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FTX: SOLO 8 minuti per salvarla! | SBF attacca Elon Musk

Una lettera di scuse. O meglio, una lettera ai propri dipendenti dove Sam Bankman-Fried cerca di spiegare cos’è successo e anche, seppur indirettamente, di ammettere le proprie colpe. Colpe che non sono poche, per una lettera che probabilmente farà arrabbiare più di qualche cliente rimasto invischiato in questa vicenda.

Sì, perché sebbene si tratti di una lettera di scuse ai verso i propri dipendenti, manca ad avviso di molti che l’hanno già letta di quel sincero pentimento. E per altri di quel fermo convincimento di dire la verità dopo essere stato la causa prima del disastro. Un disastro che ora dovranno mettere insieme altri e che, era prevedibile, lo ha reso una sorta di pariah, almeno al di fuori dei circuiti della stampa mainstream.

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Sam Bankman-Fried: la lettera ai dipendenti

Ciao a tutti. Si apre così una relativamente lunga lettera dove Sam Bankman-Fried prova a scusarsi quantomeno con i propri dipendenti. Dipendenti che sono tutti o quasi coinvolti oggi nel Chapter 11, con un lavoro alacre e certosino per recuperare asset, documenti e per aiutare il nuovo CEO a capire come fosse gestito il secondo degli exchange a livello mondiale. Una lunga lettera, che è stata pubblicata da Liz Hoffman su Twitter [NDR: lavora da The Semafor, giornale al quale SBF ha contribuito in modo significativo a livello economico]

Non volevo che accadesse ciò e darei tutto per poter tornare indietro e rifare le cose da capo. Eravate la mia famiglia. L’ho perso e la nostra vecchia casa oggi è un magazzino di monitor vuoto. Quando mi giro, non c’è nessuno con cui parlare. Vi ho deluso e quando le cose hanno iniziato a crollare, non sono stato in grado di comunicare in modo corretto. […]

Una captatio benevolentiae che è il modo in cui, comprensibile, l’ex capo di FTX prova ad aprire la sua lettera, ammettendo alcune delle colpe verso i dipendenti, per poi passare effettivamente all’analisi di quanto accaduto.

1. Il crash di questa ultima primavera ha causato una riduzione del 50% del valore del collaterale. […] 2. Il credito dell’industria che si è prosciugato tutto insieme […] 3. Un crash ad alta correlazione, concentrato a Novembre che ha abbassato il valore del collaterale di un altro 50% in un breve periodo di tempo, con una liquidità quasi nulla bid-side. […] 4. Bank run che è stato innescato dagli stessi attacchi di novembre. 5. La posizione debitoria che era più ampia di quanto fosse visibile per gli admin, a causa di vecchi depositi fiat [verso Alameda, NDR] che sono stati effettuati prima che FTX avesse un conto in banca.

Il riferimento per questa ultima parte è ad una quantità di bonifici importante che arrivò ad Alameda e che poi questa avrebbe dovuto inoltrare a FTX: si trattava dei primi depositi dei clienti, per miliardi di dollari, che furono poi… dimenticati.

SBF dice analisi Elon Musk
Dice SBF

Il caso degli… 8 minuti

La lettera è lì, e tutti hanno la libertà di leggerla e di farsi un’idea. Vogliamo però sottolineare un’altra parte della stessa, dove si parla di offerte per il salvataggio di FTX soltanto 8 minuti dopo che SBF aveva firmato i documenti per il Chapter 11, ovvero la procedura fallimentare controllata che lo ha di fatto estromesso dalla gestione dell’azienda.

Un interesse potenziale nel fornire miliardi di dollari mi è arrivato circa otto minuti dopo aver firmato i documenti per il Chapter 11. Tra quei fondi, i miliardi di collaterale che l’azienda ancora veva e l’interesse che avremmo ricevuto da altri soggetti, credo che probabilmente avremmo potuto restituire valori importanti ai clienti salvando così il business.

Non sappiamo quanto ci sia di vero dietro questa versione dei fatti – e chi crede poco a SBF ne ha ben donde – ma sarà questo uno dei tormentoni per i prossimi mesi. FTX si sarebbe potuta salvare e il Chapter 11 è stato un errore.

Intanto partono attacchi anche a Elon Musk

O meglio, sono stati resi pubblici sempre da The Semafor i messaggi di Elon Musk riguardanti tutto il periodo che ha portato all’acquisizione di Twitter. Messaggi che includono anche diversi tentativi di contatto di SBF con lo stesso, in realtà spinto da più parti e da più soggetti.

