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Il numero magico delle crypto che le borse ignorano: opportunità su titoli massacrati dal bear market?

Sono i volumi a parlare, più del prezzo delle cripto. Per certe aziende valgono più del boom di Bitcoin.

10:47 • Pubblicato 25/08/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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I ricavi degli exchange dipendono in larga parte dai volumi di trading. Per chi guarda al settore azionario legato al mondo crypto, la recente resurrezione del mercato offre un segnale semplice, che potrebbe essere però interessante per posizionamenti di breve e medio periodo, ovvero fino alle prossime trimestrali.

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Sì, parliamo principalmente di $COIN di Coinbase, che potrebbe battere guidance e previsioni degli analisti, proprio in virtù di questo ritorno su volumi assai elevati. Secondo i dati diffusi da The Block, che sono tra i più affidabili, gli scambi sono pressoché raddoppiati, aiutati in parte dal prezzo (vengono calcolati in dollari), in parte invece da ritorno dell’attenzione per un mercato che ha davvero tanto da offrire ora che certe preoccupazioni sono svanite.

I conti in tasca (agli exchange e agli investitori)

Coinbase, in un trimestre da dimenticare (il Q2 che riporta i dati fino a fine giugno) ha affermato con orgoglio che ora solo il 50% circa dei ricavi dipende appunto dai volumi di trading, ovvero dalle commissioni che l’exchange raccoglie dagli scambi degli utenti, per retail o istituzionali che siano.

La percentuale è scesa al 50% sia perché di scambi ce ne sono stati pochi, sia perché servizi accessori invece sono in crescita. Questo rapporto potrebbe cambiare in modo sostanziale durante il prossimo trimestre, ammesso che la corsa di ora tenga.

I volumi degli exchange. Fonte: The Block

Il discorso è relativamente semplice: abbiamo infatti un ritorno su volumi molto elevati rispetto alle medie degli ultimi tre mesi (il grafico di The Block è particolarmente esplicativo), un raddoppio – ci si passi il gioco di parole – che vale doppio perché arriva in anticipo al periodo che tutti attendevano, ovvero quello di ottobre. Ovvero è arrivato nel Q3 invece che nel Q4.

I mercati hanno apprezzato questo ritorno dei volumi, anche se probabilmente per il motivo sbagliato. Negli ultimi 5 giorni di trading le azioni di Coinbase hanno guadagnato il 21%, contro un +30% di Bitcoin e di qualcosa in più di un redivivo Ethereum. È ragionevole pensare che a spingere in alto i prezzi di $COIN siano stati dunque i rialzi in termini di prezzo delle principali criptovalute.

La tesi che vogliamo sostenere qui, e che con il tempo cercheremo di affinare, anche tramite ulteriori interventi, è che i mercati non stanno prezzando correttamente il movimento dei volumi. Coinbase (come gli altri exchange) guadagnerebbe eventualmente anche dalle correzioni. A Coinbase, per dirla in modo più semplice, interessa che le persone facciano trading e non che siano necessariamente in gain le principali criptovalute.

Un’occasione?

Potrebbe essere questo il caso: anche tenendo conto di quanto affermato recentemente da Cathie Wood, che ha parlato di una difficoltà enorme dei mercati nel prezzare aziende disruptive del settore finanziario (e dunque le azioni crypto, principalmente).

Non ci può essere certezza, ma forse è in direzione dei volumi che dobbiamo guardare per un posizionamento ragionato su questo tipo di titoli. Ci si aspettava, in soldoni, un’estate fiacca. E invece sta accadendo tutto il contrario – e non è detto che i mercati abbiano già catturato questo cambio di paradigma.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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