Il settore delle Trading Card Games (TCG) resta una delle piazze in maggiore crescita nel 2026, ma durante le ultime settimane di giugno sembra che l’interesse degli addetti ai lavori si sia fortemente affievolito. In particolare, notiamo una brusca correzione sia dei volumi di trading che dei prezzi medi del benchmark delle carte Pokémon, oggi il riferimento principale del comparto.
Quello delle carte da collezione/gioco è un business nato ormai da diversi decenni, ma che solo negli ultimi anni ha vissuto una fase di enorme espansione, trainata soprattutto dal maggiore interesse speculativo dei retail e dalla diffusione di piattaforme per lo scambio online di questi beni. Non a caso, anche nel mondo web3 sono nate diverse piattaforme che fungono da mercati secondari per carte come Pokémon, Magic, One Piece, Yu-Gi-Oh!, e tanto altro ancora.
Il “summer slowdown” del mercato TCG
Dopo un inizio giugno scoppiettante, le carte Pokémon registrano un rallentamento dell’interesse da parte degli operatori TCG. Fino all’incirca la metà dello scorso mese, i volumi di trading delle piattaforme decentralizzate attive in questa nicchia erano in forte crescita, con metriche che mostravano negoziazioni molto più intense rispetto alle settimane precedenti.
Vi avevamo parlato ad esempio del progresso di Collector Crypt, un’applicazione su Solana che stava guadagnando milioni di ricavi grazie all’esplosione del fenomeno. In questo contesto anche $CARDS, il token nativo del progetto, si era mosso davvero bene sulle borse crypto, raddoppiando il proprio prezzo nel giro di un paio di settimane.
Come Collector Crypt anche Courtyard, altra piattaforma di punta dell’ecosistema TCG che tokenizza Pokémon ed altre carte fisiche collezionabili, aveva registrato un rally delle revenue davvero impressionante, arrivando a segnare 2 milioni di entrate al picco settimanale.
Ora però, come ben visibile dalla chart di DeFiLlama, pare che il periodo magico sia giunto al termine: i guadagni del protocollo sono crollati ai livelli di inizio febbraio e, prima di allora, a quelli di ottobre 2025.

Il motivo di questa contrazione dell’entusiasmo riflette in parte le dinamiche che viviamo tutti i giorni nel mondo crypto: i volumi di trading sono scesi proprio perché i prezzi degli asset (in questo caso delle carte) sono diminuiti, il che ha portato ad un momentaneo abbandono da parte degli speculatori che fino a qualche settimana fa stavano generando tanti scambi.
Carte Pokémon: in calo l’indice “Sealed”
Come riportato dal “Pokémon Sealed Index”, che rappresenta un paniere di tutti i prodotti sealed (carte e box non ancora aperti), il mercato delle carte Pokémon mostra un andamento dei prezzi discendente nelle ultime settimane. Questo benchmark misura il prezzo medio registrato su eBay o marketplace simili, pesato in base agli indici sealed e normalizzato su un valore base di 100, il tutto con uno smoothing dei dati per evitare spike o movimenti anomali.
Possiamo intenderlo quindi come una sorta di indice S&P 500, dove però il paniere non è rappresentativo di azioni ma di una serie di prodotti Pokémon collezionabili come booster box, Elite Trainer Box ed altri set sealed. Notiamo in particolare che da metà giugno l’index ha perso il suo momentum di crescita, avviandosi verso una fase di calo intervallata solo da una piccola ripresa tra il 20 e il 24 giugno.

Gli esperti descrivono questo fenomeno come il “summer slowdown”, una fase stagionale del mercato TCG dove viene meno l’attività dei giocatori, portando conseguentemente a un rallentamento dei volumi di vendita. In questo caso, la contrazione arriva anche a seguito di una lunga corsa della narrativa TCG, ed è quindi probabile che molti investitori abbiano deciso di prendere profitto dopo che le loro carte Pokémon si erano fortemente rivalutate.
È molto interessante notare anche come il calo dei prezzi abbia coinciso con il rilascio dei prodotti fisici commemorativi del 30esimo anniversario del GCC Pokémon. In ogni caso, secondo il TCG Index, il mercato delle carte Pokémon resta in forte crescita negli ultimi 90 giorni, con un aumento stimato del 21% delle quotazioni.
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