Non c’è mai un momento di calma all’incrocio tra la politica internazionale e i mercati. Donald Trump, in quello che si spera passerà alla storia come il giorno della pace tra USA e Iran, avverte la Francia. Senza rimuovere la tassa del 3% sulle vendite tech, imporrà un dazio del 100% sul vino francese. Si riaccende così una vecchia questione, quella dei dazi tra USA e certi paesi europei, che era stata responsabile di uno dei più grandi sconquassi di mercato dell’epoca recente.
La questione, più avanti, potrebbe paradossalmente interessare anche le crypto. È infatti noto un piano per imporre una sorta di Tobin Tax alle transazioni crypto. Dato che il tema è tra quelli più sensibili per il presidente degli USA, chissà che non sia anche questo motivo di futuro attrito.
Tornano i dazi?
Il punto non è se torneranno, ma confermare che saranno uno strumento di lotta politica. Questa volta Donald Trump si schiera contro la Francia e contro la sua tassa tech del 3%. Una tassa che tra le altre cose è stata presa ad esempio di ciò che potrebbe fare l’intera UE per raccogliere denaro. Una tassa che – dato il predominio delle aziende USA nel comparto – è ritenuta particolarmente odiosa dall’inquilino della Casa Bianca.
Se non sarà rimossa, ha affermato Trump, gli USA si preparano a imporre il 100% di dazi aggiuntivi sui vini francesi, categoria di export relativamente importante.
Ho chiesto che non venga applicata la tassa alle aziende americane, e se lo faranno non avrò scelta se non quella di applicare il 100% di dazi a champagne e vino che arriva dalla Francia.
Il riferimento è a una tassa relativamente vecchia: fu infatti approvata nel 2019 e prevede un’imposizione fiscale aggiuntiva del 3% per i ricavi generati dale aziende tech di ampie dimensioni, in Francia. È una tassa che per ovvi motivi colpisce gruppi come Facebook/Meta, Alphabet e anche Amazon.
Quanto sarebbe duro il dazio?
In realtà parecchio. Secondo le stime di CNBC infatti, almeno un quinto delle vendite globali di vino e champagne francese dipendono dagli Stati Uniti. Una somma dunque rilevante e che non mancherà di innescare polemiche soprattutto in Francia.
L’impianto della legge però – come abbiamo visto prima – potrebbe coinvolgere tutta Europa e anche il mondo crypto, al quale l’UE starebbe valutando se applicare una tassa su ogni transazione. Dato quanto fondamentale è il tema per gli USA di Trump, chissà se…
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