Gli investitori del mondo crypto non sembrano avere tutti la stessa opinione sul token di Hyperliquid. Nonostante HYPE sia una delle monete più in forma di tutto il comparto altcoin e la sua piattaforma stia continuando a macinare grandi revenue dal trading di derivati, emergono due categorie di holder che si stanno muovendo praticamente in direzioni diametralmente opposte.
Da un lato troviamo i retail, originariamente tra i primi ad essersi interessati al progetto nel 2024, che nelle ultime settimane stanno riducendo la propria esposizione. Dall’altro ci sono le balene, che rimangono bullish su Hyperliquid anche se i prezzi hanno già corso parecchio da inizio anno, e continuano ad accumulare il crypto asset.
Hyperliquid: balene e retail hanno due visioni opposte su HYPE
In questa analisi, consideriamo retail tutti gli indirizzi che detengono un bilancio uguale o superiore a 10 HYPE, mentre definiamo balene le entità con posizioni uguali o superiori a 10.000 HYPE. Secondo quanto emerso dalle dashboard on-chain relative all’ecosistema Hyperliquid, in questo momento le due coorti di holder sarebbero in forte conflitto.
Il numero di wallet dei retail è infatti in forte calo di recente – in particolare a partire da metà maggio – con un totale sceso sotto le 50.000 unità, il valore più basso mai registrato nell’ultimo anno. Allo stesso tempo il conteggio dei portafogli delle balene è salito sopra le 1.900 unità, con un dato in ascesa che sembra voler arrivare a segnare nuovi massimi storici.

Questa divergenza ci fa intuire che, almeno per quanto riguarda il mercato spot del token di Hyperliquid, durante il grande rialzo registrato a maggio i retail abbiano ceduto parte dei propri HYPE alle balene. I piccoli hanno preso profitto mentre i grandi hanno scelto di accumulare e aumentare le proprie riserve, nonostante le quotazioni relativamente alte rispetto al set storico della moneta.
Si tratta di una situazione particolarmente rara: in genere infatti sono i retail a comprare sui massimi, spinti dalla fomo, mentre le balene tendono ad acquistare a prezzi più convenienti e a scaricare in seguito a grandi corse rialziste. A questo giro, i ruoli sembrano essersi invertiti.
Il posizionamento degli investitori di Hyperliquid sul mercato perpetual
Non basta guardare solo ed esclusivamente il conteggio degli holder per comprendere fino in fondo il sentiment attorno ad Hyperliquid. Esiste infatti anche un altro livello di analisi, forse anche più interessante, che prende in considerazione il modo con cui le varie coorti di investitori si stanno posizionando sul mercato dei perps.
Se classifichiamo tutti i trader di HYPE in base al PNL realizzato, ci accorgiamo facilmente che non tutti sono esposti allo stesso modo in questo momento. I wallet che rientrano nella categoria degli “estremamente profittevoli”, ossia che hanno incassato profitti per più di 1 milione di dollari col trading su Hyperliquid, sono per la maggioranza posizionati short. Questo vale sia in termini di valore nozionale, che di numero di indirizzi.
Invece tutte le restanti coorti, sia tra quelli mediamente profittevoli che tra tutti i livelli di perdenti, sono posizionate complessivamente a rialzo su HYPE. Più nello specifico, chi sembra più convinto su una continuazione bullish del token è la categoria dei “profittevoli”, che hanno realizzato guadagni fino a 100.000 dollari. Il loro bias è simile a quello che emerge dalle scommesse di Polymarket per il 2026.

Il posizionamento dei trader di HYPE in base alla dimensione dell’account
Possiamo anche dividere i portafogli su Hyperliquid secondo la dimensione del proprio account, ottenendo così una lettura più dettagliata del comportamento delle diverse fasce di investitori. In questo caso, le cosiddette “size cohorts” ci permettono di osservare come sono posizionati i trader in base al capitale complessivo detenuto nel proprio bilancio perps sulla piattaforma.
Dai dati emerge che le coorti di dimensioni più piccole sono generalmente rialziste su HYPE, cosa che va in contrapposizione con l’evoluzione del numero di holder sul mercato spot. Chi possiede un account su Hyperliquid dal valore inferiore ai 10.000 dollari è per il 75% esposto long, sia in termini di notional che di numero di operatori.
Salendo di dimensione, il sentiment rialzista sembra attenuarsi: la categoria delle whale, con account perps compreso tra 1 milione e 5 milioni di dollari, appare più neutra con circa il 50-55% degli operatori esposti long. La sezione degli “Apex”, con bilancio superiore ai 5 milioni, è invece molto più bearish su HYPE, con il 71% del notional posizionato short e solo il 38% degli address con posizioni long aperte.

Molto curioso notare come, in questo momento, siano proprio i trader retail più piccoli a registrare la quota più alta di posizioni in profitto, con circa il 69% delle posizioni ancora in guadagno.
L’order flow degli investitori di Hyperliquid
Completiamo l’analisi aggiungendo anche un elemento di order flow, ossia il flusso degli ordini eseguiti sul mercato futures di HYPE, all’interno dei perps di Hyperliquid. Guardiamo in particolare l’indicatore Cumulative Volume Delta – anche detto CVD – il quale ci permette di capire chi sta realmente muovendo il mercato nel breve periodo con ordini che vanno a spostare gli equilibri dell’order book.
Dalla chart di Kiyotaka possiamo vedere come dal top di inizio giugno di HYPE, l’order flow sia stato ampiamente dirottato al ribasso, con gli ordini di vendita che hanno colpito il book più aggressivamente rispetto a quelli di acquisto (ultima metrica in fondo). Nel frattempo il prezzo del token ha corretto in maniera significativa, nel mezzo di uno storno complessivo del mercato crypto, per poi recuperare nelle sessioni successive.
Al momento sembrano comunque i venditori ad avere il controllo sul flusso di ordini nel breve periodo, con i tori che appaiono più timidi e meno convinti. Nel frattempo l’open interest accenna ad una lieve contrazione, mentre il funding rate scende in leggero territorio negativo.

Nel complesso, possiamo riassumere la situazione in questo modo:
- Nel mercato spot c’è un’evidente divergenza di sentiment tra retail e balene, con i primi orientati al ribasso e i secondi più ottimisti e in cerca di un rialzo.
- Sul fronte dei perps, gli account più grandi sono tendenzialmente esposti bearish su HYPE, mentre tutto il resto del mercato è più o meno rialzista.
- L’order flow di breve periodo avvantaggia i venditori allo scoperto, nonostante comunque il quadro resti equilibrato su orizzonti più lunghi.
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