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Crypto: il cattivo del 2022 è Sam Bankman-Fried

Ultimo award per il 2022 di Criptovaluta.it. Ad essere premiato è il cattivo dell’anno, per una competizione serrata in uno dei peggiori anni della storia del comparto cripto. Il vincitore – per plebiscito – è quello che tutti voi vi aspettate, anche se riteniamo che abbia conquistato la palma d’oro, se così vogliamo chiamarla, più per tempistiche del suo fallimento (poche settimane fa) che per meriti oggettivamente superiori agli altri.

Sì, non hanno vinto né Do KwonZu Shu, che pur si sarebbero meritati in altre circostanze la palma… d’oro. Sì, vince Sam Bankman-Fried e per quanto scontata possa essere stata questa competizione, è una buona occasione per discutere di quanto di brutto sia successo nel corso del 2022.

Un 2022 che volge al termine lasciandosi dietro disastri a ripetizione e aprendo la porta ad un 2023 che si spera più positivo. Possiamo investire anche il prossimo anno con eToro, la piattaforma che include anche TRADING AUTOMATICO 1 CLICKvai qui per testarlo GRATIS! – intermediario con licenza e sicuro, con fondi assicurati e separazione tra i conti dei clienti e quelli del broker.

Il cattivo dell’anno è Sam Bankman-Fried

Scontato? Scontato. Sam Bankman-Fried si guadagna l’ultimo e peggiore premio assegnato dai lettori di Criptovaluta.it. Il crack di FTX, che nel giro di 48 ore è passato dall’essere tra i più importanti exchange del mondo a dichiarare fallimento, rimarrà purtroppo negli annali del mondo cripto e Bitcoin.

Un fallimento spettacolare dopo un anno di attività frenetica: investimenti, acquisizioni di società in difficoltà e tanti, tanti incontri con i regolatori di mezzo mondo e in particolare con quelli statunitensi.

fallimento anno 2022
Il voto dei nostri lettori

Poi l’attesa alle Bahamas del suo destino, chiuso in una villa multimilionaria mentre i clienti commentavano inferociti sui social. Poi l’arresto, sempre alle Bahamas, su richiesta degli Stati Uniti, al quale è seguito l’accordo per il ritorno negli USA e conseguente libertà su cauzione mai pagata.

  • L’effetto contagio

L’effetto contagio è di quelli importanti, tra società che avevano capitali presso FTX e società che invece di fronte alla corsa al prelievo degli utenti non sono riuscite a rimanere a galla. Oltre gli ammanchi di FTX diretti, ce ne sono tanti altri ancora da quantificare, che hanno contribuito a rendere il disastro causato da SBF il più sentito dagli utenti, che infatti lo hanno votato in massa.

  • Il racconto che non convince

A indispettire gli utenti anche racconti post-crack che convincono poco, a partire dalla distinzione tra Alameda e FTX che in realtà non è stata mai posta in essere e che invece SBF ha ripetuto essere quasi pienamente operativa.

  • Il rapporto con la politica e la protezione

Anche il trattamento, ritenuto di favore, non ha contribuito alla popolarità del personaggio. Per molti il legame con i piani alti della politica USA ha comportato anche questo, un trattamento di favore che davanti ad accuse così gravi sarebbe venuto meno per forse chiunque altro.

Una parte, importante, della storia di SBF deve essere però ancora scritta, a partire dalle prime udienze in tribunale. C’è chi dice che la farà franca. La realtà adesso è che deve fronteggiare però accuse che possono valergli il carcere a vita.

Gli altri della classifica

Do Kwon è arrive secondo, sebbene con un distacco siderale, nonostante è forse dal crack di Terra Luna che tutto è partito. Do Kwon è ancora in libertà, non pare lo stiano cercando con grande efficacia e non sembra neanche che abbia alcuna intenzione di ammettere alcun tipo di colpa nello spettacolare fallimento che ha travolto prima $UST e poi a catena tutto l’ecosistema.

Al terzo posto Alex Mashinsky di Celsius, che dopo aver rassicurato per settimane gli utenti sulla solidità della sua impresa e sulla sicurezza dei depositi, è finito con i libri in tribunale. Anche qui milioni di dollari degli utenti spariti e investiti alla buona, cosa che durante un bear market di queste proporzioni è stata la ricetta perfetta per il disastro.

Forse avrebbero meritato menzione in tanti altri, a partire dal management di 3AC, per finire su quel Kevin O’Leary che prima ha attirato molti utenti verso FTX e poi ha continuano a sostenere pubblicamente SBF, attirandosi le ire di molti degli utenti dell’ormai defunto exchange.

E voi? Siete d’accordo con la scelta dei nostri lettori e della nostra redazione? Fateci sapere la vostra.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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Giorgio
Giorgio
1 mese fa

Come si fa a non essere d’accordo?
Anche se sarebbe bello sapere cosa è successo davvero, è stato lui con il suo staff a sbagliare?
Hanno fatto investimenti sbagliati?
Hanno truffato consapevolmente?
Come fa un exchange che dovrebbe guadagnare con le commissioni a fallire in questo modo?

jacopo
jacopo
1 mese fa

Sam è di sicuro su un altro piano. Era la mina vagante del mondo crypto. Più andava avanti più poteva far saltare tutto. Tentacoli nella politica, nelle aziende, nei fondi – quasi tutti ci erano cascati.
È una benedizione sia saltato.
Ripeto: UNA MINACCIA DI UN ALTRO LIVELLO.

Klaus Marvin
Klaus Marvin
1 mese fa

Penso che la terza domanda che ha posto Giorgio sia la più azzeccata. Hanno truffato consapevolmente dietro un disegno ben preciso secondo me. Una persona che ha in mano il mondo e manda tutto alle ortiche in questa maniera mi sembra sospetto oppure oltre al premio di cattiveria dovrebbe ricever anche quello per la stupidità. Comunque non era lui il regista ma il tramite, ovviamente secondo il mio modesto parere e non sono solo io a pensare che SBF abbia ancora le spalle molto ben coperte. Intanto Saylor se ne frega di tutte queste vicende e continua ad accumulare Bitcoin, Buona giornata