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Hyperliquid balene vendono HYPE crypto

Hyperliquid: le balene scaricano milioni di dollari di $HYPE. I dati onchain però non raccontano tutto

Le balene non sono più interessate a Hyperliquid. Almeno, questo è ciò che sembra a prima vista.
Hyperliquid balene vendono HYPE crypto

Sono giorni che su X gli analisti non fanno altro che parlare della presunta attività frenetica delle balene, le quali avrebbero venduto enormi quantità di $HYPE sul mercato, facendo crollare il prezzo della criptovaluta. I dati della blockchain di Hyperliquid sono pubblici, e da essi possiamo effettivamente constatare come tali operazioni incriminanti siano avvenute realmente nel corso dell’ultima settimana.

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Si è parlato di scarico delle grandi istituzioni: grandi società come Multicoin Capital, Selini Capital, Paradigm e a16z – tutte entità che in passato avevano acquistato e messo in staking su Hyperliquid ingenti quantità di $HYPE – ora si sarebbero attivate per smobilitare i propri investimenti multimilionari. C’è però un dettaglio, non secondario, che in pochi hanno avuto l’onestà di riportare nei loro tweet su X.

Le balene vendono tutto: l’interesse per $HYPE è finito?

Tutto è iniziato il 21 luglio, giorno in cui lo storico fondo di investimento Multicoin Capital, gestito da Kyle Samani e Tushar Jain, ha effettuato una richiesta di unstaking sul protocollo Hyperliquid, avviando le procedure per il prelievo di 1,97 milioni di token $HYPE, valutati circa 120 milioni di dollari ai prezzi di mercato di quel momento. Da allora fino a oggi, la moneta ha perso il 13,5% del proprio valore, influenzata probabilmente anche da questa narrativa ribassista.

Nei giorni seguenti sono giunti all’attacco anche gli altri grandi fondi VC, con Selini Capital, Paradigm e a16z che hanno anch’essi prelevato porzioni consistenti di $HYPE dallo staking e spostato successivamente tali fondi su exchange o nuovi indirizzi, apparentemente pronti a scaricare le proprie bags. Solo Paradigm ha ritirato 2,92 milioni di $HYPE, per poi spostare gli asset in parte su HyperEVM e in parte su FalconX per operazioni OTC.

Unstake di Paradigm su Hyperliquid

Dunque, nel complesso queste grosse balene – che fino a poco tempo fa si erano dichiarate bullish sull’ecosistema Hyperliquid – hanno di colpo prelevato centinaia di milioni di dollari dell’asset nativo del progetto. Per i meno attenti questa è stata la prova provata (con le tx confermate anche on-chain) di una fuga di massa e della perdita totale dell’interesse da parte delle istituzioni verso il perpetual DEX.

I più bravi invece avranno notato che forse non tutte queste operazioni sono concretamente riconducibili a vere e proprie vendite, e che magari rientrano in strategie di investimento più complesse.

Il fondatore di Selini Capital fa chiarezza: “non stiamo vendendo Hyperliquid”

Jordi Alexander, fondatore e CEO di Selini Capital, visto il FUD che iniziava a circolare tra la comunità di Hyperliquid, ha scelto saggiamente di intervenire su X per spiegare cosa stesse succedendo dietro le quinte della blockchain. La sua società, nei giorni precedenti, aveva ritirato dallo staking circa 504.000 $HYPE, per un valore di circa 30 milioni di dollari al momento dell’operazione, di cui una grossa parte è stata poi depositata sull’exchange OKX.

In un breve post Alexander ha affermato che il suo team non stava “slamming the books with this block”, ossia, tradotto in italiano, non stava “colpendo il libro ordini con questo blocco”. Un’espressione per far intendere che il fondo non era intenzionato a vendere $HYPE, ma a utilizzare il token come liquidità per favorire una vasta gamma di strategie differenti.

Proseguendo ha infatti spiegato che gli $HYPE prelevati servono come base per strategie di liquidity providing (LP), arbitraggio cross-market, bidding OTC e altre molteplici operazioni. Il CEO di Selini Capital ha anche detto che, secondo il suo parere, anche i colleghi Paradigm e Multicoin stavano facendo più o meno la stessa cosa.

Jordi Alexander spiega la natura dell’unstake di Selini Capital su Hyperliquid

Ciò che vediamo on-chain non è sempre la realtà delle cose

Purtroppo noi utenti retail siamo spesso attratti dall’idea di sbirciare nei portafogli delle balene e leggere le loro operazioni più recenti, ma non siamo ancora sufficientemente in grado di capire che ciò che avviene su un singolo indirizzo potrebbe essere solo una minima parte di una strategia a più gambe.

Se una balena va short su Hyperliquid con una size importante, non è detto che il suo bias e la direzione complessiva del portafoglio siano improntati al ribasso. La stessa potrebbe infatti avere un altro indirizzo – potenzialmente non noto pubblicamente – in cui è long dello stesso valore nozionale, o magari con una size ancora maggiore, costruendo di fatto una posizione delta neutrale o addirittura net long.

Allo stesso modo ci possono essere mille incastri più complessi che includono coperture con le opzioni, strategie di arbitraggio tra funding rate opposti, o posizioni di liquidità su pool DeFi. Insomma, il punto – come spesso ripetiamo in questo giornale – è che l’attività delle balene va letta in maniera aggregata, considerando metriche come flussi e numero di indirizzi, e unendo tali informazioni con quello che possiamo leggere sul mercato dei derivati.

In ogni caso, non sarebbe sufficiente per capire con certezza dove si stanno muovendo i grandi investitori, ma rappresenta comunque un approccio più onesto che ci può aiutare a restituire una lettura realistica dei dati on-chain, evitando interpretazioni frettolose dei newbies.

Conclusione: qual è l’outlook in cui si muove Hyperliquid?

In realtà la piattaforma Hyperliquid e il suo token $HYPE si stanno muovendo piuttosto bene nel medio periodo. Il DEX continua a consolidare il suo dominio nel mondo dei perps, arrivando anche a lanciare nuove funzionalità. Il token $HYPE mantiene ancora una quota economica enorme nello staking, con oltre 430 milioni di monete delegate ai vari validatori nel network.

Il problema per cui il token ha registrato un ribasso nel mese di luglio deriva dal fatto che la piattaforma ha visto un lieve calo dei volumi rispetto agli ultimi mesi, il che ha portato a una riduzione delle revenue (sebbene il protocollo rimanga uno dei più redditizi di tutto lo spazio crypto). Nel frattempo nei derivati l’open interest è leggermente sceso dal massimo storico di giugno, evidenziando come magari qualche investitore inizia a prendere profitto dopo una grande corsa al rialzo.

Non ci sono però segnali di “disinteressamento”, né di scarichi coordinati da parte delle istituzioni. Hyperliquid rimane una delle venue più liquide per fare trading di crypto e azioni 24/7 in un ambiente permissionless, e questa resta ancora oggi una delle sue armi migliori.

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