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Elon Musk twitta contro Vitalik Buterin… motivo? Dogecoin!

Vitalik Buterin, in un lungo approfondimento sul suo sito internet personale ha messo nero su bianco quello che tutti gli specialisti di blockchain e di criptovalute sanno: quanto Musk afferma sulle evoluzioni necessarie di Dogecoin è una boutade, che renderebbe il protocollo meno sicuro e più centralizzato.

La risposta di Musk, che ormai utilizza i meme come unico strumento per comunicare con il resto del mondo, non è tardata ad arrivare. Scherzosa, come sempre è nello stile del CEO di Tesla, ma che aggiunge davvero pochissimo alla discussione.

Secondo i tecnici, è Buterin a portare a casa la vittoria

Un tweet che, come ormai spesso accade nel mondo di Doge e più in generale delle criptovalute, ha contribuito ad un mini spike del token, che ora naviga abbondantemente sopra quota 0,30$.

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Una locandina di Lo Squalo, riveduta e corretta

Il meme non è dei più nuovi, dato che circola su internet da tempo e ritrae Doge nella posizione dello squalo nella locandina dell’omonimo film. Con una frase di incoraggiamento per il futuro di Doge in sostituzione del Dollaro USA.

Lui ha paura di…

Con la locandina che riporta “non userai mai più il dollaro”. Un meme divertente, che però non attacca nulla della solidissima posizione di Vitalik Buterin – il leader del progetto Ethereum, in risposta alla boutade di Musk di qualche giorno fa, quando aveva richiesto a gran voce un Doge con 10 volte la velocità di iscrizione dei blocchi, 10 volte lo spazio ad 1 centesimo delle commissioni attuali.

Una visione del futuro di Doge che, come viene ampiamente contestato da Buterin, potrebbe essere quanto di più lontano c’è dalle caratteristiche di una buona blockchain, ovvero decentralizzazione e sicurezza.

È di importanza cruciale la possibilità da parte degli utenti di poter far girare un nodo e di avere una cultura dove far girare i nodi è un’attività comune, per la decentralizzazione della blockchain.

Questo è il discorso centrale del lunghissimo post di Buterin, che da personaggio leader del settore anche tecnico della blockchain e delle criptovalute, ha sentito il bisogno di correggere quanto Musk aveva affermato negli ultimi giorni.

No, Doge non potrà scalare come desiderato da Musk

E in questo siamo più che d’accordo con quanto affermato da Buterin e con chi sostiene da sempre che la sicurezza di una blockchain, a prescindere dal protocollo da validazione che si andrà a scegliere, dipende in larghissima parte dal numero di nodi completi che sostengono il network. Cosa per la quale non si può intervenire semplicemente sul codice, perché come fa notare Vitalik ci sono dei limiti importanti in termini di potenza di calcolo, banda e storage.

Sono problemi che potranno essere superati dalla tecnologia e con l’inevitabile progresso dell’hardware, che permetterà sempre a più persone di poter far girare, senza colpo ferire, il proprio nodo.

Per adesso, i limiti che Musk aveva indicato qualche giorno fa, rimangono pura fantascienza. Non potranno essere raggiunti se non con costi enormi per la sicurezza e la decentralizzazione del network. Cosa che dubitiamo gli sviluppatori e gli appassionati di Dogecoin vogliano fare.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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