Wall Street ha mostrato nervosismo nella seduta di ieri, con un ritracciamento arrivato dopo aperture positive. A pesare due fattori insieme: il ritorno della tensione geopolitica tra Stati Uniti e Iran e lo stress sui titoli tecnologici. Le crypto hanno chiuso in positivo, ma anche Bitcoin ed Ethereum hanno ritracciato dopo una partenza in rialzo così come tutto il comparto, mostrando per l’ennesima volta mancanza di forza.
Wall Street e crypto illudono
Sul fronte di Wall Street la seduta di ieri si è chiusa in ordine sparso. I future statunitensi hanno virato al ribasso, con il Nasdaq che ha chiuso in negativo a −0,22% e S&P 500 a −0,39% in ritracciamento dai picchi giornalieri. A limitare le perdite è stato il comparto industriale, con il Dow Jones a +0,21%, grazie al contributo di Caterpillar a +3,80% e a un nuovo record storico.

Il motore dei ribassi è stata la debolezza dei tecnologici. Si è trattato però di una rotazione interna al settore, non di una fuga generalizzata. I capitali sono usciti dagli hyperscaler legati alla spesa per l’intelligenza artificiale. Alphabet ha perso il -5,08%, Amazon il -4,75%, Microsoft il -3,18% e Meta il -2,32%.
Debolezza per le Big Tech USA
Sul fronte opposto i semiconduttori hanno tenuto con forza. Micron ha guadagnato il +6,82% nella seduta di ieri, sulla scia dell’attesa dei dati di bilancio di domani sera. Anche Marvell è in spolvero. Nvidia ha limitato i danni a un −0,97%, mentre Apple è rimasta quasi invariata a −0,34%.

La frattura è netta anche su base annuale, come si può osservare dal grafico allegato. Microsoft cede il -24% da inizio anno, mentre Micron e Marvell viaggiano su rialzi superiori al 250%, come potete leggere nell’analisi sui semiconduttori.
La debolezza non si è limitata a Wall Street. Anche i principali indici europei hanno ritracciato, così come i mercati asiatici. In Asia il future sul Nikkei 225 oggi sta cedendo oltre il 2% con crollo del KOSPI coreano a -6,10%.
Spunto positivo dal petrolio in ritracciamento
L’unico dato in controtendenza arriva dal petrolio. Nonostante il ritorno delle tensioni, il greggio resta in ritracciamento. Il WTI scende oggi a 73,70 dollari, mentre il Brent è a 77,52 dollari al barile sui minimi degli ultimi tre mesi.

Il calendario macroeconomico oggi prevede i PMI Flash di giugno ma il vero market mover arriverà giovedì, con il dato sul PCE di maggio, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Federal Reserve. Venerdì chiude la settimana la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. Su questo sfondo il ritracciamento del greggio gioca un ruolo, perché un petrolio più debole allenta le pressioni sui prezzi.
Per Bitcoin ed Ethereum falso breakout
Sul fronte crypto, il ritracciamento è stato generalizzato, seppur la maggior parte dei token abbia chiuso in positivo, perdendo però oltre il 2-3% dai loro picchi giornalieri.

Attualmente Bitcoin quota 63.840 USDT e ieri ha toccato un picco a 65.625 USDT. Il rialzo aveva portato il prezzo anche sopra la sua resistenza dei 64.800 USDT, illudendo su un possibile allungo con obiettivo verso i 68.000 USDT. Al momento di questa stesura è in calo e sul lato corto resta fondamentale una tenuta con chiusura sopra l’area supportiva dei 63.000 USDT.
Ethereum ha avuto lo stesso comportamento. Attualmente quota 1.723 USDT e ieri ha toccato un picco intraday a 1.780 USDT, rompendo la sua resistenza per poi ritracciare. Oggi è in negativo contenuto del -0,32% e deve restare sopra il supporto dei 1.675 USDT.
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