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Tether resistenza

Paolo Ardoino fa chiarezza su Tether | Sono gli Hedge Fund a shortare

Paolo Ardoino si prende lo spazio di qualche Tweet per togliersi i proverbiali sassolini dalle scarpe. Sassolini pesanti, perché parlano di attacchi frontali da parte di diversi fondi hedge alla tenuta di Tether.

Tenuta che non è stata in discussione neanche durante il mese orribile che ci siamo lasciati alle spalle e che, a scanso di ogni equivoco, è un attacco all’intera industria, innescato per profitto e che ha incontrato una strenua resistenza da parte di Tether.

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I fondi hedge hanno perso: Tether è più solida di quanto…

Di quanto il solido FUD, che ora ha nomi, cognomi e ragioni sociali, vorrebbe far sembrare. La storia, almeno a grandi linee, dovrebbero conoscerla tutti. Tether si è trovato a fronteggiare importanti posizioni ribassiste o short, nella speranza da parte degli hedge fund di vedere un depeg e conseguente corsa ai prelievi che avrebbe innescato u autentico disastro per l’intero comparto.

Solidità tether analisi
Un attacco coordinato in piena regola

Questo ovviamente allo scopo di cavalcare il terrore innescato dal crack di Terra Luna, cercando di affondare il più ricco e liquido protocollo stable presente oggi sul mercato, il cui eventuale crollo avrebbe delle ripercussioni pesanti anche sul mondo di Bitcoin e più in generale sul comparto cripto in quanto tale. Paolo Ardoino ha riassunto quanto avvenuto in una lunga serie di Tweet.

Sono stato sempre trasparente sui tentativi di alcuni fondi hedge di innescare ulteriore panico sul mercato dopo il collasso di Terra Luna. È sembrato sin dalle prime fasi un attacco coordinato, con un’ondata di FUD, eserciti di troll, pagliacci, etc.

Strumenti: perpetual USDT/USD (il vettore d’attacco perfetto, dato che offre una scommessa asimmetrica), vendite spot in short, sbilanciamenti delle pool DeFi. Obiettivo: creare pressione a sufficienza, in termini di miliardi, causando così enormi outlfow e dannggiare Tether e comprare i token ad un prezzo molto più basso.

Questi fondi hedge hanno creduto e hanno aiutato il FUD tipico degli ultimi anni: hanno creduto che Tether non fosse coperto al 100%. Hanno creduto che Tether fosse esposto verso Evergrande. Hanno creduto che Tether avesse 85% di commercial Paper provenienza Cina. […]

Nonostante tutti gli audit di terze parti, la nostra collaborazione con i regolatori, i nostri sforzi aumentati per la trasparenza, il nostro impegno alla riduzione dei commercial paper per muoverci sui bond USA, la nostra capacità di liquidare chi ne facesse richieste… hanno continuato a credere e continuano a suggerire che noi di Tether siamo i cattivi.

Ma come abbiamo sempre detto, Tether ha più del 100% di copertura, non ha mai fallito nella restituzione di capitali e tutti i Tether sono scambiati alla cifra di 1$. In 48 ore abbiamo processato richieste per 7 miliardi (circa il 10% dei nosstri asset totali), qualcosa di impossibile anche per le istituzioni bancarie. In più di u mese abbiamo avuto 16B di liquidazioni (19% delle nostre riserve totali), provando ancora una volta che le nostre operazioni, la nostra nostra infrastruttura bancaria e il nostro team sono solidi e testati anche sotto stress.

Qualcosa che ci eravamo già detti durante la diretta dove Paolo Ardoino è stato nostro ospite dove abbiamo avuto occasione anche di affrontare il tema FUD.

Una lunga intervista che si è chiusa con l’emblematico “Cui Prodest”, ovvero a chi giova tanto FUD? Oggi abbiamo una risposta: i fondi hedge che hanno *shortato** USDT e che ora, per chiudere la posizione, dovranno riacquistarli. Con Paolo Ardoino che si chiede cosa succederà allora.

Tether supera lo stress test più incredibile di sempre

Di questo, anche da parte dei detrattori del progetto, va dato assolutamente merito. Tether ha restituito 19 miliardi di dollari senza battere ciglio in seguito alle richieste da parte dei legittimi proprietari.

Qualcosa che, lo confermerà chi tra di voi conosce il funzionamento del sistema bancario, non sarebbe possibile presso uno qualunque degli istituti bancari che operano su scala globale. E per chi vuole divertirsi a vedere il mondo bruciare, ricordiamo che un eventuale fallimento di Tether avrebbe ripercussioni enormi su tutto il comparto, qualcosa che farebbe apparire il crollo di Terra Luna come una gita di piacere.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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6 commenti

  1. Era prevedibile ragazzi, voi della redazione li leggete i commenti, dico il vero o il falso che dicevo già forse da ottobre o novembre che saremmo entrati in guerra?
    Ma per farci la guerra devono spendere anche loro e rischiare di perdere anche loro e spingere al ribasso anche la old economy, ma per quanto?
    Quest’anno?
    Tutto il prossimo?
    Sicuramente!
    Ma come diceva qualcuno:” tutto ciò che non ti uccide ti rende più forte”
    E noi non molliamo, io non mollo, io non mollo mai e vi seguo perché sono sicuro che anche voi siete della stessa pasta……..e vaffanculo a chi ci vuole male…….

  2. humm sara’….. ma preferisco i busd.

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