Home / “Il dollaro rischia di perdere il suo status”: parla Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, che terrorizza Washington

Jamie Dimon

“Il dollaro rischia di perdere il suo status”: parla Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, che terrorizza Washington

Jamie Dimon parla di rischi enormi per il dollaro e per il suo "exorbitant priviledge".
Jamie Dimon

Il CEO di JPMorgan Jamie Dimon ha lanciato un nuovo allarme sull’economia globale. Questa volta però non ha previsto un crollo dei mercati o il rischio di esplosione di questa o quella bolla, ma la fine del dollaro USA come valuta di riserva mondiale. E ha dato anche un orizzonte temporale: se non saranno presi provvedimenti entro 25 anni USD non sarà più in grado di svolgere il ruolo che il mondo gli ha affidato da più di 100 anni.

OKX ha per te l’8% di cashback sui versamenti e altri 200€ di bonus. Iscriviti da questo link e segui le istruzioni per ottenere i bonus.

Sarà una questione che vedrà incrociarsi problemi di carattere militare e problemi di carattere economico, con entrambi i fattori che – almeno nella lettura di Jamie Dimon – giocheranno un ruolo fondamentale. All’interno della breve analisi di Dimon c’è anche altro, perché non è detto che ci sarà un’altra valuta in grado di sostituire il dollaro USA in questo suo ruolo.

Se nei prossimi 25 anni…

Non sappiamo perché Jamie Dimon abbia scelto un orizzonte temporale così preciso e anomalo. 25 anni, un periodo relativamente lungo e che segnala la possibilità che il dominio del dollaro sullo scenario mondiale non finisca con un botto, ma con una lenta perdita di status.

Se non saremo in 25 anni la prima potenza militare e la prima potenza economica, non saremo neanche la valuta di riserva globale.

Questo è quanto ha laconicamente affermato in un’intervista con Firing Line di PBS. E ha poi aggiunto:

Il mondo sarà frammentato e sarà molto pericoloso per noi.

Dove con per noi intende appunto gli Stati Uniti d’America. Una frammentazione geopolitica che porterebbe – non è in realtà una teoria soltanto di Jamie Dimon – alla creazione di sfere di influenza che però farebbero venire meno i mercati globalizzati per come li conosciamo.

Per evitare ciò, aggiunge Dimon, non sarà sufficiente essere soltanto di essere la prima potenza mondiale in termini militari ed economici, ma ci sarà anche bisogno di diventare meno dipendenti da importazioni da paesi nemici, come la Cina.

È la “solita” previsione di Jamie Dimon?

Nel corso degli ultimi anni e ancora di più negli ultimi mesi, Jamie Dimon ha accelerato con previsioni nefaste prima sul mercato del private credit, poi sulle borse, poi ancora sul mercato del debito pubblico americano e dell’azionario specificamente legato al mondo AI.

Per i più ottimisti sul futuro del dollaro USA come valuta di riserva, quella di oggi sarà rubricata come ennesima sparata bearish da parte del CEO di una delle più importanti banche del pianeta. Chissà però se a Washington qualcuno prenderà per buone le sue parole e avvierà un percorso di miglioramento per salvare lo status del dollaro.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments