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Bitcoin: scatta la “febbre” in Turchia | Si può comprare BTC in cash!

È mania Bitcoin in Turchia, in un processo fortemente favorito dalla svalutazione incredibile della Lira Turca: così come i turchi erano abituati, più di un ventennio fa, a cambiare le loro lire in marchi o dollari, ora possono farlo fisicamente grazie all’iniziativa di NakitCoins, letteralmente coin in contante, che riprendendo i popolari cambiavalute del paese, vende $BTC in cambio di valute fiat.

Fare di necessità virtù, per una catena che è nata in realtà nel 2018, ma che ha allargato di molto le sue operazioni in questi ultimi difficilissimi mesi per il popolo turco.

Istanbul e Bitcoin - la nostra analisi
Istanbul punta sui bitcoin – e da NakitCoins si possono comprare in contanti

Sì, un altro segnale bullish per Bitcoin, nonostante una giornata fiacca come era lecito attendersi durante il Martin Luther King Day, giornata durante la quale le piazze americane sono chiuse. Possiamo decidere di investire approfittando del prezzo basso con la piattaforma sicura eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratis con FUNZIONALITÀ AL TOP – intermediario unico al mondo per la qualità dei suoi servizi fintech e per la possibilità di accedere ad altre 42+ criptovalute – tutte scelte tra le migliori per prospettiva.

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Bitcoin in cambio di cash: il successo di Nakitcoins

Chi ha visitato la Turchia – e in particolare Istanbul – si sarà reso conto della grande popolarità dei cambiavalute, che sono praticamente ad ogni angolo della strada, anche in zone meno turistiche. Il discorso in questo caso è molto semplice: i turchi sono abituati, anche prima dell’ultima crisi, a risparmiare in valuta straniera.

Questo perché l’inflazione, fatta eccezione per qualche anno dei primi 2000, è stata una costante dell’economia turca. E così via di marchi e di dollari USA, ritenuti al tempo le valute più affidabili e più in grado di resistere contro la svalutazione. Oggi però, anche grazie a NakitCoins le cose sono cambiate. E con l’arrivo di uno shop anche nella centralissima Istiklal Caddesi, il corso che collega Piazza Taksim con Pera, il business si è addirittura moltiplicato.

Il modello è molto semplice: si entra, si paga con qualunque valuta (comprese le lire turche) e si ritirano Bitcoin in cartaceo, ovvero quei paper wallet che abbiamo già visto utilizzare da diverse imprese e iniziative. Semplice, come comprare dollari o ai tempi marchi, nonché molto efficace per una popolazione che ha immediato bisogno di portarsi a casa una valuta solida. In questo caso la più solida di tutte, ovvero Bitcoin. Sempre presso NakitCoins si possono poi acquistare anche altre valute, anche se sembra che sia proprio Bitcoin ad andare letteralmente a ruba.

Tutto questo mentre il paese aspetta la nuova legge sulle criptovalute

Tutto questo mentre l’intero paese aspetta la già anticipata nuova legge sulle criptovalute, nata dopo uno dei più grandi scandali di exchange della storia. Con ogni probabilità, questo è l’avviso delle nostre fonti, si andrà con una legislazione non punitiva delle cripto in quanto tali, ma semplicemente in una maggiore regolamentazione delle riserve degli exchange, che potrebbero trovarsi a depositarle direttamente presso la Banca Centrale a scopo di tutela dei propri utenti.

Sarebbe una prima volta a livello mondiale, cosa che effettivamente non entusiasma i massimalisti di Bitcoin, ma che sarebbe comunque un passo in avanti rispetto al ventilato ban di qualche settimana fa.

Nonostante il rischio che la nuova legge costituisce, continuano nel paese a fiorire exchange, alcuni dei quali, come vi abbiamo raccontato su queste pagine, addirittura sponsorizzati da Mario Balotelli. Un movimento di massa, dove Bitcoin arriva in soccorso nella situazione ideale, ovvero nella più pessima delle declinazioni delle fiat currency. Con buona pace di chi continua a parlare di Bitcoin come nemico dei popoli e degli individui.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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