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Rialzo dell'oro

L’oro vola di nuovo, l’argento accelera: cosa stanno organizzando i mercati

Oro e argento recuperano terreno ad agosto, ma restano lontani dai massimi. Petrolio e inflazione USA possono condizionare i movimenti.
Rialzo dell'oro

I metalli preziosi tornano al centro dell’attenzione dopo mesi di correzione profonda e di disinteresse quasi totale degli investitori. L’oro è tornato in positivo da inizio 2026, sorprendendo chi lo aveva rapidamente archiviato dopo la caduta dall’ATH di gennaio a 5.626$ l’oncia. Il quadro resta però tutt’altro che omogeneo, perché l’andamento dei metalli preziosi sta seguendo traiettorie molto diverse tra loro.

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L’oro sorprende chi lo aveva già archiviato

L’oro ha chiuso l’ultima settimana con un rialzo del +7,13%, il migliore da gennaio. Con questo movimento ha toccato il massimo da sette settimane. Attualmente quota 4.400$ e il recupero riporta il future in territorio positivo da inizio 2026, con un +1,35%. Su base mensile il guadagno sale al +6,37%, movimento maturato in larga parte nelle ultime sedute.

Andamento Oro e Argento YTD
Andamento Oro e Argento YTD

L’argento resta indietro ma si muove con più forza

L’argento invece è il vero ritardatario, restando in rosso del -10,14% da inizio anno. Tuttavia sta reagendo con maggiore intensità dell’oro in questa fase di recupero. Il bilancio di agosto lo dimostra chiaramente, con un progresso del +9,55% contro il +6,37% dell’oro. È il comportamento tipico dell’argento, che amplifica i movimenti in entrambe le direzioni. In allegato la panoramica del loro andamento da inizio 2026.

Al prezzo attuale entrambi restano però ben distanti dai loro massimi storici. L’oro è in calo di circa il 21,85%, mentre l’argento registra una discesa maggiore. Dal suo ATH di 120,79$ all’oncia, al prezzo attuale di 64,21$, il calo è del -47,25%.

L’oro consolida sotto la resistenza

Sul grafico weekly abbiamo una panoramica dell’andamento del prezzo dell’oro con una view dall’estate scorsa, dove si può osservare la fase di accelerazione rialzista partita ad agosto, che ha spinto l’oro in una leg up quasi senza soluzione di continuità sino all’ATH a 5.626$ l’oncia a fine gennaio 2026.

Future Oro - weeekly 10 agosto 2026
Future Oro – weekly 10 agosto 2026

Dopo la lunga corsa c’è stata una fase di violenta correzione, poi una ripresa del rialzo e una nuova discesa a marzo, dopo lo scoppio del conflitto Iran-USA. La discesa ha spinto a giugno il prezzo dell’oro a un minimo di 3.955$, fermatosi poco sopra il primo supporto vettoriale dei 3.870$.

Da qui è poi scattata una fase di lateralità sino all’accelerazione della settimana scorsa. Adesso l’oro è a contatto con la resistenza del vettore di breve, che passa in area 4.440$, dove oggi si sta fermando. Un breakout potrebbe poi portare verso la prima resistenza rilevante in area 4.600$, mentre quella principale passa a 4.800$.

Cosa muove il prezzo, il petrolio conta più della Fed

Il motore del rimbalzo non è l’attesa di un taglio dei tassi, come molti tendono a dare per scontato. Il mercato prezza semmai l’ipotesi opposta, ovvero un possibile rialzo della Federal Reserve nella riunione di settembre. A cambiare gli equilibri è stato il petrolio, sceso dopo l’apertura di uno spiraglio negoziale tra Stati Uniti e Iran.

Un greggio più debole raffredda i timori sull’inflazione e riduce le probabilità di una stretta monetaria. È proprio su questo passaggio che l’oro ha ripreso a salire, senza bisogno di alcuna svolta accomodante.

Gli analisti di Commerzbank legano la decisione sui tassi della Fed di settembre esclusivamente all’andamento dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti del 12 agosto. Secondo la banca tedesca la Fed rinuncerà al rialzo soltanto se l’inflazione avrà davvero iniziato a scendere. Il calo però dovrà proseguire anche ad agosto, altrimenti lo scenario cambia di nuovo. Un dato sull’inflazione più caldo delle attese riporterebbe rapidamente le probabilità di stretta verso l’alto, invertendo il movimento in corso sui preziosi.

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