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L’oro vola ancora: futures a 4.500$. Cina ne acquista per 20T, record da ottobre 2023

Oro spinto da Cina e Corea del Sud. Ecco perché è tornato di nuovo intorno ai 4.500$ l'oncia sul mercato dei futures.
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Con i futures sull’oro che hanno superato i 4.500$ l’oncia, ci si è lasciati alle spalle buona parte del sentiment negativo che aveva tormentato la riserva di valore per eccellenza nel corso del secondo trimestre del 2026. Dal 17 luglio l’oro ha guadagnato oltre il 14% – e ci sono altre notizie che stanno contribuendo a un ritorno del bullish sentiment degli investitori.

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Ci sono infatti altre due notizie che arrivano dal Lontano Oriente e che sono un importante segnale: la Cina ha annunciato il più grande acquisto, per luglio, da ottobre 2023. La Corea del Sud invece, dopo 13 anni, è tornata a comprare oro tramite la sua banca centrale.

Cina, acquisto record

Parliamo di numeri diffusi ufficialmente, che in diversi tra gli analisti contestano, perché ritengono che gli acquisti di oro da parte della Banca Centrale cinese siano più importanti. Ad ogni modo, è di numeri ufficiali che dobbiamo parlare – non essendo troppo appassionati di dietrologie.

La Cina ha annunciato, poco più di 48 ore fa, un acquisto da 20 tonnellate di oro per il solo mese di luglio 2026. Si tratta di un acquisto importante per dimensioni, che è il più grande da ottobre 2023. Continua dunque la fase di accumulo di oro da parte delle autorità cinesi, che procede di pari passo con un disimpegno dal debito pubblico USA.

Si tratta, inoltre, del quinto mese successivo che ha visto (rispetto al precedente) un aumento degli acquisti. Per avere una proporzione, a marzo la Cina aveva acquistato “soltanto” 5 tonnellate.

La Corea del Sud torna sul mercato

Anche Seul vuole darsi da fare in termini di posizionamento sul mercato dell’oro e più in generale in termini di cambiamento delle riserve.

La Corea del Sud è tornata infatti ad acquistare oro, qualcosa che non succedeva da almeno 13 anni. Gli acquisti sono avvenuti per ora tramite ETF quotati negli Stati Uniti, e quindi soltanto in termini di esposizione al prezzo dell’oro.

Non è chiaro se ci sia in arrivo una più ampia riconsiderazione dell’intera gestione della cosa: l’oro per ora vale circa l’1,1% delle intere riserve forex del Paese, percentuale che lascerebbe ampio spazio per un ritorno su passi ormai abbandonati da tempo.

Il segnale è però chiaro: siamo in una fase dove tra le poche istituzioni che vendono oro a mercato troviamo soltanto quelle che hanno affrontato dei momenti di grande difficoltà in termini valutari (come è accaduto alla Turchia).

Oro sopra i 4.500$ l’oncia

I dati sull’inflazione USA hanno allontanato la possibilità di aumenti repentini dei tassi negli States e hanno aiutato l’oro a tornare sopra i 4.500$ l’oncia, sul mercato dei futures, mentre lo spot rimane a debita distanza. Sono prezzi che non si vedevano da giugno.

Siamo ancora lontani dai massimi di inizio anno, ma comunque al 14% in più rispetto ai minimi di giugno. Per il resto, l’analisi di Alex Lavarello sull’oro spiega la situazione anche sul piano tecnico.

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