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Ethereum: non può competere con Bitcoin! | Non è oro digitale…

Con il merge che si avvicina ci troviamo a dover commentare sempre più pareri che riguardano il futuro dell’ecosistema secondo per capitalizzazione di mercato. E talvolta di dover commentare anche il suo futuro in relazione a Bitcoin.

A parlare questa volta è Arthur Hayes, che in molti tra i nostri lettori ricorderanno come capo di BitMEX e che da qualche tempo sta cercando tra virgolette di riciclarsi come opinionista. L’opinione di questa volta? Che Ethereum non possa in alcun modo rimpiazzare Bitcoin come oro digitale. Un’opinione in realtà molto diffusa tra gli analisti che trova, nelle argomentazioni di Hayes ulteriore forza.

Cosa che non vuol dire che non ci sia un futuro molto interessante per entrambi i progetti. Futuro sul quale potremo puntare anche con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con 100.000$ di capitale virtuale per imparare ad investire – intermediario che ci permette di investire al meglio su tutti i principali progetti del mondo cripto, con un listino che ne contiene già 78+.

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Arthur Hayes vede Bitcoin e Ethereum su due strade differenti

L’opinione può essere di quelle che di primo acchito fanno trasecolare gli appassionati di Ethereum, molti dei quali in cuor loro sognano il sorpasso tecnico, di adozione e di prestigio ai danni di Bitcoin. Un sorpasso che finirebbe per riflettersi anche in termini di valore e dunque di capitalizzazione di mercato.

Non è di questo avviso però Arthur Hayes, che sposa quella che in realtà è opinione diffusa tra chi si approccia a questo mercato tenendo ben distinto Bitcoin dal resto della truppa. Secondo l’ex leader dell’exchange infatti i due progetti hanno missioni ben distinte, e non è detto che sia necessario che l’uno si occupi di fare quello che l’altro fa in modo migliore.

Bitcoin Ethereum oro - analisi
Compito di Ethereum diverso da quello di Bitcoin

Credo che Ethereum stia cercando di risolvere un problema diverso. Non sta provando ad essere moneta. E credo che gli sviluppatori, o qualunque sia il rappresentante della volontà politica di Ethereum, abbia mostrato questo in modo molto chiaro nel 2016, quando hanno salvato le vittime di DAO facendo un hard fork.

Ci si riferisce, in breve, alla vicenda forse definitoria della storia di Ethereum, ovvero quando di seguito al più grande scam della sua breve ma intensa vita il gruppo centrale decise di forkare e di riprendere come se quelle transazioni, a conti fatti, non fossero mai avvenute. Episodio che fu lo stesso che portò alla nascita di Ethereum Classic, che invece ha mantenuto la chain invariata.

ETC, se proprio vogliamo, è la vera valuta Ethereum. Ma nessuno la utilizza. E questo dovrebbe dirci tutto quello che abbiamo bisogno di sapere sul fatto che Ethereum voglia o meno essere moneta, e potrebbe non essere il tasso di inflazione a mostrarci che Ethereum non è moneta. Potrebbero esserci altri compromessi che il sistema dovrà fare, perché il concetto di essere il supercomputer del mondo è in chiaro conflitto con la possibilità di essere moneta immutabile. […] E per questo non credo che Ethereum possa essere oro digitale o moneta del criptoverso.

Posizione molto articolata, che merita sicuramente un approfondimento e che ha il merito, almeno ad opinione di chi vi scrive, di individuare correttamente quello che è stato l’evento più importante che ha separato Ethereum dalla possibilità di affermarsi come catena immutabile di trasmissione e scambio del denaro.

Un’opinione che non mancherà di far discutere

Anche se l’analisi è sotto molto aspetti intelligente e corretta, siamo praticamente sicuri del fatto che non mancherà di innescare qualche polemica. Questo anche perché i sogni di dominio totale piacciono a molti. E tutti o quasi vorrebbero vedere il progetto che amano di più diventare il punto di riferimento di tutti e cento gli aspetti che vengono oggi coperti dal comparto.

