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Chi ha comprato 1,6 miliardi di Bitcoin | Il mistero che ha trasformato il mercato

Il mondo delle criptovalute è interessante anche perché, con le transazioni che sono sotto gli occhi di tutti, c’è molto da immaginare, discutere e speculare. Nelle ultime ore sta tenendo banco il grande ordine, da oltre 1,6 miliardi di dollari, direttamente su Bitcoin, in una mossa strana per diverse combinazioni di fattori.

Chi ha fatto questi acquisti? Perché ha scelto una modalità di acquisto così particolare (e insolita per acquisti di questa entità)? Chi ha comprato una somma così grande di $BTC e per quale scopo?

Acquisto record di Bitcion - analisi di Criptovaluta.it
Chi è stato il fortunato acquirente?

Una mossa che ha innescato la bull run che stiamo cavalcando ancora ora – e che potremmo continuare a sfruttare con l’affidabile crypto-piattaforma eToro (la più usata) – vai qui per aprire il conto virtuale gratuito e con funzionalità illimitate – intermediario con i migliori strumenti di analisi anche per il breve periodo e che ci consente di investire anche in modo automatico.

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1,6 miliardi di Bitcoin: tutti gli elementi del mistero

Ci sono diversi misteri che riguardano questo maxi-acquisto, che soltanto mercoledì scorso aveva creato a mercato una candela verde di enormi proporzioni, tra le altre cose in meno di 5 minuti.

Candela 5 minuti Bitcoin - mercoledì
La candela a 5 minuti ha semplicemente dell’incredibile

Un acquisto corposo, avvenuto su exchange di criptovalute che secondo Coindesk sarebbero legati più da vicino alla Cina – o meglio, che potrebbero continuare a garantire ai cittadini cinesi accesso al mondo di Bitcoin. Ma andiamo con ordine, perché di stranezze legate a questo ordine ce ne sono diverse.

Nessuno compra così tanti Bitcoin in un’unica soluzione

Quando MicroStrategy compra Bitcoin – e prendiamo questa società ad esempio perché è quella che in genere ne acquista per queste quantità (almeno) – non lo fa in un’unica soluzione. Si affida a script che fanno micro-acquisti ripetuti nel tempo. E lo fa per un motivo, ovvero per evitare lo slippage.

Quando piazziamo un ordine da 1,6 miliardi di dollari, andremo a riempire le posizioni di vendita che sono sul book e lo faremo molto rapidamente, prima di arrivare al termine dell’ordine, il prezzo potrebbe salire. Difficile infatti che ci siano soddisfazioni per un ordine di questo tipo a livelli di prezzo molto vicini. E quindi ogni posizione di vendita riempita ci sposta verso la successiva, con l’ultima che potrebbe valere anche sensibilmente di più di quella di apertura. Che è poi quella che si è verificata per il misterioso acquirente di 1,6 miliardi di controvalore in BTC. Un modus operandi molto raro sui mercati.

Che qualcuno si sia voluto liberare dei tanti Tether in portafoglio?

Mercoledì è stato anche il giorno dell’ennesima circolazione di FUD che riguarda Tether – lo stablecoin sulle cui sostanze materiali a copertura del circolante sono in diversi ad avere dubbi. Questo avrebbe potuto innescare, sempre dalla Cina, un dump dello stablecoin a favore di Bitcoin.

Ipotesi molto suggestiva, perché a muoversi potrebbe essere stato un insider con informazioni importanti su Evergrande. Perché per l’appunto è proprio Evergrande uno degli snodi fondamentali della questione: sono in diversi a temere che nel portafoglio di Commercial Papers dichiarati da Tether ci siano azioni o debito di una società che è ancora sull’orlo del fallimento. Anche questa ipotesi però deve essere verificata. E per ora gli elementi per esserne certi mancano tutti.

Cosa c’è di vero e cosa non c’è di vero

Il collegamento con la Cina, per quanto suggestivo, deve essere confermato. E non bastano analisi approssimative degli exchange dove si sarebbe verificato l’ordine – anche questo ancora da dimostrare completamente.

E rimane sul tavolo l’ipotesi che si sia trattato di un investitore istituzionale. Cosa altrettanto possibile, se non fosse che un ingresso così goffo sul mercato è difficile aspettarselo da parte di chi opera sui mercati professionalmente. Difficile dare una risposta, almeno per adesso. Sta di fatto che di acquisti di questa portata se ne vedono di rado – e gli effetti sul prezzo di Bitcoin possono essere anche permanenti, dato che oggi, innescato proprio da quell’acquisto, il coin si conferma sopra i 56.000$.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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