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Ethereum Foundation staking uscita ETH Vitalik

Ethereum Foundation rimuove dallo staking 49 milioni di dollari: pronta a vendere $ETH?

49 milioni in ETH sono in coda per uscire dallo staking di Ethereum. La Foundation ha esagerato?
Ethereum Foundation staking uscita ETH Vitalik

Sono in corso nuove interessanti operazioni presso la tesoreria dell’Ethereum Foundation. Nel weekend l’ente che si occupa dello sviluppo infrastrutturale della blockchain ha effettuato una transazione di unstake dal valore di ben 49 milioni di dollari in ETH. Si tratta di una cifra relativamente importante, il cui destino però non è stato ancora reso di dominio pubblico.

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In tanti hanno subito ipotizzato che si tratti di un passaggio preliminare a nuove vendite sul mercato, seguendo un po’ lo stesso trend di deal OTC che la Foundation ha messo in atto negli ultimi mesi attraverso i suoi partner istituzionali. Tuttavia, c’è un dettaglio che i più distratti su Crypto Twitter potrebbero non aver ancora colto, e che – in ultima istanza – spiegherebbe la destinazione di questi fondi.

Ethereum Foundation: ancora vendite a Bitmine?

Il primo pensiero, non appena si legge di potenziali vendite da parte dell’Ethereum Foundation, va senza ombra di dubbio a BitMine. La DAT guidata da Tom Lee, veterano di Wall Street e presidente di BitMine Immersion Technologies (BMNR), è infatti tra i soggetti più papabili a voler aumentare le proprie posizioni speculative sul token ether. 

Ad oggi il gruppo detiene poco meno di 5 milioni di ETH, ossia il 4,12% della supply circolante della criptovaluta. Tutti fondi che sono stati acquisiti OTC, tramite operazioni private tra due o più soggetti, in cui in diversi casi la controparte in vendita è stata proprio l’Ethereum Foundation.

L’ultimo acquisto dichiarato è avvenuto appena 3 giorni fa, venerdì 24 aprile, con la finalizzazione dello scambio di 10.000 ETH a un prezzo medio di $2.387. I proventi saranno utilizzati dalla Foundation per finanziare grant e sviluppi dell’ecosistema, mentre BitMine ha subito impegnato in staking l’intera cifra (in realtà anche altri ETH che aveva in cassa) tramite il supporto di Coinbase Prime.

L’obiettivo della DAT è quello di arrivare a una riserva di almeno 6 milioni di coin nei prossimi mesi, con Tom Lee che ha dichiarato apertamente “bear market finito su Ethereum

Ethereum Foundation vende 10.000 ETH a BitMine

Questa volta l’Ethereum Foundation potrebbe muoversi diversamente

Nonostante tutti stiano praticamente dando per scontato il coinvolgimento di BitMine dopo l’unstake di 49 milioni di dollari da parte della Foundation di Ethereum, sembra che questa volta il corso degli eventi si svolgerà in modo tutt’altro che simile. In pochi infatti, tra quelli che non hanno perso tempo a commentare con disdegno l’accaduto, si sono accorti che l’operazione potrebbe essere una diretta conseguenza dello swap bilaterale annunciato pochi giorni fa dall’ente e coordinato dalla presenza di Lido e Mellow.

In particolare, la Foundation aveva avviato un processo di deleveraging dopo il blocco su Aave innescato dall’hack di Kelp DAO. Tramite un accordo privato con i gestori delle piattaforme di liquid staking, aveva convertito 21.269 token aWETH in wstETH, proprio come escamotage per uscire dal protocollo di lending in seguito al raggiungimento del tasso di utilizzo del 100%.

Ethereum Foundation esce dalle proprie posizioni su Aave

Ora, quei token wstETH sono esattamente gli stessi che la Foundation sta rimuovendo dallo staking tramite Lido per completare il suo processo di riduzione del rischio. Si tratterebbe quindi semplicemente di uno step per convertire i token, attualmente in versioni liquid staking, in asset nativi su Ethereum. 

Almeno per questa volta dunque Bitmine non c’entra. E a dire il vero sarebbe stato oltretutto curioso vedere gli ether uscire dallo staking tramite la Foundation, per poi rientrare subito tramite la DAT. Detto ciò, questo non esclude che nelle prossime sessioni potrebbero essere annunciate nuove operazioni di compravendita OTC.

Ethereum Foundation unstake ETH versione Lido
Ethereum Foundation unstake wstETHFonte dati: https://intel.arkm.com

Il vero “problema” dell’unstake di ETH

Sul piano speculativo possiamo tirare un respiro di sollievo: 49 milioni di dollari in ETH non verranno ceduti sul mercato e non contribuiranno a generare pressione di vendita, in un momento in cui il prezzo non è troppo dalla parte degli holders. C’è però forse un tema più delicato da affrontare, che riguarda l’atteggiamento “poco proattivo” dell’Ethereum Foundation nei confronti del suo ecosistema DeFi.

Ciò che infatti risalta all’occhio di chi vi sta scrivendo – e non evidentemente a molti altri pseudo analisti su CT – è che l’organizzazione non sta supportando il protocollo Aave dopo il buco da 13 miliardi causato dall’hack di Kelp DAO. Anzi, la stessa Foundation ha ben pensato, seguendo la policy della propria Treasury, di vendere le proprie partecipazioni sul money market e di contribuire di fatto alla fuga di capitali.

Policy Ethereum Foundation; transazioni in uscita da aWETH

Questa gestione stona con quanto sta facendo in atto l’intera comunità DeFi, con molteplici aiuti economici sia dalle whale e dai protocolli che direttamente dagli investitori retail. Tutti stanno donando o lanciando linee di credito a beneficio di Aave, tra cui anche Mantle e Lido che sono scese in soccorso con un budget di 75 milioni di dollari per far ripartire le attività del progetto.

In pochi giorni la comunità è riuscita a stanziare oltre 237 milioni di dollari per sostenere la causa “DeFi United”, dimostrando una grande forza collettiva e la capacità di superare anche le fasi di crisi più aspre. La Foundation invece – che dovrebbe sostenere il più possibile il proprio ecosistema di Dapps – non solo non ha donato, ma ha anche coperto il bilancio della propria tesoreria con un’operazione di de-risking.

Insomma, non proprio l’intervento che ci aspettavamo da Vitalik e dal team di Ethereum.

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