Spoiler: non sarà così. Con ogni probabilità si continuerà almeno ad un certo livello verso una specializzazione. Con il ruolo di Bitcoin come network monetario di riferimento e in grado, in quello specifico comparto, di essere incontrastato, che dovrebbe continuare così, come oggi, ad essere inattaccabile.

Bene comunque che si torni a discutere anche di massimi sistemi, dato che i principi e la politica (in senso buono) fanno comunque parte di questo spazio e continueranno a farne parte anche in futuro. Perché non si tratta soltanto di cercare di comporre portafogli di investimenti, di monetizzare delle riprese e di accrescere il patrimonio. Ma anche di cambiare il mondo per come lo conosciamo.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.
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5 commenti

  1. Un anno di applausi 👏 per Gianluca!
    Esatto, qualche mese fa dicevo in un commento che btc non è stato creato perché 4 persone possedessero miliardi in controvalore, ma perché miliardi di persone ne possedessero un controvalore più equo.
    Se volessimo investire solo per denaro potremmo guardare le aziende della canapa negli usa o in Canada o sulle terre rare, andate a vedere i numeri che hanno fatto pre pandemia e che faranno.
    Però, c’è un Però, sono d’accordo con chi dice che tra qui a 5 anni, come è ovvio che sia, alcune cripto avranno in termini percentuali una crescita esponenziale rispetto a btc e eth e la finanza guarda a quello giustamente, dal suo punto di vista.
    Ma poi?
    Quando questo mercato sarà veramente enorme quale sarà la prima moneta mondiale riconosciuta su tutti gli scambi internazionali?
    Shiba ovviamente 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
    Scherzo!
    Bitcoin ragazzi, ed è per questo che dobbiamo adattarci, dobbiamo imparare a combattere questa guerra sul fronte finanziario.
    Mi faccio un applauso da solo va!👏👏👏👏👏👏

  2. Buongiorno a tutto il gruppo. Ciao Giorgio e complimenti come sempre per i tuoi commenti. Anche il Fondo Sovrano Norvegese, uno degli Stati più lungimiranti in assoluto che ha creato un sistema in grado di garantire benessere al Paese per i prossimi cento anni, ha investito una parte del proprio capitale in Bitcoin e questo la dice lunga sul futuro del token che probabilmente sarà come dici tu la prima moneta mondiale, assieme a Euro e Dollaro digitale questo lo aggiungo io perchè queste due monete non spariranno, magari cambieranno nome. I politici corrotti, le lobby bancarie e i vari detrattori di turno dovranno rassegnarsi e fare quello che gli riesce meglio cioè i voltagabbana e allearsi con il sistema Bitcoin. Un segnale importante che ci dice che i cripto asset sono qui per rimanere e quindi anche Bitcoin è arrivato quando Jeff Sprecher ha voluto creare un mercato parallelo al suo attuale NYSE per la commercializzazione delle criptovalute, il progetto Bakkt. A mio avviso è ancora in uno stato embrionale ma dato l’enorme potere di Sprecher penso che lo porterà in futuro ai livelli del più famoso NYSE.
    Buona giornata a tutti e al mitico Gianluca Grossi.

  3. Ma che gli frega a eth di esser oro digitale?!? Avete mai visto un T-rex preoccuparsi di avere le unghie limate bene bene? Avete mai visto una Ferrari preoccuparsi del costo del pane più che della benzina? Un marziano di sapere se a Casalpusterlengo sta piovendo o no? 😀

    Questo post l’ho scritto (anche se non lo penso) solo per Giorgio, lo ammetto XD

    • Bravo Jacopo, stai cominciando a muovere i primi passi in un mondo più vasto, vedrai che tra non molto inizierai a chiamarmi Maestro!😃😃

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