Arriva l’ennesima legnata per gli investitori attivi sui futures Bitcoin: terza giornata consecutiva con liquidazioni superiori ai 200 milioni di dollari sul lato dei long, mentre la criptovaluta viene scambiata intorno ai $62.600, in calo del -2,6% nelle ultime 24 ore. Continua l’aspra fase ribassista sul mercato delle criptovalute, con i flussi istituzionali che non aiutano il comparto e che, anzi, complicano ulteriormente l’outlook di breve periodo.
Resta tuttavia un’ancora di salvezza: Bitcoin ha un livello molto importante da difendere sul grafico, il quale, se rotto al ribasso, potrebbe innescare un’altra ondata di liquidazioni e portare ad una capitolazione dei prezzi. Finché si rimane al di sopra di esso, la partita è ancora tutta da giocare.
Bitcoin: terza brutta giornata consecutiva di liquidazioni
Nelle ultime 24 ore il bilancio dei futures appare completamente a sfavore dei tori con oltre 446 milioni di dollari di liquidazioni, di cui 356 milioni su posizioni long. Bitcoin da solo vede evaporare 136 milioni dal proprio mercato, mentre Ethereum segue il re con 110 milioni.
In totale circa 118.800 traders sono stati presi alla sprovvista dal ribasso dei prezzi, mentre l’evento di liquidazione più grande è avvenuto sul DEX Aster, dove una posizione long da 10,5 milioni su ETH/USDT è stata chiusa forzatamente.
Ad ogni modo, guardando lo storico delle liquidazioni del mondo crypto, il dato odierno non sembra esattamente dei peggiori: tra il 1° e il 5 giugno si è verificata infatti una vera e propria pulizia da miliardi di dollari, mentre Bitcoin perdeva il supporto dei $74.000. In confronto, le ultime sessioni appaiono meno cariche di liquidazioni, e, di conseguenza, con un impatto decisamente più contenuto e con meno movimenti a cascata.

L’open interest su Bitcoin rimane in netta contrazione, con la somma delle posizioni aperte che ha da poco eguagliato il minimo registrato durante il sell-off di inizio giugno, segnalando forte incertezza da parte degli operatori. Il CVD mostra invece una spinta positiva nelle ultime settimane, a dimostrazione che c’è ancora qualche toro interessato ad acquistare aggressivamente il dip e puntare a un recupero.
In tutto ciò, sul mercato delle opzioni si intravede un atteggiamento più proattivo da parte degli investitori esperti: IV e skew sono in frenata, mostrando una minor ricerca di protezione rispetto agli ultimi cali e un clima di panico meno diffuso.
Bitcoin deve difendere questo livello se non vuole rischiare una capitolazione
La sfida più grande in questo momento è difendere i $60.300, livello che raggruppa più di 150 milioni di posizioni long a rischio liquidazione su Bitcoin, secondo i dati Coinglass. Ricordiamo che la rottura dei livelli più caldi sulla mappa delle liquidazioni potrebbe far muovere velocemente i prezzi del mercato, in quanto di solito tende ad innescare chiusure forzate a cascata che amplificano la pressione direzionale.
Al di sotto di questo livello c’è un vuoto che rischerebbe di portare a un’ampia fase di capitolazione, con i prezzi di Bitcoin che sarebbero costretti a cercare un nuovo minimo su cui appoggiarsi. Il movimento sarebbe inoltre coerente con la metrica on-chain NUPL, che evidenzia una zona di paura massima al di sotto degli attuali regimi di redditività degli holders.

Più che un semplice livello di liquidazione, quello dei $60.300 sembra più lo spartiacque tra una ripartenza al rialzo e quello che potrebbe essere uno degli ultimi affondi prima della ricerca definitiva del bottom. Ovviamente nulla impedisce a Bitcoin di muoversi con movimenti fake, sia al rialzo che al ribasso, e sarebbe comunque più saggio attendere una chiusura settimanale prima di giungere a conclusioni.
Intanto non possiamo che augurarci che i tori riprendano il più velocemente possibile in mano la situazione, e che magari provino uno strappo al rialzo fin sopra i $67.000, zona dove orbitano liquidazioni decisamente più cariche rispetto a quelle che troviamo sui minimi locali. La partita resta ancora aperta, anche se l’andamento deludente dei volumi e il weekend all’orizzonte non semplificano il quadro sul breve periodo.
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