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Ripple vs SEC: vicinissimi alla fine della causa | oggi il CEO parla da Davos

Da CNBC a Davos: il leader di Ripple, Brad Garlinghouse, è uno dei nomi più popolari di una settimana comunque importante per il mondo cripto, almeno in termini di visibilità. Il CEO di Ripple Labs, prima del suo atteso intervento oggi al World Economic Forum, e precisamente al meeting che si tiene a Davos, ha trovato il tempo di regalare qualche insight ad uno dei canali americani più importanti per l’informazione economica e finanziaria.

E si, hanno parlato del processo che vede il suo progetto/azienda sotto accusa da parte di SEC, per una causa che dovrebbe terminare a breve (ci ha detto anche quando) e che è uno degli ostacoli principali per la diffusione di Ripple anche all’interno degli Stati Uniti d’America.

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Brad Garlinghouse: ancora ottimismo sul processo

Il capo di Ripple ci crede ancora. Nonostante il sentiment degli specialisti sia radicalmente cambiato rispetto a qualche tempo fa, il CEO di Ripple Labs si mostra ottimista alle telecamere di Squawk Box Europe.

Siamo ottiisti sul fatto che la causa terminerà entro il 2023 e, forse, durante la prima metà dell’anno. E vedremo come si evolverà la situazione da qui. Ma mi sento ottimista su quanto è in nostro possesso in termini legali e reali.

Questo in riferimento alla causa, ormai lunga, avviata da SEC con l’accusa, nei confronti di Ripple, di aver venduto titoli finanziari non registrati. Tali titoli finanziari sarebbero ovviamente i token $XRP, che secondo il test di Howey (nell’opinione di SEC) non sarebbero dei semplici token.

Entro il 2023 analisi
Il processo finisce quest’anno. Ma quando?

Ripple ovviamente non è d’accordo, dato che una conclusione del genere si tramuterebbe in multa miliardaria per il gruppo. Multa che potrebbe sicuramente fronteggiare (Ripple Labs è in un buono stato di salute finanziaria) ma che sarebbe pur sempre meglio evitare.

Sempre da Davos oggi Brad Garlinghouse dovrà occupare un palco ben più prestigioso, ovvero quello del WEF Meeting vero e proprio. Un meeting che fa discutere molto gli appassionati di criptovalute, ma che al tempo stesso è teatro e vetrina per progetti come Polygon Matic, Ripple per l’appunto, ma anche Bitcoin grazie alla presenza di Lugano con il suo Plan B.

Quanto è probabile che la causa finisca tra pochissimi mesi?

Fino a qualche settimana fa anche Brad Garlinghouse sembrava essere certo del termine della causa nel giro di pochi mesi. La data che tutti ritenevano come più probabile era quella di marzo, salvo poi ritrattare a causa di ulteriori dibattimenti e schermaglie tra gli avvocati che hanno occupato la fine del 2022.

Si tratterà di un momento importante, per Ripple, ma con ogni probabilità non decisivo, anche se dovesse risultare in una multa, probabilmente più bassa delle (assurde) richieste di SEC. Staremo a vedere come si evolverà la situazione. E per gli appassionati di Ripple l’appuntamento è per oggi pomeriggio, in quel di Davos, dove Garlinghouse prenderà la scena.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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