L’idea che si vorrebbe far passare è che SBF non fosse stato trattato come un “truffatore”, così come raccontato pubblicamente da Elon Musk. Quello che emerge dai messaggi, che tutti possono leggere per conto proprio, è che erano molte le pressioni e da parte di più possibili intermediari affinché SBF fosse parte dell’accordo.

Accordo che sarebbe stato interessante per SBF anche perché, almeno in una fase iniziale, si parlava della possibilità di utilizzare la blockchain per rendere il social maggiormente decentralizzato. Idea poi abbandonata da Elon Musk per motivi tecnici assai comprensibili. Chi avrà ragione? Chi dice che Elon Musk avrebbe in realtà accettato il coinvolgimento di SBF o lo stesso Musk che afferma di aver avuto il “cazzarometro” a tutta forza quando ha incontrato SBF? Chissà.

Sta di fatto che i 3-5 miliardi che SBF diceva, per interposta persona, di poter offrire per il deal, con il senno di poi, non c’erano. E SBF non deve aver preso granché bene l’attacco di Musk avvenuto in uno space Twitter e dunque pubblicamente. I più complottisti tra i nostri lettori troveranno infatti curioso che tale difesa arrivi proprio da un giornale che SBF finanziava.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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6 commenti

  1. Le dietrologie preferisco lasciarle ai legittimi proprietari. I fatti sono che Sam si è passato I soldi dei clienti dall’exchange ad alamerda senza averne il minimo diritto. Soldi che poi sono spariti e i legittimi proprietari non ti avranno mai. CHI SE NE FOTTE se con quei soldi voleva risanare le casse o salvare il mondo: non poteva farlo per 54 diversi motivi e stop.
    Per il resto c’è la legge. Sebbene io non abbia perso un singolo euro, gli auguro di pagare per tutte le sue colpe – anzi se possibile pagare con un buon APR

    • Hai perfettamente ragione, SBF in prigione, a Guantanamo possibilmente.
      Però io ci vedo un problema più profondo che poi è legato al comportamento impulsivo delle persone.
      Immaginati se io e te con le nostre discussioni potessimo far muovere il mercato in un senso o nell’altro, secondo me ci avrebbero già bannato ovunque, non solo qui su criptovaluta.it, e forse non lo avrebbe nemmeno fatto la redazione ma enti regolatori.
      Non potremmo dire oggi io compro Bitcoin, oppure inizio a comprare Ethereum, oppure tu non potresti dire vendo tutti i miei Ethereum per comprare Solana🤣🤣.
      Soprattutto io non potrei dire, guardate che Jacopo sta usando i risparmi dei suoi zii e cugini per accumulare Ethereum.
      Non so se mi spiego, secondo me questo va rivisto e non può far parte del mondo delle criptovalute che si dichiara ” migliore” della vecchia finanza.

  2. Buongiorno a tutti.
    Premetto che non ho twitter, non lo seguo e forse sbagliando non intendo seguirlo.
    Ma voglio fare una domanda a Gianluca non nelle sue vesti di giornalista ma in quelle di avvocato.
    Teoricamente, dimmi se sbaglio, nella finanza tradizionale, è illegale diffondere notizie su twitter appunto come ha fatto CZ sul tema FTX o come parecchie volte ha fatto Musk su alcune coin?
    Non sarebbe reato di aggiotaggio?
    Quello che voglio dire è, questi signori non potrebbero manipolare il mercato così come fanno a loro piacimento.
    Non so, forse sbaglio.

  3. Esatto, nella domanda c’era già la risposta.
    Ma la regolamentazione deve essere nuova, applicabile a un nuovo mercato, fatto di norme per cui l’investitore è protetto da poche regole ben applicate e soprattutto semplici.
    Manca quello che si chiama il brain storming qui in Italia, manca la lungimiranza.
    Io adoro fare brain storming in azienda, quando c’è un problema chiamo tutti, anche chi fa il lavoro più umile, perché può essere che inaspettatamente dica quella cosa che ti fa schioccare le dita e ti fa accendere la lampadina e di dire soprattutto ” bravo, sei un genio cazzo!!”.
    Ci vogliono le persone competenti nel settore, dai tecnici a quelli che conosco il mercato che affianchino i legislatori.
    Se i miliardari fanno quello che vogliono e i retail subiscono e basta, allora cosa cambia dal vecchio mondo?
    Basta mi fermo perché mi sto già incazzando……

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