I future sul Nasdaq resta vicino ai massimi, ma oggi registra un calo di quasi il -3%. Sotto la superficie, il mese di giugno racconta una frattura tra i grandi nomi tecnologici, i cosiddetti Magnifici Sette (Mag Seven), che arretrano, e alcuni produttori di semiconduttori che corrono in direzione opposta. Tutto ruota ancora una volta attorno al mondo dell’intelligenza artificiale.
Wall Street boccia chi finanzia l’AI con il debito
La pressione sulle Mag Seven nasce dal modo in cui queste società stanno puntando a finanziare gli investimenti. A giugno due hyperscaler hanno bussato direttamente al mercato. Alphabet ha annunciato il 2 giugno una raccolta azionaria da 84,75 miliardi di dollari, destinata a espandere l’infrastruttura AI, con dentro 10 miliardi di Berkshire Hathaway. Hanno scelto di passare dalle azioni e non dal debito.
La corsa alla raccolta di capitale
Amazon invece ha collocato nuove obbligazioni a giugno, per circa 31 miliardi di dollari, su scadenze comprese tra il 2029 e il 2056, per sostenere un CapEx stimato in 200 miliardi. Il contesto resta quello aperto nel 2025, quando i cinque grandi hyperscaler hanno emesso 121 miliardi di dollari in bond, contro una media annua di 28 miliardi.
| Società | Strumento | Importo | Data |
|---|---|---|---|
| Alphabet (GOOG) | Azioni (equity raise) | 84,75 mld $ | 2 giugno |
| Amazon (AMZN) | Bond in dollari canadesi | ~10 mld $ (14 mld CAD) | 8 giugno |
| Amazon (AMZN) | Prestito bancario sindacato | 17,5 mld $ | 10 giugno |
| SpaceX (SPCX) | Bond | 20 mld $ | 22 giugno |
Il caso più estremo è Oracle, che per il 2026 ha previsto 50 miliardi tra debito ed equity. I suoi credit default swap a 5 anni hanno superato 125 punti base, soglia che non si vedeva dal 2009. Anche SpaceX ha collocato il 22 giugno un bond inaugurale da 20 miliardi di dollari.
Mag Seven in rosso mentre volano i produttori di semiconduttori
In allegato riportiamo una panoramica dell’andamento delle principali azioni del settore tecnologico americano, oggi sulla bocca di tutti. Qui si può cogliere la netta contrapposizione tra l’andamento dei titoli legati ai semiconduttori e ai chip e quello delle Mag Seven.

Tra i produttori dei semiconduttori, Micron Technology (MU) segna il +271,36% da inizio 2026 e il +8,54% a giugno, sostenuta dal recupero della memoria HBM. Marvell Technology (MRVL) vola al +227,92% da inizio anno. Sulla stessa scia corrono anche Intel e Advanced Micro Devices (AMD). Questi titoli vendono chip al settore senza dover finanziare la costruzione di data center.
Le Magnifiche Sette sotto pressione

Tra i peggiori abbiamo Microsoft che perde il -19,05% nell’ultimo mese e il -22,32% da inizio anno. Meta segna -9,86% mensile e -14,25% YTD. Amazon lascia sul terreno -11,21% nel mese. Anche Alphabet e Nvidia arretrano, con cali mensili del -6,68% e del -6,01%. In particolare Alphabet ieri ha registrato un calo del -5,10% che equivale a una perdita di circa 225 miliardi di market cap.
Chi vende la pala batte chi scava la miniera
Il mercato distingue tra chi fornisce gli strumenti della corsa all’AI e chi costruisce l’infrastruttura fisica. I primi, i produttori di semiconduttori, godono di margini elevati e liquidità abbondante. I secondi sostengono spese enormi a fronte di ricavi ancora incerti. Persino Nvidia ha collocato il suo bond più grande di sempre, da 25 miliardi di dollari, pur disponendo di liquidità netta positiva.
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