Finalmente si entra nel vivo della questione. Un consorzio bancario e finanziario USA, che include tutti i più grandi nomi, si dice pronto a lanciare la sua stablecoin sul dollaro già nel 2027. Lo riporta Reuters, che conferma la presenza di gruppi quali Goldman Sachs, Citi, Deutsche Bank. L’obiettivo sarà anche quello di offrire al mercato stablecoin non legate al dollaro. Su tutte quelle sull’euro, ma non solo. Il gruppo punta infatti a espandere la sua offerta anche ad altre divise dei paesi del G7, sempre secondo quanto riporta l’agenzia.
Il gruppo era stato annunciato già nell’ottobre 2025, ma da allora non se n’era saputo più nulla. Ora si entra nel vivo, per quella che è una prima ondata di stablecoin legate al mondo bancario. Tra poco dovrebbe arrivare infatti sui mercati anche la prima stablecoin del consorzio europeo Qivalis, al quale partecipano diverse banche italiane.
La corsa delle banche
Sono diverse le motivazioni che stanno spingendo il mondo bancario a entrare in quello delle stablecoin. L’apertura del governo USA a queste tecnologie è di fatto un problema per istituti che vivono (anche) di depositi e che rischiano di vedere capitali dei clienti – soprattutto quelli più giovani – evitare completamente le banche.
Le risposte sono state diverse: dal tentativo di sabotare l’approvazione del CLARITY Act – a meno che non abbia una limitazione ai rendimenti offerti dagli exchange tramite stablecoin – alla richiesta di valutare anche l’alternativa dei depositi tokenizzati.
C’è poi l’aspetto tecnologico: le blockchain possono aiutare certi tipi di scambi, di traffici e di regolamenti – ed è per questo che nessun gruppo di certe dimensioni può ignorare la tecnologia di cui sopra.
Ad ogni modo, ne sapremo di più a breve, dato che il consorzio di banche punta a offrire la sua prima stablecoin già nel 2027, anche se in ritardo rispetto a Qivalis e mentre soluzioni crypto native hanno già una diffusione notevole.
In Europa si arriverà prima?
Sì. Il consorzio Qivalis vede già la partecipazione di 37 diverse banche e dovrebbe fare il suo debutto sui mercati entro la fine del 2026. Ciascuna delle banche partecipanti al consorzio avrà poi potere di includere le stablecoin così prodotte nei servizi che preferisce.
Saranno prodotti che competeranno, almeno sul mercato dei pagamenti, anche con l’eventuale euro digitale, che però non dovrebbe vedere la luce prima del 2029.
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