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La Russia vende ancora oro. Le riserve ai minimi dal 2019 per coprire il deficit della guerra

La Russia vende ancora oro. Mai così in basso le riserve dal 2019, al termine di un grande ciclo di acquisti.
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La Banca Centrale Russa ha venduto ancora oro, secondo i dati diffusi da Bloomberg. Da inizio anno la quantità di oro venduta ammonterebbe a 1,6 milioni di once, con circa 73,2 milioni di once rimaste, il dato più basso dal 2020. Le vendite di oro, in controtendenza rispetto a quanto ad esempio sta facendo la banca centrale cinese, servirebbero anche per far fronte all’importante deficit causato anche dalla guerra in Ucraina.

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Si tratta di un’inversione di trend importante, con la banca centrale russa che era un tempo una delle acquirenti più importanti, per quantità, di oro su scala globale, almeno tra i soggetti istituzionali.

Lo scenario mondiale sull’oro

Il quadro è – al netto di quanto sta facendo la Russia – piuttosto netto. Negli ultimi 4 anni le principali banche centrali del mondo hanno acquistato oro per circa 1.000 tonnellate l’anno, secondo i dati del World Gold Council.

Il dato netto è che – in una situazione di crescente incertezza – le banche centrali stanno facendo ricorso sempre di più a riserve in oro (spesso contro cessioni di titoli di debito esteri) per diversificazione delle riserve e anche come protezione dalle crisi.

È questa una tendenza che è particolarmente accentuata nelle cosiddette economie emergenti. Non solo Cina, ma anche Polonia, Uzbekistan e Kazakhstan.

La Cina ha acquistato a luglio la maggiore quantità di oro da ottobre 2023, segnale che questo tipo di entità si muove senza grossi riguardi per l’andamento del prezzo.

Il caso russo

Il caso dell’oro russo è complicato. La banca centrale era intervenuta, negli anni scorsi, con acquisti tattici volti ad assorbire anche l’estrazione di oro che la Russia aveva e ha problemi a vendere all’estero a causa delle sanzioni.

Dopo essere stata per anni una delle principali acquirenti, la banca centrale russa ha dovuto cambiare direzione. Le difficoltà sono di bilancio. Dai ricavi dal mercato delle materie prime in calo – negli scorsi anni – ai deficit di bilancio dovuti anche all’impegno bellico in Ucraina – sono state diverse le cause delle vendite di oro da parte della banca centrale di Mosca.

Il livello di riserve attuale è il più basso da prima del 2020, segnale che le vendite sono state comunque considerevoli rispetto all’ammontare delle riserve totali.

Le vendite non sembrerebbero però avere un grosso impatto su un mercato dell’oro ringalluzzito dalle problematiche del mercato dei bond. Una questione, se vogliamo, per i mercati più importante dei problemi di bilancio di Mosca.

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