Sta aumentando il flusso di trasferimenti in Bitcoin all’interno degli exchange centralizzati, e a seconda dell’angolazione da cui scegliamo di leggere questo dato, possiamo interpretarlo in modo positivo oppure negativo. Tecnicamente in bull market capita spesso di vedere depositi crescenti sui CEX man mano che i prezzi salgono, ma in questo momento la situazione – visto il contesto in cui si trova il mondo crypto – potrebbe essere diversa.
Per onestà intellettuale, e per rispetto di voi che ci leggete, dobbiamo fare innanzitutto un breve disclaimer: così come questa testata ha sempre rigettato la teoria del supply shock di Bitcoin quando le riserve degli exchange erano in calo, anche in questo caso vi facciamo notare come un incremento delle riserve non sia da intendersi come un eccesso particolarmente pericoloso dell’offerta. Ad ogni modo, seguendo le dinamiche dei flussi, possiamo comunque provare a capire quali saranno le possibili implicazioni sui prezzi nel breve/medio termine.
Bitcoin: i flussi verso gli exchange scandiscono le fasi del ciclo
In genere nella dottrina dell’analisi on-chain siamo abituati a concepire i depositi di Bitcoin sugli exchange come un evento bearish, mentre consideriamo i prelievi dalle piattaforme di scambio come qualcosa di bullish. Questa relazione è generalmente vera, in quanto nella maggior parte dei casi si deposita su CEX per vendere e si preleva per accumulare, ma c’è anche da contestualizzare il ritmo e il timing in cui questi flussi si verificano rispetto alla fase di mercato in cui ci troviamo.
Se prendiamo infatti la metrica dei volumi di trasferimento giornalieri verso gli exchange, e applichiamo una media mobile a 7 periodi, possiamo notare come in bull market si tenda a osservare un aumento progressivo dei depositi. Al contrario, nelle fasi ribassiste l’intensità di questi movimenti tende a ridursi, riflettendo una minore propensione alla presa di profitto degli investitori nelle piattaforme di trading.
In tutti e tre i top locali dell’ultimo ciclo (marzo 2024, novembre 2024 e ottobre 2025) c’è stato infatti un grande spike nel volume di trasferimento, mentre ora che i prezzi di Bitcoin sono crollati di oltre il -50% dai massimi, la media dei depositi è scivolata recentemente al valore più basso degli ultimi 2 anni.

C’è ovviamente molto rumore di fondo in questo grafico, con picchi sia da un lato che dall’altro (influenzati anche da possibili spostamenti e riorganizzazioni interne dei CEX, non etichettati come tali) ma in generale il trend sembra chiaro: i depositi aumentano volumetricamente in bull market e diminuiscono in bear.
La variazione del saldo netto degli exchange: media a 30 giorni
Non è tuttavia solo una questione relegata ai depositi in Bitcoin sugli exchange: anche i prelievi seguono la stessa tendenza. Se prendiamo infatti in esame la metrica “BTC: Exchange Net Position Change”, che mette in mostra la variazione netta a 30 giorni del saldo aggregato (in USD) degli exchange centralizzati, possiamo notare come durante le fasi rialziste prevalgano i depositi, mentre in quelle ribassiste i prelievi.
Il ragionamento di base è lo stesso che abbiamo visto poco fa: in bull market i flussi verso gli exchange tendono a crescere perché l’aumento dei prezzi incentiva gli utenti a spostare parte delle proprie holdings per vendere, mentre in bear market ci sono generalmente più deflussi, con molti investitori che approfittano degli sconti per accumulare su wallet privati.
Dal grafico si vede molto chiaramente infatti come fino ad ottobre 2025 il Net Position Change sia stato prettamente positivo, seppur con inflow sempre meno intensi con l’avvicinarsi al top del ciclo. Invece da novembre in poi c’è stata una predominanza di deflussi (dato influenzato anche dal più basso controvalore della moneta), con solo qualche breve pausa durante i momenti di rimbalzo.

A oggi, l’indicatore è appena tornato in verde con 9 miliardi di dollari in positivo nei movimenti aggregati degli ultimi 30 giorni. È probabilmente ancora troppo presto per fare delle previsioni, ma possiamo già iniziare a formulare delle ipotesi in merito a quanto sta accadendo sulle borse di scambio.
Riserve Bitcoin in aumento sugli exchange da maggio: segnale bullish o bearish?
La chart di cui sopra è tornata in verde proprio perché il bilancio di Bitcoin sugli exchange è cresciuto negli ultimi 30 giorni. Più nello specifico, dal 6 maggio, giorno in cui BTC veniva scambiato a $81.000 – livello identificato come soglia chiave per il ritorno in bull market – le riserve sono aumentate di ben 100.000 monete.
Nel frattempo però, i prezzi della criptovaluta sono scesi di circa il -22%, arrivando ad estendere il ribasso addirittura al -28% negli ultimi giorni di giugno. Il pattern è simile a quello registrato durante il dump di febbraio, quando anche in quel caso si osservava un aumento delle riserve in concomitanza con un calo di prezzo.
Da qui possiamo intuire dunque che questi movimenti, a differenza di quanto avveniva nelle fasi bull tra il 2024 e il 2025, non sono così positivi come sembrano. Si tratta infatti di flussi che rispecchiano il clima di panic selling che è emerso recentemente tra gli investitori a breve termine di Bitcoin, piuttosto che una lunga serie di prese di profitto organiche e disciplinate.

Vi facciamo notare anche come il bilancio complessivo attuale degli exchange, a circa 3,3 milioni di Bitcoin, sia più o meno lo stesso di quello registrato ad agosto 2025, segno che da quel momento fino a oggi, si sono susseguiti diversi movimenti in entrata e in uscita. In ogni caso, le riserve sono le stesse di 11 mesi fa, ma i prezzi di BTC sono di gran lunga inferiori. Alla faccia di chi a fine anno chiamava la fuga dagli exchange come un catalizzatore bullish per il mercato.
Cosa aspettarsi ora? Ci sarà da capire come reagiranno i prezzi, e se Bitcoin riuscirà a recuperare determinati livelli chiave per invertire la struttura di breve termine, senza che si inneschi una spinta da parte dell’offerta. Per il momento, almeno guardando solo il trend dei flussi, il quadro sembra pendere a favore degli scenari ribassisti.
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