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Binance: dati alle autorità russe per identificare chi ha donato all’Ucraina, secondo Reuters

Binance sotto accusa da parte di Reuters per i dati ceduti alle autorità di Mosca.
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Secondo quanto riportato da Reuters, l’exchange di criptovalute Binance avrebbe fornito alle autorità russe informazioni utili a identificare un cittadino di Mosca, che avrebbe versato circa 700$ a campagne di raccolta fondi ucraine. Binance collabora con le autorità di tutto il mondo, ma tecnicamente sarebbe uscita dal mercato russo nel 2023. Per il momento non ci sono risposte ufficiali da parte dell’exchange. Il condizionale, trattandosi di una notizia non confermata dai diretti interessati, è d’obbligo.

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La questione, se confermata, riaprirà le discussioni sulla sicurezza dei dati che si affidano agli exchange. Di quanta privacy si può oggettivamente godere? Quanto siamo protetti da eventuali attacchi politici, perché di tali si tratta? Cosa possiamo ragionevolmente aspettarci quando le cose, nel Paese in cui viviamo, si mettono male?

Il caso, raccontato da Reuters

Premettiamo di nuovo che si tratta di un reportage di Reuters che per ora non è stato confermato dai diretti interessati. Binance, exchange di criptovalute tecnicamente uscito dal mercato russo nel 2023, avrebbe fornito le generalità di un esperto informatico russo, che avrebbe partecipato a campagne di donazione a favore dell’Ucraina.

Secondo quanto è stato scritto da Reuters, Binance avrebbe fornito dati che confermano il trasferimento, la data di nascita, l’indirizzo, il numero di telefono, e anche il numero di passaporto russo. Al tempo stesso, sarebbe stato fornito l’identificativo del permesso di soggiorno bulgaro di cui era in possesso l’informatico.

Per il momento non ci sono risposte da parte di Binance, che non mancheremo di allegare a questo articolo non appena saranno disponibili.

Un caso nel caso

Tecnicamente Binance sarebbe uscita dal mercato russo nel 2023 e dunque non avrebbe obblighi di legge nel rispondere alle autorità. Non è chiaro dunque come si siano sviluppate le vicende che hanno poi portato l’exchange a rispondere alla richiesta di informazioni da parte delle autorità russe.

Le informazioni sono state già utilizzate all’interno di un procedimento penale e riguarderebbero il periodo che va dal gennaio 2023 al marzo 2024.

L’Ucraina ha fatto affidamento sin dall’inizio del conflitto anche a donazioni via canali crypto, che le hanno permesso di raccogliere capitali relativamente importanti da donatori di tutto il mondo.

in risposta spingere le donazioni ci sarebbe stato, riporta sempre Reuters, in risposta a un appello dell’oppositore del Cremlino in esilio Arkady Babchenko.

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