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CONSOB blocca Binance? A VISA e Mastercard non interessa!

Visa e Mastercard si schierano dalla parte di Binance, rinunciando a prendere provvedimenti come quelli che abbiamo visto mettere in atto da Santander e Barclays nel Regno Unito nei confronti del popolarissimo exchange.

I due processor di pagamenti più importanti al mondo hanno deciso di non interrompere in alcun modo la possibilità, da parte dei clienti, di effettuare pagamenti verso gli account di Binance allo scopo di acquistare criptovalute. Una mossa che porta un po’ di sereno su una settimana da incubo per l’intermediario, che oggi ha dovuto anche fronteggiare un comunicato di CONSOB a riguardo.

VISA MASTERCARD e BINANCE - approfondimento di Criptovaluta.it
Visa e Mastercard danno l’ok a Binance per proseguire: non verranno bloccati i pagamenti

Un’ottima notizia per Binance, che comunque dubitiamo resterà con le mani in mano ad aspettare che i regolatori lo rendano de facto irraggiungibile nelle principali economie del mondo. Una situazione che, almeno a nostro avviso, potrà evolversi in una sola direzione.

VISA e Mastercard: “Monitoriamo la situazione, ma per ora tutto in ordine

Tanto VISA quanto Mastercard hanno dichiarato pubblicamente di seguire molto da vicino le evoluzioni dei rapporti tra Binance e i regolatori dei mercati di tutto il mondo. Giappone, Regno Unito, ma non solo.

Oggi si è aggiunta anche l’Italia, tramite uno stringatissimo comunicato di CONSOB, che ha sottolineato come Binance non sia in realtà in possesso di una licenza per operare in Europa, in particolare per quanto riguarda i prodotti a leva come i futures e i derivati, nonché per gli stock token, token che rappresentano azioni di aziende quali AppleMicrosoft e MicroStrategy.

Una situazione che si sta facendo complicata per Binance, che rimane l’exchange con i volumi più alti scambiati al mondo, in particolare proprio su questo tipo di prodotti. Dopo la presa di posizione di Barclays e Santander nella sua divisione britannica, che hanno entrambe deciso di bloccare i trasferimenti di denaro dei propri clienti verso l’exchange, si era temuto per il peggio. Perché questo poi ha portato alla sospensione dei bonifici SEPA su tutta la piattaforma, anche per noi italiani, lasciando di fatto come unica modalità di accesso le carte di credito e di debito.

Una chiusura dei canali da parte di VISA e di Mastercard avrebbe decretato praticamente la sospensione delle operazioni per l’exchange, almeno in termini di ponte tra fiat currencies e criptovalute. Pericolo scampato, con la prima, VISA, che ricordiamo ai nostri lettori avere anche un accordo con lo stesso Binance per l’emissione di carte di debito che permettano di spendere proprio criptovalute.

Una precisazione su CONSOB e Binance

Mentre tanti colleghi si affannano a parlare di ban, in realtà CONSOB ha utilizzato lo strumento più soft tra quelli che ha effettivamente a disposizione. Per chi vive in Italia non c’è alcun tipo di problema a continuare ad utilizzare Binance, che rimane perfettamente legale almeno dal lato del cliente.

Difficile immaginarsi per ora che CONSOB integri l’annuncio con qualche decisione operativa, che pur sarebbe nelle sue possibilità. Quello che ci viene da pensare è che se non lo ha fatto fino ad adesso, ci sarà del tempo prima che se ne torni a parlare.

La strada obbligata di Binance verso la regolamentazione

Con ogni probabilità Binance dovrà, almeno parzialmente, piegarsi alle volontà dei regolatori. Dovrà ottenere delle licenze in Europa, in UK e anche in Giappone – anche se pur in quel caso rimane difficile che possano essere consentiti scambi a leva fino a 100x.

CZ, tramite un tweet ironico di qualche giorno fa, aveva già fatto intendere che la società era su quella strada – e dato l’enorme capitale accumulato nel corso dell’ultimo anno, non riteniamo impossibile che preferirà acquisire una licenza in qualche paese europeo quantomeno per schermarsi da questo tipo di attacchi.

Sembro già più regolato, vero?

Non vogliamo essere gli ultimi giapponesi di Binance – ma riteniamo che l’exchange abbia comunque un grande potere contrattuale e che, se dovesse giocare correttamente le proprie carte, avrebbe sicuramente spazio negoziale. Per ora comunque tutto tranquillo, senza che ci sia alcun tipo di necessità di fuggire da questo exchange, che rimane accessibile dall’Italia e i cui fondi custoditi per i clienti sono più che al sicuro.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

2 commenti

  1. Ma Coinbase e Kraken ce l’hanno la licenza per operare in Italia?

    • Gianluca Grossi

      Buon pomeriggio Sandro,
      Coinbase e Kraken non vendono prodotti a leva e quindi non se ne devono dotare, almeno per ora.

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