La tokenizzazione made in BlackRock raggiunge anche i mercati europei. Sei diversi fondi del gruppo guidato da Larry Fink saranno infatti disponibili anche in forma tokenizzata su Ethereum, ricorrendo al sostegno tecnico di Kinexys, la divisione blockchain di J.P. Morgan. Nel complesso i fondi tokenizzati hanno una capitalizzazione di circa 300 miliardi di dollari.
Si tratterà comunque di un regime con doppio registro. Le operazioni iscritte sulla blockchain conviveranno e saranno riconciliate con i registri classici. La partecipazione sarà mediante whitelist, ovvero riservata soltanto a determinati soggetti. Tra questi movimenti e lo sbarco in DeFi rimane pertanto una distanza che per il momento, anche per questioni regolamentari, è incolmabile.
Il lancio di oggi rappresenta un’importante evoluzione riguardante la modalità di accesso e gestione del cash da parte degli investitori, che aiuterà la struttura dei mercati di capitale ad ammodernarsi.
Questo è il parere di Beccy Milchem, che è Global Head of Cash Distribution per BlackRock, così come riportato da Decrypt.
Non per i clienti retail e non in Italia
Le due note stonate per chi si stava facendo prendere dall’entusiasmo riguardano la clientela (nessun accesso per i retail) e le limitazioni geografiche. Secondo quanto riportato dallo stesso ufficio stampa infatti, i prodotti saranno disponibili per ora alle Bermuda, in Estonia, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Singapore, Spagna, Svezia e Regno Unito. Non vi è traccia dell’Italia.
Si tratta comunque dell’ennesimo sforzo di BlackRock nel mondo dei fondi tokenizzati. Dopo aver lanciato $BUIDL, proprio ieri il gigante della gestione ha avviato altri due fondi tokenizzati sul mercato degli Stati Uniti. Un cammino generale dei mercati verso quantomeno l’affiancamento tra soluzioni tradizionali e su blockchain, del quale BlackRock è tra le principali proponenti.
Per il gigante guidato da Larry Fink si tratta in primo luogo di una questione di efficienza: i capitali onchain si muovono più rapidamente, i registri sono più semplici da mantenere e viene ridotto il processo di settlement e clearance che funziona ancora su infrastrutture del secolo scorso.
Con ogni probabilità non solo BlackRock, ma anche altri gestori di questa portata continueranno a spingere in modo importante sul trend, sia con soluzioni su blockchain pubbliche, sia ricorrendo a quanto offerto da soluzioni private.
Sarà questo uno degli scontri più importanti: blockchain pubblica, anche se con i paletti di cui sopra, oppure infrastrutture completamente private. Per ora i grandi operatori non sembrano aver preso ancora una decisione. Multichain, fino a quando non ci saranno segnali più chiari.
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