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Capo di Mercedes: “Crypto fuori controllo” | Un attacco a Crypto.com e OKX?

Pecunia non olet, dicevano i latini. E quando tale pecunia viene meno, ecco che tutti si trasformano in profeti di sventura. È il caso di Toto Wolff, CEO del team Mercedes-AMG di Formula 1, preoccupato, anzi, terrorizzato dalle possibili conseguenze del crack FTX.

Cosa importa ad un CEO di formula 1 il mondo cripto, direte voi. C’erano sponsorizzazioni, proprio tra Mercedes e FTX, rispondiamo noi. E quanto purtroppo avvenuto non sembra aver lasciato dietro di se una buona reputazione per il mondo cripto.

Mondo cripto che però, almeno in termini di sponsorizzazioni, continua invece a pagare. E a sostenere anche importanti manifestazioni sportive mondiali. Settore che sta cercando di rimettere insieme faticosamente i pezzi dopo il crack e sul quale possiamo investire con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con il top degli strumenti – un intermediario che ci permette di investire su 78+ asset cripto con strumenti fintech avanzati.

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Il capo di Mercedes F1 contro gli operatori cripto

Sarà il senso di colpa per aver scelto un partner non adeguato, sarà quel dono per le profezie che si assume dopo essersi scottati. Sta di fatto che il miliardario austriaco Toto Wolff non sembra averla presa bene. Parliamo del CEO del team Mercedes-AMG Petronas, che non le ha mandate a dire e che ha riportato alla stampa che il crack di FTX potrebbe essere dannoso in realtà per tutta la Formula 1.

Tutti i team hanno sponsor di quel tipo e li ha anche la F1 come organizzazione. E quindi tutti potrebbero essere colpiti.

Con quel tipo crediamo che Wolff si riferisca appunto agli sponsor cripto, che effettivamente sono diversi nel mondo della Formula 1, da Velas con Ferrari fino a OKX con McLaren. Ma forse l’obiettivo vero di Toto Wolff è il più visibile degli sponsor, ovvero Crypto.com, che compare non solo come sponsor in quasi tutte le gare del campionato, ma che ha anche dato il suo nome alla corsa di Miami.

Crypto attacco
L’attacco, seppur indiretto, al resto del circus crypto

Senso di colpa per non avere scelto nel modo giusto o accuse indirette ai grandi del settore? Difficile dirlo. Certo è che Wolff non si sentirà granché bene dopo aver visto liquefarsi uno dei suoi sponsor principali e sentirà anche il bisogno di non apparire come un fesso davanti al mondo.

Cosa è successo esattamente tra FTX e Mercedes?

C’eravamo tanto amati. O meglio, i milioni degli exchange facevano comodo a tutti. E ci sta essere un po’ risentiti quando il proprio sponsor viene meno.

Come primo passo abbiamo sospeso la nostra partnership con FTX. Questo significa che la compagnia non comparirà più sulle nostre auto da corsa e sugli altri asset del brand da questo weekend. Continueremo a monitorare la situazione mentre questa si evolve.

Con Wolff che in realtà ha due cose da farsi perdonare, almeno a suo modo di vedere le cose, presso il grande pubblico. La prima è l’essere stato un forte sostenitore delle tecnologie in blockchain, il secondo quello di essere, dicono dalla regia, un amante delle criptovalute. “FTX sembrava solida”: e ha ragione da vendere, perché in pochi, forse in pochissimi nutrivano dubbi su questo exchange prima che si verificasse quanto si è verificato.

E su questo forse gli si deve dare ragione: sarebbe potuto capitare a tutti. Ma è capitato a FTX. E qui speriamo di chiudere con questa storia, con buona pace di Toto Wolff e di tutti i personaggi coinvolti.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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jacopo
jacopo
2 mesi fa

Prende sempre più piede l’ipotesi che ftx sia stata usata come cavallo di Troia per buttare giù il mondo cripto. Non per vie legali, sarebbe stato troppo uno sporcarsi le nani; per vie subdole. O magari non era nrmmeno un piano precostituitio, ma da quando sono iniziati i casini è stato cavalcato (direzionato?) a puntino. A pensar male, diceva Andreotti… 😀

Beh, mi soiace: siamo ancora qui 🙂

Giorgio
Giorgio
2 mesi fa
Reply to  jacopo

Vero, FTX è stata il cavallo di Troia.
Ma essendo FTX americana ed essendo gli americani notoriamente ignoranti, non hanno considerato che fu Enea, fuggendo da Troia in fiamme a dare origine alla stirpe che poi fondò Roma e il suo successivo impero.

massimo
massimo
2 mesi fa

perfettamente d’accordo. non poteva essere la fed a dare le mazzate, il lavoro sporco l’ha fatto un gruppo di ragazzini della CIA, disconoscibili in qualsiasi momento. e a pensar non male ma peggio, potrebbe trattarsi del secondo attacco all’ecosistema, dopo la distruzione di Luna, evento tutt’altro che limpido le cui responsabilita’ restano ben nascoste. un altro paio di colpi del genere e le cripto diventeranno davvero irrilevanti, come e’ stato detto di recente.

Klaus Marvin
Klaus Marvin
2 mesi fa

Buongiorno a tutto il gruppo. D’accordissimo con Jacopo FTX cavallo di troia o manna dal cielo per i detrattori. Quanto al signor Wolff penso sia preoccupato più per i soldi che non è riuscito a intascare che del fallimento di FTX a quei livelli si fa presto a trovare altri sponsor. Buona giornata.

Ro
Ro
2 mesi fa

“poteva capitare a tutti, ma è capitato a ftx”
Grande cazzata, è capitato a ftx perché il CEO era un truffatore, non per sfortuna