SEC ha proposto un nuovo regolamento che riguarda gli asset digitali: l’obiettivo è quello di proteggere certi asset e certi investimenti dalle regole sulle security, offrendo così alle aziende e ai protocolli maggiore tranquillità nell’operare. Si tratta del nuovo regolamento che avrebbero dovuto presentare già lo scorso venerdì e che poi invece era stato rimandato.
All’interno c’è anche la regolamentazione per funding e raccolte di capitale tramite criptovalute o tecnologie simili. Per diversi analisti si tratterebbe della risposta di SEC allo stallo sul Clarity Act, intervenendo però su una parte limitata delle questioni delle quali dovrebbe occuparsi la legge. Una legge che è bloccata fuori dal Congresso e che avrà soltanto una piccola finestra in settembre per essere approvata.
Il Congresso aveva scritto le leggi sui contratti di finanziari per amplificare – entro certi limiti – le opportunità per gli imprenditori di innovare e costruire prodotti. Proporre questo framework è un elemento chiave del nostro tentativo di ammodernare le regole e un altro passo della Commissione [SEC, N.d.R.] per riportare negli USA innovazioni legate ai mercati crypto, per le prossime generazioni.
È questo il messaggio di Paul Atkins, commissario di SEC, che accompagna la pubblicazione delle nuove regole.
Cosa c’è di nuovo?
Si tratta di un seguito delle linee guida che furono offerte in via congiunta da SEC e CFTC già a inizio anno. C’è innanzitutto una sorta di sandbox che permetterà ai progetti di offrire fino a 5 milioni di dollari in termini di raccolta di capitale senza che si inneschino gli obblighi imposti dalle leggi sui contratti di investimento del 1933. C’è in aggiunta un’esenzione per i fundraising fino a 75 milioni di dollari.
- Sicurezza sullo stato di security
C’è poi (finalmente) un linguaggio chiaro e una lista di requisiti che permetteranno alle criptovalute di non essere definite security. In tanti ricorderanno l’atteggiamento ondivago di SEC sul tema durante la precedente reggenza, quella di Gary Gensler, che Atkins aveva promesso di rimuovere una volta per tutte.
Ora ci sono dei criteri chiari per non essere definiti security e dunque non aver da rispettare obblighi molto gravosi in termini di registrazione e di comunicazioni al pubblico.
Una mossa quasi tutta politica?
Probabilmente sì. Le agenzie con vertici freschi di nomina da parte dell’esecutivo stanno cercando di sfruttare fino al limite i poteri che la legge gli garantisce, anche al fine di esercitare pressioni sul Congresso e in particolare sul Senato.
Un Senato che è in stallo sul Clarity Act, la legge che dovrebbe andare a normare i mercati crypto negli USA in modo dettagliato e che si riunirà di nuovo soltanto in settembre per cercare di approvare il testo.
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