Torna il buonumore durante la sessione USA, che questa volta in apertura premia Bitcoin e soprattutto Ethereum, con Solana che è l’unica delle top in leggera flessione. Un buono spunto che arriva dopo dati sulla disoccupazione che in realtà sono stati ritenuti meno importanti di quelli sui nuovi posti di lavoro. Un entusiasmo che dovrà però essere confermato anche dal resto della sessione.
Un’apertura che ha forse sorpreso molti, con le prime concrete avvisaglie di una difficoltà del mondo AI, con lo storico investitore Michael Burry che ha parlato di inizio della fine mentre aumenta le sue posizioni short. Sul fronte azionario crypto invece il sentiment, almeno tra i grandi investitori, sembrerebbe essere contrario. Cathie Wood continua a comprare un’azione in particolare, probabilmente noncurante dei minimi che si avvicinano.
Disoccupazione più bassa delle aspettative, ma la probabilità di aumenti dei tassi è in calo
La prima sorpresa, se vogliamo, della giornata è questa. Nonostante i dati sulla disoccupazione siano più bassi del previsto, i mercati ritengono ora inferiori (almeno rispetto a ieri) le possibilità di aumento dei tassi di interesse sul breve periodo. In particolare, dopo la pubblicazione dei dati, si è passati da poco meno del 30% per l’ipotesi aumento al 20% scarso.
A condizionare le aspettative dei mercati sui tassi ci sono sicuramente i dati non brillanti riguardanti la creazione di nuovi posti di lavoro.
Dati che sono la metà delle aspettative e che fanno sommati alle importanti revisioni che riguardano i mesi precedenti. Il mercato del lavoro, per intenderci, è in salute, ma non così forte da permettere qualunque tipo di politica monetaria eccessivamente hawkish a Federal Reserve.
La situazione sui mercati tradizionali
Apre bene Apple, a quasi il +2%, mentre rimane stabile Google, nonostante la conferma della multa record in Europa. Nvidia statica, mentre Palantir (+5%), Oracle (+1,93%) e Micron (+1,3%) testimoniano come la partita AI non si sia ancora chiusa, nonostante gli attacchi ormai frontali del più grande shorter di sempre, ovvero Michael Burry.
Soltanto lo scorso martedì lo storico investitore ritratto in The Big Short ha infatti parlato di inizio della fine per il ciclo AI. Non che i mercati fino a oggi gli abbiano dato granché ragione, ma rimarrà uno dei temi più forti di queste settimane.
Male invece Meta, con i mercati che forse non hanno gradito l’annuncio della nascita di un servizio cloud, ancora però da confermare.
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