.
Intanto i mercati sono certi del fatto che il 17 giugno prossimo Fed deciderà di mantenere i tassi invariati. Qualcosa che non dovrebbe essere motivo di preoccupazione però almeno sul breve. Certo è che Bitcoin preferirebbe aperture di Kevin Warsh a un futuro di tassi più bassi – e dunque di maggiore liquidità.
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