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kalshi funding round

Kalshi: 750 milioni di funding round. Si punta a 40 miliardi di capitalizzazione per il prediction market dominante prima della IPO

Un fiume di denaro per Kalshi - il prediction market dominante su scala mondiale.
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Quanto vale il più importante prediction market del mondo? Se il funding round guidato da Sequoia andrà come deve andare, almeno 40 miliardi. Si parla di Kalshi e del tentativo di piazzare altri 750 milioni di dollari in azioni, per quella che è una corsa ai funding che sta coinvolgendo anche il concorrente Polymarket. Nonostante lo status legale ancora incerto di questo tipo di attività, continuano a piovere milioni, e poi forse anche miliardi.

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Questo almeno secondo quanto riporta The Information, che parla di un funding round che vedrà anche la partecipazione di Wellington. Sequoia inoltre è già tra i principali investitori in Kalshi e esprime anche un membro del board.

IPO in vista per il 2027?

Si tratterebbe, nel caso, di uno degli ultimi funding round per uno dei nomi più rappresentativi del mondo prediction market. Un mondo che vede una sorta di duopolio – con tutti i tentativi di scardinarlo che per ora non sono andati a buon fine. Si tratta di investimenti ad alto rischio, perché nonostante queste attività stiano ingrassando tutti gli ingranaggi giusti, devono ancora affrontare un quadro legale poco chiaro negli USA e apertamente ostile in Europa.

Ad ogni modo, sia Kalshi sia Polymarket starebbero adocchiando una possibile IPO nel 2027. Se Kalshi dovesse riuscire ad ottenere il funding da 750 milioni di dollari, arriverebbe a una capitalizzazione complessiva di circa 40 miliardi di dollari.

Un trend che sarebbe dovuto morire, e invece…

In tanti avevano previsto – sbagliando – uno spegnimento del trend che ha reso questi intermediari di opzioni sugli eventi sempre più popolari. Dopo le elezioni presidenziali americane, invece, è stato tutto in discesa. Tra eventi politici e sportivi, i volumi sono cresciuti pressoché costantemente, con una grossa mano che è arrivata anche dall’ultima coppa del mondo di calcio che si è tenuta negli USA, in Messico e in Canada.

Tutto questo – lo ripetiamo – nonostante difficoltà legali importanti in Europa e anche negli States, dove però la copertura politica è più evidente.

Proprio in virtù dello status legale incerto (e apertamente illegale in Italia), la Lazio e Polymarket hanno annullato il contratto di sponsorizzazione che non solo aveva già portato il brand sulle maglie del team laziale, ma che avrebbe dovuto portare nelle casse del club altri 10 milioni di euro.

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